Con la fine del girone di andata, è arrivato il tempo di tirare le prime somme in casa Fiammamonza. Trentadue punti in classifica, dieci vittorie, due pareggi e una sola sconfitta. E la palma di miglior difesa del campionato con sole 7 reti al passivo. Numeri che bastano da soli per spiegare la crescita incredibile della squadra più giovane d'Italia che lo scorso anno si è salvata dalla retrocessione con il rotto della cuffia e ora sta mettendo in difficoltà tutte le principali candidate alla promozione. Un plauso enorme va fatto alle giovani Fiammette ma tra gli artefici di questo inatteso risultato c'è soprattutto il tecnico Antonio Cincotta che ci rilascia una bella intervista dopo i primi quattro mesi di lavoro in biancorosso.
Mister, il secondo posto dopo il girone d'andata è un risultato a dir poco sorprendente. Te lo aspettavi a inizio stagione?
Non potevo assolutamente aspettarmi questo all'inizio della stagione con un organico molto giovane e con atlete senza nessuna esperienza di categoria, ma lavorando molto abbiamo evidenziato valori e qualità che probabilmente nessuno era in grado di preventivare.
La Fiammamonza potrebbe fare ancora meglio ma ci sono stati dei progressi significativi fatti finora dalla squadra. Quali?
L'organizzazione di gioco, ma sopratutto il miglioramento del tasso tecnico individuale, frutto di ore ed ore investite in esercitazione tecniche complesse, spesso eseguite completamente al volo, o creando difficoltà elevate che obblighino le giocatrici a implementare nel tempo la sensibilità del piede, frutto della loro capacità di coordinarsi in maniera efficiente.
Nel torneo Memorial Levati è arrivato anche un prezioso pareggio contro il Mozzanica, squadra di A1 che sta lottando per vincere il campionato. Cosa significa?
E' stato un pareggio, non il primo con squadre di A1, significa, che le ragazze sono a loro agio con questo calcio propositivo e offensivo che propongo alla squadra. Loro giocano e si allenano con il sorriso e in campo, a prescindere dalla fama dell'avversario, cercano sempre di imporre il gioco che studiamo in settimana, applicando concetti e idee collettive. L'idea primaria è che "per divertirci dobbiamo gestire la palla con personalità".
Con l'ingresso di Stonex è cambiato l'assetto societario della Fiamma. Cosa ti aspetti in qualità di tecnico?
La società mi ha chiesto di aprire un ciclo e restare per diverse stagioni e con Stonex si parla di cinque anni per tornare a vincere uno scudetto. Penso quindi che ci incontreremo presto per valutare l'eventuale rinnovo.
Quali saranno le strategie da adottare nel girone di ritorno?
Come sempre non guardare la classifica. La nostra vittoria, essendo questa la squadra più giovane d'Italia, non è quella di far punti, ma di crescere consolidando delle basi che permetteranno un giorno a queste giovani atlete di ottenere risultati con continuità.
Quanto è stato importante il lavoro del tuo staff sinora?
Determinante, da solo non riuscirei e non saprei lavorare. Ho la fortuna di avere come assistenti due "primi allenatori" (e non due "porta cinesini" come avviene in molte squadre) e questo alza incredibilmente la qualità del lavoro. Inoltre, con il supporto del professor Rovida per la preparazione fisica, preparazione che praticamente sviluppiamo "giocando", direi che il lavoro garantisce una qualità di apprendimento molto elevata alle nostre calciatrici.
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