«Non ci sono più le condizioni per continuare a fare calcio a Giarre, non iscriverò la squadra al campionato di Eccellenza». A parlare, a nome della società di via Olimpia, è il presidente del Giarre, l’imprenditore edile mascalese, Calogero Malaponti, da tre stagioni alla guida del sodalizio gialloblù.
Dopo aver portato la squadra dalla Terza Categoria all’Eccellenza e reduce da un dignitoso campionato concluso al settimo posto con la salvezza raggiunta in anticipo, il massimo dirigente ionico esce allo scoperto: «Sono amareggiato per questo epilogo – dice Malaponti – ma purtroppo devo tristemente constatare che è divenuto impossibile operare in queste condizioni. Non ho chiesto all’Amministrazione chissà quali contributi, anche perchè sappiamo le ristrettezze in cui versano gli enti pubblici. Chiedevamo condizioni strutturali quanto meno decorose per gestire la nostra attività, un impianto sportivo funzionale, che sono quelli di onorare la città. Ma gli amministratori locali continuano a fare spallucce trincerandosi dietro la mancanza di risorse da destinare all’impiantistica sportiva».
Se le priorità dell’Amministrazione, ma a quanto pare anche della stragrande maggioranza dei cittadini giarresi, sono ben altre rispetto al calcio è evidente l’impossibilità di continuare a far camminare un giocattolo per pochi intimi. I principali riferimenti del presidente Malaponti sono alle disastrose condizioni dello stadio. Tribune e box stampa inagibili, spogliatoi fatiscenti e un terreno di gioco dove un filo d’erba verde non esiste.
Malaponti sostiene che le la spesa per la manutenzione dello stadio di via Olimpia a carico della società negli ultimi tre anni, si aggira sui 55mila euro. «È un peccato, mi piange il cuore, sono molto deluso, come delusi sono le poche decine di tifosi con cui mi sono incontrato in questi giorni anticipando la scelta di non iscrivere il Giarre al campionato di Eccellenza. Si tratta di una cinquantina di ragazzi straordinari, che ci hanno sempre sostenuto e che meritano il mio ringraziamento per esserci sempre stati vicini, anche in trasferta. Avremmo continuato volentieri a sostenere tali sacrifici, ma quando riscontriamo la totale assenza delle istituzioni anche nel contribuire alle spese ordinarie per rendere fruibile lo stadio Regionale, è meglio fermarsi e lasciare morire tutto. Non venderemo il titolo, perchè non ne facciamo una questione economica e non lo sposteremo nemmeno altrove, anche se il Comune di Castiglione mi aveva dato la propria disponibilità a collaborare, mettendomi a disposizione lo stadio. La nostra è una decisione impopolare, che ci costerà qualche critica. Ma invito coloro i quali ci criticheranno – conclude il massimo dirigente gialloblù – a venire allo stadio per rendersi conto di persona delle condizioni in cui dovrebbero lavorare una società e una squadra che rappresentano una città di 30mila abitanti, che fino a qualche lustro fa era conosciuta in tutta Italia».
A Giarre ci si rassegna con indifferenza ad una fine ingloriosa per i colori gialloblù.
Autore: Davide La Rocca
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