Raffaele Borrelli, classe '92, è stato uno dei protagonisti della stagione del San Vitaliano, squadra militante nel campionato di Promozione della Campania. 21 anni, dicevamo, ma già una vita dietro al pallone: settore giovanile col Torino col quale affrontò le migliori squadre d'europa (vedi Lione, Salisburgo, CSKA Mosca, inter, Juve, Milan, Lazio, Fiorentina) con risultati sicuramente soddisfacenti. Lo abbiamo contattato anche per fare un parellelo tra il calcio professionistico e quello dilettantistico.

Raffaele, partiamo dagli inizi: cosa è successo dopo Torino?

"Un brutto incidente mi ha fermato per qualche mese, limitando le mie prestazioni. Mi sono aggregato al Benevento dove ho disputato il campionato con gli Allievi Nazionali ed anche qui ho giocato contro grandi squadre dai settori giovanili invidiabili (su tutte la Roma e il Napoli) ed ho ho avuto la fortuna di affrontare giocatori professionisti dato che il Giovedì facevamo l'amichevole con la prima squadra! Poi l'anno dopo sono andato con la Juniores della Forza e Coraggio dove ho giocato tutte le partite fino ad arrivare a giocare i play off persi col Sant'Antonio Abate, con la conseguente convocazione e presenza in prima squadra contro la Casertana! Data la mia voglia di mettermi in evidenza e l'essere ambizioso, sono andato con la Mariglianese in Promozione, perché tra le fila della Forza e Coraggio trovavo poco spazio. Qui credo di aver disputato due ottime stagioni: nell'ultima abbiamo perso la finale play-off di categoria contro il San Vito Positano a causa anche di decisioni arbitrali a dir poco discutibili. Quest'anno, invece, ho raggiunto la salvezza col San Vitaliano, dopo che in Estate mi ero aggregato al San Felice a Castello".

Come ti sei trovato a San Vitaliano?

"A San Vitaliano sono stato molto bene: la squadra era una famiglia. Ma devo sottolineare che il presidente non ha mantenuto gli accordi presi: il sottoscritto deve ancora ricevere alcuni stipendi... "

Descrivici il momento più duro della stagione e quello in cui avete capito che la salvezza era a portata di mano.

"Il momento peggiore è stato l'infortunio ad Ischia contro il Barano, quando una brutta entrata del capitano locale mi procurò una  distorsione al ginocchio. Mentre il momento più bello è stato sicuramente battere il Neapolis: una vittoria in rimonta che ci diede tanta fiducia".

Quale squadra ti ha più impressionato?

"Sicuramente il Miano, compagine molto fisico fisica ma allo stesso tempo veloce ed imprevedibile".

Si muove qualcosa per il futuro?

"Per adesso mi godo le vacanze, poi mi cercherò una nuova avventura: l'importante è che ci sia spazio per me e che sia un progetto serio".

Sezione: Promozione / Data: Mer 22 maggio 2013 alle 20:15
Autore: Davide La Rocca
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