Casarano-Cerignola un anno dopo. Un "rendez-vous" nel ricordo di Lello Santagata

10.01.2021 14:15 di Stefano Sica   Vedi letture
Casarano-Cerignola un anno dopo. Un "rendez-vous" nel ricordo di Lello Santagata

Casarano- Audace Cerignola, un anno dopo. Non solo una sfida tra due big del girone, ma anche un appuntamento che evoca ricordi intensi e nostalgie mai sopite, che riapre ferite mai rimarginate.  

Era il 5 gennaio dello scorso anno quando, al "Capozza", le due squadre congiungevano emozioni e dolori nella commemorazione in onore di Lello Santagata, l'enfant prodige rossoblù, il ragazzo arrivato da Melito "con la spensieratezza di un sorriso raggiante", come ha ricordato il club salentino proprio nel primo anniversario della sua scomparsa, il 30 dicembre scorso. Un vuoto che ancora oggi fa male, che pesa come un macigno e non riesce a trovare punti di caduta in una spiegazioni razionale, soddisfacente. Quel match lo vinsero gli ospiti ma il risultato fu solo un dettaglio in un pomeriggio di lutto. Commovente il pre-partita, sulle note di "Sta passando novembre" di Eros Ramazzotti e l'omaggio dei giocatori di Dino Bitetto sotto la gigantografia di Lello apposta dai tifosi del Casarano in Curva Nord. Molti rossoblù avevano presenziato ai funerali che si erano tenuti la mattina del 31 dicembre presso la Chiesa Santa Maria delle Grazie a Melito. Incontenibili le lacrime di Ciro Favetta, visibilmente commosso il Ds Marcello Pitino, avvolti dall'incredulità Giuseppe Mattera, Ciro Foggia e tanti ex compagni di viaggio del periodo Sangiustese come Eric Herrera, Fabio Laringe o il tecnico Stefano Senigagliesi. E poi tanti atleti giovanissimi che avevano condiviso con lui un percorso affascinante umano e di vita, al netto di quelli sbocciati nel Team Napoli Soccer, il raduno estivo per calciatori under che rappresentò per Lello una vetrina fortunata e foriera di gratificazioni. Proprio l'ultima edizione, la settima, è stata dedicata a Lello per volontà degli organizzatori, Italo Farinella e Fabio Manetta. Lello aveva abbracciato questa nuova esperienza nel 2017, poco più che sedicenne, dopo una trafila nella scuola calcio Arci Scampia di Secondigliano, fucina di tanti atleti in erba allevati e svezzati con cura da Antonio Piccolo. Da lì è stata una scalata senza freni, una favola tenera e appassionante. Dalla Sangiustese, passando per il Casarano, fino alle porte del Parma, che ne aveva adocchiato potenzialità non comuni per uno della sua età, ed era ormai pronto a strapparlo alla concorrenza (in precedenza anche Cagliari e Udinese lo avevano fatto monitorare).

Tutto spezzato in poche settimane, irragionevoli e insensate nella loro crudeltà. Rimangono i ricordi, quelli intimi, anche quelli che non si possono raccontare e che è giusto tenere per sé. Sprazzi di connessione sentimentale che non si dimenticano. Che è impossibile dimenticare e che restano indelebili nell'animo di chi ha conosciuto Lello e ha potuto esplorarne schiettezza e profondità caratteriale. Anche ambizioni, caparbietà e ostinazione, certo. E per fortuna, aggiungeremmo, perché senza quelle compagne di viaggio la sua corsa si sarebbe fermata molto prima. Restano la dignità di papà Enzo e mamma Pina nell'accettare questo lutto e nell'accogliere con amore e complicità il dolore di tutti quelli che, con un pellegrinaggio infinito, avevano fatto visita a Lello nella struttura napoletana presso la quale era ricoverato. E, aspetto forse più importante sebbene passato inosservato, la forza interiore e il coraggio con cui Lello da un letto d'ospedale ha provato a gestire questo dramma fino al giorno dell'operazione, trasmettendo sempre ottimismo e serenità ai suoi amici e alla sua famiglia. Chi lo ha accompagnato da vicino in quei momenti difficili, lo sa bene. Leone in campo e leone fino alla fine dei suoi giorni. Questo era Lello Santagata.