Messi show, a Wembley festa Argentina: Italia ko 3-0

02.06.2022 00:00 di Massimo Poerio   vedi letture
Foto di © Figc
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A Wembley l’Italia non riesce a rivivere la ‘Notte Magica’ di undici mesi fa, quando le manone protese di Donnarumma respinsero l’ultimo rigore di Saka facendo impazzire di gioia un Paese intero. La sfida tra i Campioni d’Europa e i vincitori dell’ultima Coppa America va all’Argentina di un sontuoso Messi, che vince 3-0 con i gol di Lautaro Martinez, Di Maria e Dybala e grazie alle sue stelle alza sotto il cielo di Londra un altro trofeo, allungando a 32 partite la striscia di imbattibilità. Nella serata dell’ultimo saluto alla Nazionale di Giorgio Chiellini, gli Azzurri reggono il confronto solo per la prima mezzora per poi arrendersi al cospetto di un’avversaria capace di divertirsi e di divertire i novantamila tifosi presenti sugli spalti e che si candida a pieno diritto a essere una delle grandi favorite ad un Mondiale che l’Italia sarà costretta a guardare in Tv.

La partita. Per la ‘Finalissima’ Mancini punta su undici Campioni d’Europa, schierando per sette undicesimi la formazione scesa in campo l’11 luglio scorso nella finale con l’Inghilterra. Assenti gli infortunati Chiesa e Immobile, la defezione nella rifinitura di Insigne costringe di fatto il Ct a cambiare tutto il tridente d’attacco dove, vista anche l’assenza di Berardi, trovano spazio Belotti, Bernardeschi e Raspadori. A centrocampo è Pessina a prendere il posto di Verratti – anche lui fermo ai box - e per il resto tocca agli stessi protagonisti della finale di EURO 2020, con Chiellini a far coppia per l’ultima volta con l’amico e compagno di mille battaglie Bonucci. E come nella più classica delle pellicole americane, al capitano azzurro prima del congedo dalla Nazionale spetta forse l’incarico più gravoso, ovvero cercare di arginare l’estro di Lionel Messi. Ma se Maradona, omaggiato nel prepartita, ‘era’ l’Argentina, Messi non predica da solo. Il Ct Scaloni ha infatti diverse frecce al proprio arco, come Di Maria e l’interista Lautaro Martinez. Non mancano anche altri volti noti del nostro campionato, come l’ex atalantino Romero, e De Paul e Molina, passato e presente dell’Udinese. C’è anche Dybala, che però si accomoda in panchina insieme al Papu Gomez.

L’Albiceleste parte forte. Il primo tiro in porta arriva dopo appena due minuti, con Di Maria che vede Donnarumma lontano dai pali e prova a sorprenderlo con un pallonetto da centrocampo senza però inquadrare la porta. I compagni cercano spesso Messi, che si abbassa per ricevere il pallone venendo subito accerchiato da tre o quattro Azzurri. Non basteranno. Al 12’ il primo squillo dell’Italia è di Raspadori, che riceve da Jorginho e conclude di destro trovando la presa a terra di Martinez, poi Bonucci pesca Bernardeschi in area, ma sul traversone basso del numero 10 azzurro Romero anticipa Belotti. Al 28’ l’Argentina passa in vantaggio: Messi aggira Di Lorenzo e serve un pallone solo da spingere in rete a Lautaro, che fa 1-0. Esultano i tifosi argentini, mentre gli Azzurri protestano per un intervento falloso a inizio azione su Bernardeschi. La squadra di Scaloni mostra che la striscia di 31 risultati utili consecutivi non è casuale, mettendo in mostra le sue stelle. E così dopo Messi spetta a Lautaro e Di Maria confezionare in chiusura di tempo il raddoppio, con l’interista che si libera di Bonucci – che non può commettere fallo essendo stato appena ammonito per una gomitata sul volto di Messi – e serve in profondità l’esterno del PSG, bravo a superare in velocità Chiellini e a scavalcare in uscita Donnarumma con un tocco morbido quanto elegante. Dopo 45’ minuti finisce così la partita di Giorgio Chiellini, che saluta la Nazionale lasciando il posto a Lazzari e la fascia da capitano sul braccio di Bonucci. Escono anche Belotti, sostituito da Scamacca, e Bernardeschi per Locatelli, mentre a un anno di distanza dall’infortunio accusato nei Quarti di finale dell’Europeo ritrova la maglia azzurra anche Spinazzola, che prende il posto di Pessina con l’Italia che passa al 3-5-2. Di fronte a un Messi in serata di grazia, però, anche il cambio di modulo non darà i suoi frutti.

Al 57’ gli Azzurri rischiano il patatrac su un retropassaggio di Bonucci che Donnarumma riesce a disinnescare a pochi centimetri dalla linea di porta. E poco dopo è ancora il portiere del Paris Saint Germain a salvare per due volte il risultato su Di Maria, togliendo prima dall’incrocio dei pali il destro a giro del suo compagno di club e poi respingendo con i pugni un sinistro volante da fuori area su schema da calcio d’angolo. L’Italia è alle corde, Messi sembra avere un paio di marce in più e dà sfoggio a tutto il suo repertorio. Prima regala un assist al bacio a Lo Celso, che spreca, poi impegna per tre volte Donnarumma, costringendolo agli straordinari. E nel recupero arriva anche l’acuto di Paulo Dybala, che appena entrato in campo sfrutta l’ennesima discesa di Messi e con un sinistro a fil di palo fissa il risultato sul 3-0.

Da domani si volta pagina, con l’Italia pronta a rifarsi il look per le prime quattro partite della UEFA Nations League. Sabato a Bologna subito un match di livello con la Germania, preziosa vetrina per quei giovani che Mancini vorrà testare. Si ripartirà senza Giorgio Chiellini, un capitano che resterà sempre nel cuore di tutti i tifosi italiani.