Da una decina di giorni è tornato a casa, nella sua Voghera: Manuele Domenicali è reduce da una positiva esperienza in Belgio alla guida del Visé, nel campionato belga di serie B.

Vogherese d’adozione, Domenicali è profondamente legato ai colori rosoneri: da giocatore prima, poi da allenatore con la gestione Gastaldi prima di passare sulla panchina del Pavia.

"Spiace tornare a casa e vedere che il calcio a Voghera sia in crisi – commenta con amarezza Manuele Domenicali –. In questo momento di crisi economica ci sono molte società in crisi. Ho vissuto i tempi d’oro da calciatore del Voghera e poi una gestione positiva in serie D con l’allora patron Gastaldi. E’ un peccato vedere il Voghera in così grande difficoltà perché c’è grande attaccamento al calcio in città e il pubblico meriterebbe un torneo come la ex C2".

Per un anno da Voghera si è trasferito in Belgio: opportunità nata per caso o voglia di esperienza all’estero?
"In Italia ho girato da nord a sud tante piazze in serie C, quando è capitata quest’offerta per il Belgio ho scelto di mettermi alla prova – risponde mister Domenicali –. Mettendomi in gioco anche sul piano umano: ho perfezionato la lingua francese prima privatamente poi in Belgio. La serie B belga vale una nostra C1 di buon livello: è un calcio molto fisico, si trovano giocatori come i difensori centrali o gli attaccanti che svettano per potenza atletica. Ho allenato una formazione multietnica: con italiani, un australiano, un calciatore africano della Guinea, franco- alegrini, un greco nato in Germania e quattro indonesiani".

E indonesiana è la proprietà del Visé: "L’obiettivo degli indonesiani è di far crescere il calcio nel loro paese e quindi la loro nazionale investendo all’estero – spiega Domenicali –. Per questo hanno creato una scuola calcio in Uruguay e i giovani migliori sono arrivati anche in rosa in Belgio nella loro squadra. Qualche difficoltà, non solo tecnica, l’hanno perché per caratteristiche fisiche gli indonesiani sono meno prestanti atleticamente. E in un calcio molto fisico è un problema. Per questo l’obiettivo di far crescere i giovani e valorizzarli non ci ha permesso di conciliare anche un risultato d’alta classifica. La salvezza in anticipo, comunque l’abbiamo centrata". E il futuro ? "Spero in Italia: sia per stare vicino alla famiglia che per tornare a mettermi in gioco nel nostro calcio. Ho seguito il nostro calcio dal Belgio e mi fa piacere anche che il Pavia, che ho allenato lo scorso anno, abbia disputato un’ottima stagione e abbia, per esempio, basi solide societarie per far bene anche in futuro. Di questi tempi non è facile".

Sezione: Serie D / Data: Ven 17 maggio 2013 alle 19:00 / Fonte: la provincia pavese
Autore: Anna Laura Giannini
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