Tragedia in Serie D: giovane calciatore muore accoltellato

07.10.2018 14:25 di Redazione NotiziarioCalcio.com   Vedi letture
Tragedia in Serie D: giovane calciatore muore accoltellato

Nuova tragedia coinvolge il mondo del calcio. Il giovane calciatore ventunenne Raffale Perinelli, terzino sinistro ex Turris, Gragnano e Sant'Agnello, attualmente svincolato ed in cerca di squadra, è morto nella notte scorsa in seguito ad un accoltellamento.

Il ragazzo è stato lasciato in fin di vita davanti al pronto soccorso dell'Ospedale Cardarelli di Napoli. Nemmeno il tempo di soccorrerlo che ai medici non è rimasto altro da fare che ufficializzarne il decesso per le gravi ferite riportate tra cui quella fatale all'emitorace sinistro.

Raffaele aveva solo ventuno anni ed era figlio di Giuseppe, conosciuto nell'ambiente malavitoso partenopeo per essere un ex esponente del clan Lo Russo. Il papà di Raffaele morì in un agguato nel 1999.

Perinelli è stato accoltellato durante una rissa, avvenuta probabilmente nel suo quartiere di residenza a Miano. Sul caso stanno lavorando i carabinieri che stanno ricostruendo esttamente la dinamica dei fatti. Miano, un tempo roccaforte proprio dei Lo Russo, c’è da tempo molta tensione a causa del pentimento dei capiclan che ha dato il là a numerosi agguati.

Si è già costituito nella notte, confessando di aver ucciso Raffaele Perinelli al termine di un litigio nato per banali motivi, il trentunne A.G., venditore ambulante incensurato, anche lui residente a Miano.

Assistito dal suo avvocato di fiducia, il penalista Rocco Maria Spina, A.G. ha confessato ai carabinieri di Casoria l'omicidio ed è stato interrogato dal pubblico ministero Anna Frasca:  "Tra noi due c’era stato un litigio appena una settimana fa, ma per banali motivi, all’esterno di un locale notturno. Sette giorni fa gli avevo consigliato di non intromettersi in una lite e ci eravamo azzuffati. Abitavamo nello stesso quartiere e siamo venuti alle mani. Negli ultimi giorni mi ero munito di un coltello perché avevo paura di incontrarlo e quando è nata la colluttazione ho deciso di impugnare l’arma. Così è nata la lite al termine del quale l’ho colpito al petto. Ora ho distrutto la vita di quel ragazzo ma anche la mia”.