Di Cintio: «Riforma della Giustizia Sportiva? Vi spiego i rischi...»

18.05.2020 11:30 di Massimo Poerio   Vedi letture
Di Cintio: «Riforma della Giustizia Sportiva? Vi spiego i rischi...»

Come cambierà la Giustizia Sportiva in Italia dopo l'ultimo Decreto Legge del Governo? L'argomento è al centro del dibattito dopo la decisione di dare ampio potere alle Federazioni (quindi alla FIGC nel calcio) in merito all'eventuale conclusione anticipata dei campionati e sui calendari per la prossima stagione. Ne abbiamo parlato con l’avvocato Cesare Di Cintio, esperto di diritto sportivo.

Collegio di Garanzia dello Sport, TAR del Lazio e Consiglio di Stato saranno gli unici passaggi per eventuali ricorsi. Come cambierà questa estate la Giustizia Sportiva?
"Premesso che il Decreto Rilancio non è stato ancora pubblicato, possiamo oggi ragionare soltanto sul testo della bozza del decreto, in attesa che la versione definitiva venga pubblicata. Nella bozza è l’art. 211-bis, ad affrontare il tema della giustizia sportiva. In sostanza sarebbe stato previsto uno “snellimento” della procedura in caso di contenziosi che dovessero derivare dalle decisioni che saranno adottate dalla FIGC, in deroga alle vigenti disposizioni federali, sulla determinazione delle classifiche per la stagione 19/20 (in caso di interruzione definitiva) nonché sulla organizzazione, composizione e modalità di svolgimento delle competizioni e dei campionati per la s.s. 20/21
Stante quanto riportato dalla bozza, contro il provvedimento della FIGC si potrà e dovrà pertanto ricorrere direttamente al Collegio di Garanzia dello Sport senza poter preventivamente adire gli organi della giustizia endofederale. La decisione che verrà assunta dal Collegio sarà quindi definitiva a livello di giustizia sportiva, e potrà essere impugnata soltanto a livello statale prima davanti al Tar e in caso di rigetto al Consiglio di Stato (quale ultimo grado)".

Quali saranno, a questo punto, i tempi complessivi dal momento in cui si presenta un primo ricorso?
"Secondo quanto stabilito dalla bozza del decreto, con riferimento all’unico grado della giustizia sportiva dalla pubblicazione del provvedimento che si intenderà impugnare all’emanazione della decisione finale del Collegio di Garanzia dello Sport trascorreranno al massimo un totale di 22 giorni: 7 giorni dalla pubblicazione per impugnare il provvedimento e termine di 15 giorni per il Collegio per adottare la decisione dal momento del deposito del ricorso (termine complessivo che potrebbe abbreviarsi nel caso in cui il club depositasse il ricorso prima dei 7 giorni).
Per i successivi gradi è previsto un termine di 15 giorni dalla pubblicazione della sentenza del Collegio per ricorrere al Tar o dalla pubblicazione della sentenza del Tar per appellare al Consiglio di Stato, oltre ad un periodo di 7 giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso per discutere la causa per ciascun grado. Le sentenze in forma semplificata dovranno essere pubblicate entro il giorno successivo dell’udienza.
Nell’eventualità che un club si trovi costretto a dover ricorrere a tutti e tre i gradi di giudizio il tempo complessivo per ottenere una decisione finale, dalla pubblicazione del provvedimento federale, potrebbe essere poco più superiore ai due mesi circa".

Dai club di quale categoria, al momento, prevede arriveranno più ricorsi?
"Non penso si possa ragionare per esclusione: in questo momento e soprattutto fino a quando la FIGC non si pronuncerà sul destino di tutte le competizioni, penso che ogni club di qualsiasi categoria dai professionisti ai dilettanti avrebbe diritto di tutelare i propri interessi se lesi. Maggiore attenzione probabilmente sarà posta dai club di Serie C che ambiscono a salire di categoria, senza contare i club dilettantistici che puntano ad un esordio nel campionato professionistico".

Quali sono i rischi di una giustizia così veloce?
"Il rischio di ricorrere ad una giustizia cosi accelerata è certamente quello di non vedere tutelati appieno i diritti di ciascun club ricorrente in quanto, soprattutto a livello di giustizia sportiva, la decisione sarà adottata in un unico grado, da un solo organo di giustizia, senza dimenticare i costi necessari per adire il Collegio che sono certamente più elevati rispetto agli organi endo federali. Non possiamo tralasciare un dettaglio importante ovvero che i due ulteriori gradi di giustizia concessi per impugnare la decisione del Collegio appartengono alla giustizia statale".