C’è anche un altro spareggio da seguire. Quello per sapere chi ha ancora diritto di cittadinanza in serie D e chi deve essere ricacciato nell’inferno dei campionati dilettantistici regionali. Non è una differenza da poco: lo sala Flaminia che si trova a giocare la gara di andata dei play out in casa contro la Pontevecchio. Già essere arrivati a questo snodo è un successo dopo che il girone d’andata è stato chiuso con undici punti e di regola che va così piano finisce per alzare bandiera bianca fin troppo presto. E invece la Flaminia ha capito che poteva essere possibile invertire la rotta e si è resa protagonista di un gran girone di ritorno collezionando 26 punti, un gradino sotto le quattro battistrada. L’allenatore della rinascita è lo stesso che ha iniziato la stagione, lo stesso che ha fatto mea culpa e ha chiesto di farlo a squadra e società.

Ora Lillo Puccica da Capranica guarda con serenità ai play out. Sa che si gioca tanto ma non vuole caricare di responsabilità la squadra che di pressioni non vuole sentirne parlare. Puccica sa che come si giocano questa gare senza domani. Lo ha fatto quando allenava per la prima volta la Viterbese, portato al piano di sopra dopo una bellissima annata nella Beretti (eliminati alle finali nazionali con l’Atalanta). Chiamato in fretta e furia al capezzale di quella squadra riuscì nella titanica impresa di dare uno scopo ad un gruppo sfiduciato e di renderlo d’acciaio nell’inferno di Nocera Inferiore. La salvezza arrivò.

E vuole cercare di ripetere la stessa impresa anche con la Flaminia: ''Non dobbiamo avere fretta di chiuder la gara – attacca il trainer – i play off si giocano sui 180 minuti: ogni partita è un tempo di una più grande che va analizzata all’andata e al ritorno. La mia squadra non ha mai difettato nella convinzione nonostante un’annata balorda. Ora siamo sereni e convinti''.

Ha parlato tanto ai suoi giocatori, ha catechizzato i più grandi, ha caricato gli under: ''Quello che non dobbiamo assolutamente fare - sottolinea - è tralasciare i particolari. Il calcio mi ha insegnato che basta mollare per un attimo la presa e si perdono le partite. Ho motivato la squadra dal punto di vista morale: dai grandi mi aspetto responsabilità, dai più giovani voglio freschezza mentale e fisica. Dobbiamo fare quello che abbiamo sempre fatto senza caricarci oltremisura. Nel calcio e in particolare nei play off bisogna metterci quell’amore che ti viene dallo stomaco e riesce a farti dare qualcosa in più''.

E’ sempre appassionato quando si esprime Puccica: preferisce mantenere i piedi per terra e, magari, fare come l’anno scorso. La Pontevecchio è stato l’avversario che la Flaminia ha battuto nettamente e con quella vittoria si è garantita la salvezza matematica con un turno d’anticipo. Questo e già un buon precedente.

Sezione: Serie D / Data: Sab 18 maggio 2013 alle 20:00 / Fonte: viterbo24news.it
Autore: Michele Mastrobuoni / Twitter: @MikoMastro
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