L'Arzachena sceglie la linea della continuità. Virgilio Perra guiderà gli smeraldini anche per la prossima stagione. La conferma arriva dal direttore generale, Antonello Zucchi, che spiega i motivi della riconferma: «Sulla base della grande stima, fiducia e dell'ottimo lavoro svolto in questa stagione dimostrando tenacia e spirito di sopportazione. Nel momento critico della stagione, quando eravamo dentro i playout, con la sua esperienza e serenità ha sempre mostrato fiducia nel gruppo e nel fatto che si sarebbe tolto dalla zona calda. Così è successo, non c'è dubbio che sia un grande allenatore, ideale per portare avanti il nostro progetto».
Perché è l'ideale per il progetto dell’Arzachena?
«Perché noi vogliamo raggiungere la salvezza attraverso la valorizzazione dei giovani del vivaio, Perra è molto attento al discorso risparmio, ha sempre l'occhio lì e coi giovani lavora molto bene. In questa stagione abbiamo giocato spesso oltre i 4 fuoriquota da schierare obbligatoriamente, utilizzando un '93 in più di quanto richiesto dalla Lega Nazionale Dilettanti. Ora potrà contunare su un lavoro che lui stesso ha già iniziato»
Cioè?
«Durante la stagione aggregava in prima squadra per settimane i ragazzi degli Allievi del '96 e '97 facendo determinati lavori per interi reparti. Non ha mai perso occasione per seguire le gare delle squadre del settore giovanile. Se vuoi pianificare occorre lavorare sui giovani, noi vorremmo poter giocare l’anno prossimo con 5 o 6 under del vivaio. Ad esempio, Spano è un '94 che è migliorato tanto sotta la cura Perra»
Una programmazione un po' diversa da quello dello scorso anno
«Pensavamo di poter raggiungere i playoff, inizialmente abbiamo sofferto i tanti infortuni e le aspettative alte create dalla stampa specie per gli acquisti di nomi importanti. Poi si è deciso di correggere il tiro»
Attraverso i tagli di fine novembre giocatori importanti quali Porcu, Emiliano Melis, Nuvoli e Di Prisco?
«Esatto, furono necessari per rivedere il budget. Una decisione che ha portato con sé un po' di polemiche, si è parlato di una nostra scorrettezza verso i calciatori quando comunque si era ad una settimana dalla riapertura del mercato di dicembre, lasciando così modo ai giocatori di non perdere la stagione. Non si voleva certo danneggiare nessuno»
In quel periodo mister Perra rassegnò le dimissioni che, come lui stesso ha confidato, mai aveva fatto in carriera
«Me lo ricordo ancora. Mi chiamò come mai aveva fatto in precedenza chiedendomi di andare al campo, appena arrivo in sede lui mi guarda, si alza e va in campo. Lo raggiungo e mi disse: "Mi dimetto". Furono respinte, il presidente Ragnedda lo rassicurò sul fatto che i tagli dei giocatori non erano un attacco trasversale verso la sua persona. Il patrimonio tecnico che restava gli consentiva di lavorare bene»
Con Perra avete ottenuto la salvezza in anticipo e sfiorato anche di conquistare i playoff
«La conferma che non sbagliammo. Continueremo a puntare ad una salvezza tranquilla, coi giovani del vivaio, in ritiro andranno diversi '95»
Rosa più giovane, vuol dire che per qualche senatore non ci sarà più spazio?
«Prematuro parlarne di chi resta o chi va via, il primo passo della società era assolutamente la riconferma di Perra, poi con il tecnico faremo più avanti un’analisi sulla composizione della rosa che, ripeto, sarà giovane. Ricordo che quest’anno siamo stati l’unica squadra di serie D a mandare in Rappresentativa del girone G tre giovani, il ‘94 Spano e i ‘93 Onesti e Melis»
Cosa dire di questa stagione dai tanti colpi di scena?
«L'inizio, come ho già detto, è stato sofferto, poi sono arrivati i tagli, la ripresa nel girone di ritorno, poi un altro calo fino al punto più basso toccato con il 5-0 di Anzio, uno scontro-salvezza perso in modo umiliante e anche preoccupante per la classifica perché i playout erano ormai a un punto. Ricordo che il martedì ci fu una riunione tra società, giocatori e allenatore, lì si capì che lo spogliatoio era fatto da giocatori professionisti e che ci saremmo salvati. Infatti, la domenica successiva contro il Marino, sotto 2-0 dopo il 5-0, ci fu una grande reazione e vincemmo 3-2. Quella è stata la gara più emozionante della stagione e il gruppo fu fantastico»
Quella vittoria coincise col risveglio del vostro bomber Figos
«Sì, fu la rinascita realizzativa di Alessio. Ma non avevo dubbi perché già a fine dell'anno scorso dissi che avremmo dipsutato un grande girone di ritorno e che Figos avrebbe avuto tutto il tempo per sbloccarsi sottoporta. Infatti, è stato decisivo poi con Palestrina, Sant'Elia, Selargius. Ma non dimenticherei Angheleddu, anche lui sfortunato all'inizio e poi ha sfornato colpi di classe che hanno fatto la differenza; Bonacquisti è cresciuto ancora di più ed è tra i migliori incontristi, in difesa Pinna e Rossi formano un'ottima coppia»
Parlando delle altre sarde, il Budoni è appena uscito dai playoff mentre il Progetto Sant’Elia cerca la salvezza attraverso i playout
«Il Budoni ha raggiunto una grande traguardo, è stata la sorpresa del campionato. Sono contento per l’allenatore Bacciu, un emergente, gran lavoratore che ha ripagato la fiducia della società centrando i playoff e, contemporaneamente, lanciando tanti giovani. Il Sant'Elia merita senz'altro di salvarsi e non solo perché è meglio che ci siamo più squadre sarde. La società cagliaritana è molto simile alla nostra, il presidente Franco Cardia è una persona garbata e molto attaccata alla squadra, che segue sempre anche nelle trasferte, con loro ci siamo spesso incontrati all'aeroporto al ritorno da qualche trasferta. La squadra è ottima, l'allenatore è una garanzia, batteranno il Monterotondo e andrò anche a vederli»
Che dire di Porto Torres e Selargius?
«Una volta che non siamo riusciti ad agganciare i playoff, mi è dispiaciuto che sia sfuggito anche ai turritani, sarebbe stato belle vedere un derby playoff contro il Budoni. Sul Selargius dico, se ti salvi a 5 giornate dalla fine o all'ultimo è sempre salvezza. Mister Fadda ha fatto un ottimo lavoro, è un bravo tecnico e in maglia granata ci sono giocatori di valore come Caboni, Farci e Rais»
L'anno prossimo in serie D ci sarà anche la Torres e, si spera, pure l'Olbia
«La Sardegna ritrova una squadra blasonata come la Torres, per noi sarebbe una sfida inedita, un derby bellissimo. Il presidente Lorenzoni ha fatto un grande lavoro, non è facile vincere un campionato come l'Eccellenza, contro un avversario di valore come l’Olbia a cui auguro che si aggiunga al gruppo delle sarde in serie D. Anche loro meritano palcoscenici più importanti dell'Eccellenza»
Autore: Giovanni Pisano
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