Agente di calciatori finisce in manette: lavorava per il clan

11.10.2020 09:30 di Maria Lopez   Vedi letture
Fonte: il mattino
Agente di calciatori finisce in manette: lavorava per il clan

Arresto choc a Frattamaggiore. Irreprensibile imprenditore nel settore della scuole calcio, agente di molti calciatori che usciti dai suoi centri sportivi ora militano anche nei campionati professionistici, titolare di una pagina di Facebook seguita da migliaia di persone.

Eppure Salvatore Lodi, 52 anni - fratello di Francesco, calciatore professionista dal sinistro fatato che vanta oltre quattrocento presenze tra la serie A e B, un passato con il Napoli in B e un oro per l’euro-peo under 19, attualmente in forza alla Triestina - nel suo lato oscuro era diventato un collettore del racket delle estorsioni.

er conto di Pasquale Pezzella, suo cognato, meglio noto come “pane ‘e rano”, capo dell’omonim oclan, finito in carcere la scorsa estate per tre omicidi. L’imprenditore “double face” è finito in manette giovedì mattina, in flagranza di reato, dopo avere intascato 2.500 euro, la prima tranche di una tangente da 70mila che aveva imposto a un costruttore edile, impegnato nei lavori per la realizzazione di 20 appartamenti a Frattamaggiore.

Di fronte a tale insopportabile richiesta la vittima si era rivolta al carabinieri della compagnia di Giugliano, diretta dal capitano Andrea Coratza, denunciando la pesante intimidazione. I militari hanno allora preparato la trappola per l’insospettabile estorsore, che aveva imposto come acconto i 2500 euro in banconote da cinquanta. La vittima ha preparato quanto richiesto e poi ha consegnato le banconote ai carabinieri che hanno provveduto a fotocopiarle e vidimarle.

Confezionata l’esca, l’imprenditore si è recato all’appuntamento per «chiudere quella pratica»,per dirla alla Salvatore Lodi. Incontro fissato dall’estorsore per le 11 di giovedì mattina, nella centralissima via Roma, nei pressi di un noto bar totalmente estraneo a questa disgustosa vicenda. Naturalmente tutta la zona è stata presidiata dai militari in borghese, confusi tra la fila di clienti di una banca e tra gli avventori del bar. Quello che poi è accaduto nei minuti successivi è finito nelle immagini di alcune telecamere di video sorveglianza della zona, che inchioderanno alle sue responsabilità l’insospettabile estorsore.

Salvatore Lodi è giunto a bordo di una Cinquecento L con qualche minuto di ritardo. È sceso dalla vettura e a passo lento si è avviato verso la vittima, che stringeva in mano una cartellina con dentro «la pratica».

L’estorsore si è seduto a uno tavolini esterni del bar, mentre la vittima è rimasta in piedi. I due hanno confabulato qualcosa e poi la vittima ha consegnato la cartellina a Lodi, che ha sollevato uno dei lati, contando «ad occhio» se c’era quanto chiesto. Con un cenno della testa ha congedato l’imprenditore edile, che si è subito allontanato. Quindi Lodi si è alzato e si è avviato alla sua auto, sulla quale ha avuto appena il tempo di salire. In men che non si dica è stato circondato da almeno sei carabinieri in borghese, e tra questi un militare in bici con tanto di zainetto sulle spalle che aveva seguito così gli spostamenti del sospettato. Alle parole «Siamo carabinieri, scenda dall’auto e ci segua» Lodi è rimasto talmente sorpreso da rimanere immobile, tanto che è stato «aiutato» dai militari a scendere dal sedile di guida e portato sotto braccio a bordo di una gazzella fatta intervenire sul posto.

Accusato, al momento, di estorsione aggravata, il deus ex machina del calcio giovanile regionale ha concluso la sua mattinata in una cella del carcere di Poggioreale, in attesa dell’udienza di convalida. La sua posizione giudiziaria però potrebbe aggravarsi ulteriormente, con l’aggiunta dell’aggravante mafiosa, per cui le indagini passerebbero sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafiadi Napoli.

Il suo arresto ha pro-vocato un vero e proprio choc, soprattutto tra le centinaia di piccoli calciatori che nella struttura «Scuola Calcio Fratelli Lodi» si allenavano sperando di seguire le orme di Francesco Lodi e anche quelle dell’Insigne frattese nazionale.