Marino Taddeucci, arrivato il 27 dicembre scorso e già autore di quattro goal in campionato, ha rilasciato un'intervista in esclusiva alla rivista "L'Arancione" in distribuzione ieri allo stadio. E dalle sue risposte si possono comprendere i motivi del repentino cambio di risultati coincidente con l'inizio del girone di ritorno. In pratica la squadra, nonostante i radicali cambiamenti, gioca "a memoria". Qui sotto il testo pubblicato sull'house organ ufficiale. Veste l’arancione da tre partite: debutto a Ravenna e dopo due minuti arriva il suo sigillo.Un bel goal che “gela” il Benelli: da lì nasce una vittoria che ha il sapore della rinascita. Passano otto giorni e al Melani scende lo Scandicci, una squadra che in stagione ha dato solo dispiaceri alla Pistoiese. Ci vuole un po’ ma al 37’ della ripresa Taddeucci va ben oltre il suo metro e novatantre e supera di testa il portiere avversario: è il goal partita. Siamo a domenica, tre giorni fa, e la squadra gioca in casa della capolista. È il secondo minuto quando Taddeucci mette la sfera alle spalle del portiere. E da lì si costruisce un nuovo successo, un rotondo 3-1 con rete della tranquillità che arriva all’89’ sempre con Taddeucci. La squadra rimodellata durante le feste natalizie, quando molti si abbandonano all’ozio, ha trovato in questo ragazzone di 27 anni un finalizzatore micidiale. Inoltre il giocatore ha dimostrato qualità tecniche, senso tattico, resistenza fisica e umiltà. Perché a 27 era ancora in Eccellenza (arriva dal Pisa SC. Ndr)? “Ho cominciato tardi e solo a 25 anni sono arrivato tra i professionisti, finalmente notato da Paolo Giovannini, che mi portò alla Lucchese. Lì purtroppo ho trovato la strada sbarrata da grandissimi centravanti e non ho potuto dimostrare il mio valore, ma non sono stati anni inutili”. Si aspettava di esplodere così a Pistoia? “Ci speravo, perché credo nelle mie possibilità. Avevo ed ho tanta voglia di mettermi in mostra”. Come si può spiegare la metamorfosi arancione? “Con l’applicazione degli schemi di mister Indiani. Molti di noi conoscevamo il suo credo calcistico, gli altri lo hanno ben assimilato”. Lei corre da primo al 90’ in tutte le zone del campo. È un bomber atipico? “Fa parte del mio carattere. Devo sempre dare tutto a costo di uscire con i crampi. Non posso stare fermo ad aspettare la palla. A volte per questo mi manca la lucidità sotto rete”. Cosa chiede alla sua carriera di calciatore? “Di divertirmi e magari far tornare la Pistoiese fra le grandi”.  Si sente di ringraziare qualcuno per questa possibilità? “Sì, il direttore Giovannini che di nuovo ha creduto in me. Desidero in tutti i modi contraccambiare”.

Sezione: Serie D / Data: Ven 27 gennaio 2012 alle 11:00
Autore: Stefano Baccelli
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