Turris, l'imprenditore Niutta interessato al club

 di Fabio Tranquilli  articolo letto 486 volte
Turris, l'imprenditore Niutta interessato al club

Tanta incertezza intorno al futuro del calcio a Torre del Greco. Un'altra annata deludente per i corallini si è conclusa ed, adesso, ci si interroga su quale sarà il futuro.

I colleghi di tuttoturris.com hanno intercettato uno degli imprenditori maggiormente interessati a rilevare il club campano. Dopo l’intensificarsi di voci degli ultimi giorni, Raffaele Niutta esce allo scoperto ed ammette il suo interesse per la Turris, rivelando anche di aver incontrato Giugliano in più di un’occasione: “Sono fortemente interessato a rilevare il club –esordisce Niutta -. Torre del Greco è la piazza ideale per chi, come me, nutre una forte passione per il calcio, quello vero. Ho parlato di persona con Giugliano più di una volta e abbiamo avviato un discorso per verificare se ci fossero margini per una passaggio di consegne e quali fossero. Ovviamente si tratta di un’operazione che ha bisogno di più fasi per essere definita totalmente. Abbiamo parlato anche della situazione debitoria del club e mi sono preso 6-7 giorni di tempo per riflettere sul da farsi con gli altri componenti del gruppo che rappresento”.

L’ex patron della Frattese considera determinante anche il coinvolgimento di Antonio Colantonio e Corrado Scarlato per un esito positivo dell'operazione: “Nel frattempo vorrei illustrare il mio progetto anche a Colantonio e Scarlato, perchè vorrei che anche loro ne fossero partecipi. Ho avuto ottime referenze su di loro e più persone serie siamo, più ne giova la Turris. La loro presenza sarebbe determinante per cominciare questa avventura, anche perchè oggi non si può fare calcio da soli, bisogna unire le forze. Ho giá sentito Colantonio, che mi ha ribadito piena disponibilitá. Spero quanto prima di avere un colloquio anche con Scarlato. Con l'adesione di entrambi poi si potrebbe dare una sterzata decisiva all’operazione. Chi mi conosce sa che con me è possibile qualsiasi discorso, che sono per i patti chiari e per l’organizzazione, nonchè per la trasparenza dei ruoli fin dall’inizio. Intendo il calcio come una azienda e non credo nelle spese folli ma in una gestione oculata delle squadre”.