Cicioni: "Cerco un progetto serio. Giovani portieri? In Serie D non sono pronti. Agnonese? Mi ha sorpreso. Dalla Fermana mi aspettavo di più"

 di Marco Pompeo Twitter:   articolo letto 1094 volte
Cicioni: "Cerco un progetto serio. Giovani portieri? In Serie D non sono pronti. Agnonese? Mi ha sorpreso. Dalla Fermana mi aspettavo di più"

Ci sono momenti nella vita di ognuno di noi in cui è difficile trovare le parole per esprimere il proprio stato d'animo e fotografare le difficoltà del momento. Coloro i quali riescono a ribaltare questi momenti superandoli sono definiti resilienti. Probabilmente non ne è consapevole ma Cristian Cicioni (35) è sicuramente un resilente, ce ne si accorge semplicemente parlandogli. Undici campionati tra i professionisti, tra Lega Pro ed un esperienza in B, e cinque in Serie D. Una carriera in cui il sacrificio ha determinato il merito. Almeno fino alle ultime stagioni, la scelta di scendere di categoria per sposare il progetto Padova, culminato con il ritorno dei biancorossi in Lega Pro, ed un epilogo che lui stesso non si aspettava. Ora Cicioni si trova a vivere l'incubo di chi si ritrova a lottare contro norme che dovrebbero incoraggiare la crescita dei talenti nostrani che in realtà finisco per essere un boomerang per tutti, giovani e non. E come se non bastasse alle difficoltà lavorative dello sportivo si sono aggiunte le preoccupazioni del padre di famiglia quando il terremoto che ha scosso l'Italia centrale ha fatto tremare anche la provincia di Teramo dove vive attualmente l'estremo difensore con i suoi cari.

Domanda banale ma d'obbligo. Come sta Cicioni?
"Non benissimo diciamo. Sia per la situazione lavorativa ma soprattutto per il terremoto che si è fatto sentire forte e ci ha spaventato tanto. Immagino come possano stare le persone che vivono nelle zone più vicine all'epicentro, anzi a loro voglio esprimere la mia vicinanza".

Difficile passare ad altro ma dobbiamo farlo. Fisicamente l'atleta Cicioni come sta?
"Fisicamente sto molto bene. Mi alleno con costanza ed impegno da quest'estate senza sosta. Ovviamente mi manca la partita ma fortunamente essendo un portiere il ritmo gara non è un problema. Sono in forma e pronto a giocare anche domani".

Lei è attualmente svincolato, ci fa una fotografia delle trattative che l'hanno coinvolta?
"In questo periodo non ho ricevuto proposte concrete. In estate c'erano stati vari abboccamenti tra Lega Pro e Serie D ma nessuna trattativa è mai decollata veramente perchè non mi sono stati sottoposti progetti seri. Per me la categoria non è mai stata un problema, ma sulla serietà e solidità del progetto non posso transigere".

Di questi tempi parlare di serietà è quasi pleonastico...
"Devo ammettere che è così. Negli ultimi tre anni se escludo l'esperienza col Padova e lo scorcio della passata stagione al San Nicolò, faccio fatica a parlare di club seri".

A queste difficoltà si aggiunge quella delle regole federali che sulla carta vogliono favorire i giovani ma finiscono per diventare un'arma a doppio taglio per loro ed una ghigliottina per i calciatori esperti come lei
"Vero. Al di là del regolamento, io poi faccio fatica a capire la logica di certe scelte societarie e tecniche soprattutto quando si parla del mio ruolo. Ormai il portiere deve essere under, poco conta che la squadra lotti per vincere il campionato o debba salvarsi. Eppure il ruolo dell'estremo difensore è fondamentale. Dietro al portiere non c'è nessuno, quando si sbaglia è gol. Non ci sono rimedi che tengano. Penso in particolar modo a chi deve salvarsi e non può perdere punti, fermo restando che gli errori li commettono giovani ed esperti ma il nostro è un ruolo delicato. Si dovrebbe ragionare di più su certe dinamiche anche perchè non si fa il bene dei giovani che si affacciano a questo campionato. Secondo me molti dei miei giovani colleghi in Serie D non sono pronti ed alla fine quando smettono di essere fuoriquota finisco là, al netto di quei pochissimi che sono davvero bravi, bravi".

Una logica non logica...
"Sì, perchè i giovani, così come i calciatori più esperti, dovrebbero giocare se sono bravi. Peraltro queste regole hanno generato anche delle storture, vedo molti ragazzi che non danno più il cento percento ed in allenamento si risparmiano perchè tanto sono sicuri del posto in squadra. E questo di certo non fa crescere i ragazzi. La norma credo che andrebbe rivista, magari con l'obbligo di avere in rosa un certo numero predefinito di giovani ma poi questi devono giocare solo se sono bravi, esattamente come tutti gli altri calciatori".

Come tutti quelli che sono costretti a stare a guardare, sicuramente starà seguendo tanto il calcio giocato. Nella sua ultima esperienza ha giocato nel girone F, cosa pensa di questo avvio di campionato? Si immaginava un Agnonese in vetta alla classifica?
"Quest'estate quando l'Agnonese ha scelto di affidare la panchina a Del Grosso ho subito pensato potessero fare molto bene. Conosco la sua filosofia di gioco ed immaginavo in un buon campionato. Quando dico buon campionato penso però ad una salvezza tranquilla, non certo alla vetta del girone. Peraltro non solo stanno facendo bene in termini di risultati ma anche dal punto di vista del calcio che esprimono, il loro è un ottimo gioco. Poi magari più in là avranno un calo anche loro ma di certo se sono primi non è un caso. Il San Nicolò credo che lotterà per le prime posizioni. Hanno un buon organico, e non a caso sono una società seria. Hanno avuto un avvio di stagione difficoltoso, con troppi pareggi, sono certo che faranno benissimo. Se c'è una squadra da cui mi aspettavo e mi aspetto qualcosa in più è sicuramente la Fermana. Sul fondo classifica c'è invece il Chieti e dispiace per la piazza ma lo si sapeva da quest'estate che sarebbe stata una stagione difficile sul fronte societario e quindi in campo. Mi chiedo chi di dovere perchè non intervenga quando già a monte è tutto palese".

Il mercato riaprirà a breve. Cosa si attende?
"Spero di poter tornare a fare il mio lavoro, quello che ho sempre fatto con grande impegno in questi ultimi quindici anni. La categoria, come ho già detto, conta poco: voglio trovare un progetto serio e ritornare a difendere i pali di una porta. Nonostante le difficoltà non ho mai mollato e non mollerò, è la mia vita ed il mio lavoro. Non mi faccio abbattere o demoralizzare dalle situazioni avverse, vado avanti e sono fiducioso per il futuro perchè i meriti alla fine emergono sempre".