Da Uomini e Donne al matrimonio social: ed ora per il figlio d'arte i Dilettanti

17.12.2020 21:00 di Francesco Vigliotti   Vedi letture
Fonte: calcio illustrato
Da Uomini e Donne al matrimonio social: ed ora per il figlio d'arte i Dilettanti

Quasi un milione e mezzo di follower lei, circa 700mila lui: non si può dire che il matrimonio tra l’ex Miss Italia Clarissa Marchese e il calciatore Federico Gregucci non sia (anche) un matrimonio social. Inevitabile, viste quante persone li seguono da quando, ormai quattro anni fa, si sono scelti nello studio di “Uomini e Donne”.

Lei faceva la tronista, lui il corteggiatore che andava avanti e indietro dalla Toscana a Roma per strapparle un sì. Quella stessa Toscana, nel Valdarno, dove oggi vivono con la loro famiglia. E con il calcio che, in questa storia d’amore, di tv, di social e di passione, ha avuto e ha ancora un ruolo predominante.

Anche se, senza dubbio, il ruolo che Federico e Clarissa preferiscono è quello di genitori. A marzo, infatti, è nata Arya, la loro primogenita, che è la copia esatta di papà, come si vede dalle foto e dai video che i genitori postano orgogliosi.

Il calcio, però, ha un peso importante in tutte le scelte della famiglia, in particolare quella di Federico. Trentuno anni, figlio dell’ex calciatore e allenatore Angelo, ha vissuto con il pallone praticamente da quando è nato. Negli ultimi tre anni ha vissuto a Miami (dove è nata la sua bambina) allenando i piccoli delle Academy del- la Juventus. Poi ha deciso di tornare in Italia e ha accettato l’offerta della Polisportiva Bucinese.

Ha tolto (per ora) la tuta da allenatore e ha ripreso ad indossare gli scarpini, ricominciando una nuova avventura in Promozione grazie, anche, all’infuenza di mister Garozzo, che lo aveva allenato all’Usd Ambra. Attaccante centrale, piede destro, ha saltato la prima stagionale perché impegnato col trasloco da Miami, poi ha disputato le altre due partite segnando anche un gol: “Poi però – racconta – ci siamo dovuti fermare. E chissà quando riprenderemo. La salute è ovviamente al primo posto per tutti, ma speriamo di poter tornare a fare quello che amiamo”.

L’importante, per lui, è però essere tornato a giocare perché a Miami, dopo tre anni da allenatore (“con un buono stipendio, in Italia non c’è nulla di paragonabile”) aveva appena ripreso anche a fare il giocatore: “ – conferma Gregucci – con una squadra di South Beach. Ma poi c’è stata la pandemia e anche lì ci siamo fermati”.

Federico Gregucci, di certo, ne avrà un ricordo agrodolce, visto che proprio in quei giorni, mentre il mondo si fermava, diventava papà di Arya: “Abbiamo sempre pensato c

he prima o poi saremmo tornati in Italia, quello che è successo in questi ultimi mesi ha accelerato le cose. Soprattutto mia moglie ha sentito molto il distacco dall’Italia e dalla famiglia, quindi abbiamo cercato di tornare in Italia il prima possibile. C’è stato qualche problema con i documenti, per il doppio

passaporto di Arya, ma alla fine a luglio siamo riusciti a tornare”.

Dopo qualche riflessione, la scelta di andare in Toscana e ripartire (anche) dal mondo dei dilettanti:La nostra è stata una decisione facile e difficile al tempo stesso. Io ho sempre amato gli Stati Uniti e Miami in particolare, mia moglie aveva il doppio passaporto per cui, tre anni fa, abbiamo deciso di tentare questa avventura che, senza pandemia, magari sarebbe durata un po’ di più. Poi, una volta deciso di rientrare, ci siamo messi a riflettere: Clarissa è siciliana, ma per vari motivi tornare in Sicilia non sarebbe stato comodo. Anche Roma l’abbiamo esclusa, io preferivo una realtà più a misura d’uomo, e così siamo tornati qui: stiamo comprando casa, perché è una zona che ci piace molto, dove si vive bene e dove pensiamo che nostra figlia possa crescere nel migliore dei modi”.

Oltre a dedicarsi al “ruolo” di papà e marito, e a quello di influencer (la loro coppia è una delle più amate uscite dal programma di Maria De Filippi), Federico Gregucci mette ai primi posti della sua vita anche il calcio.

Per adesso quello giocato: “Sono contento di essere tornato alla routine degli allenamenti e della partita, anche se finora è durato poco. Speriamo di poter ripartire quanto prima. Per adesso sono concentrato sul calcio e sulla mia società, che mi ha dato la possibilità di tornare a fare quello che amo, poi vedremo. Non credo che farò l’allena- tore, mi piacerebbe però continuare a lavorare con i bambini e magari fondare una mia Accademia. Ma sono tutti discorsi prematuri”.

Quelli attuali riguardano un giovane marito e papà che dopo aver vissuto tre anni dall’altra parte del mondo adesso ha ritrovato il suo primo amore, il calcio, nel mondo dei dilettanti. E lo ha fatto in un momento storico molto complicato. Ecco perché, con le partite ferme, sta cercando comunque di tenersi in forma “in modo individuale, senza rischi per nessuno. Poi, non appena si potrà, mi auguro di poter tornare a giocare”.