Carlo Tavecchio può bloccare le elezioni presidenziali della Figc

07.02.2021 10:00 di Maria Lopez   Vedi letture
Fonte: La Verità
Carlo Tavecchio può bloccare le elezioni presidenziali della Figc

Non ci sono solo i problemi con i fondi stranieri che vogliono i diritti televisivi della nostra Serie A. Sul mondo del calcio italiano sta per abbattersi una nuova tempesta chiamata Carlo Tavecchio.

L’ex presidente della Figc, già cacciato nel 2017, sarebbe stato eletto il 9 gennaio scorso a capo del comitato lombardo della Lega nazionale dilettanti. Il risultato finale è stato di vittoria per 14 voti, 380 a 366. Il condizionale è d’obbligo. Sulla sua testa pende il ricorso del presunto sconfitto, ovvero Alberto Pasquali, 62 anni, medico di Brescia, anche se, il Tribunale Federale Nazionale, giudice di primo grado, lo ha dichiarato inammissibile.

La parola passa ai successivi gradi di giudizio in ambito sportivo, Corte Federale d’Appello e Collegio di Garanzia del Coni. Nel caso in cui la votazione si dovesse ripetere salterebbe anche l’assemblea Figc del 22 febbraio, quella che vede l’attuale numero uno Gabriele Gravina contro Cosimo Sibilia.

La sfida è degna di un’opera di Shakespeare. Perché nel 2017 Gravina aveva contribuito alla cacciata di Tavecchio, ora invece ha deciso di ripescarlo per arginare Sibilia.

La Lega nazionale dilettanti conta infatti il 34% e Gravina sperava di rosicchiare percentuali sostenendo proprio Tavecchio. Il problema è che nel ricorso presentato da Pasquali, seguito dagli avvocati Pietro Guido Valori e Fabrizia Ginnetti, emerge un quadro a tinte fosche (e anche fantozziane) della vittoria di Tavecchio.

In 54 pagine vengono messi in fila tutti gli errori e i ritardi, persino i presunti voti di scambio, che si sarebbero consumati in quella mattina di sabato 9 gennaio. La descrizione della votazione - avvenuta online e da remoto - getta un’ombra inquietante anche sulla gestione delle nostre istituzioni sportive. Del resto, di errori, gli avvocati Valori e Ginnetti ne hanno trovati sin dall’accreditamento delle società che intendevano votare. Ad alcune è stato permesso di accreditarsi durante le procedure di voto (vietato dal regolamento) mentre altre non sono state ammesse perché non è stato inviato loro il pin per accedere alla piattaforma.

Non solo. Il tempo della votazione doveva essere di 25 minuti, mentre è stato posticipato di oltre 30. Inoltre non si è capito chi si sarebbe effettivamente registrato, né si è capito chi aveva il diritto di farlo. In tutto questo non è stato concesso nemmeno il riconteggio delle votazioni. Il verbale è stato consegnato a Pasquali solo il 19 gennaio.

La votazione, spiegano gli avvocati nel ricorso, sarebbe «nulla anche per meri profili sostanziali. L’assemblea a distanza non è prevista nemmeno nello statuto del Coni. Si è dovuta celebrare dopo il no della prefettura a organizzare l’evento in presenza. Il problema è che per farlo si sarebbe di fatto inventata una procedura, coinvolgendo una società privata (Multicast titolare del sistema Skyvoter) che ha fornito la tecnologia per votare. Dal verbale emerge che le società registrate per votare erano 701 mentre sono 1086 quelle che hanno il diritto di farlo.

Ma le stranezze non sono finite qui. Dalle registrazioni dell’assemblea si capirebbe perfettamente che il sistema non ha nemmeno garantito l’esatta corrispondenza tra chi si è accreditato e chi poi ha votato. Così, si legge nel ricorso, tanto che a più riprese si assisteva «ad un espansione del numero degli accreditati e votanti, prima 680, poli 698, alla fine 751. E per di più uno dei dipendenti del comitato viene sentito mentre dice al presidente di prendere altro tempo perché sono state contattate altre società. Insomma, più che un’assemblea della Figc sembra il gran bazar di Istambul. Ma se alcune società hanno potuto votare fuori tempo e senza registrazioni, per altre non è stato nemmeno possibile accedere alla piattaforma. Trenta società affiliate, con diritto di voto e sostenitrici di Pasquali, non sono riuscite per non precisati problemi «nella procedura di voto».

Se ce l’avessero fatta il risultato sarebbe stato a favore del medico di Brescia: Tavecchio sarebbe risultato sconfitto. A tremare è anche il consiglio direttivo dove già si parla di conflitti di interesse. Valentina Battistini, che vanta un contratto con la stessa Figc, è anche la compagna del segretario generale Marco Brunelli.