Anconitana, Marconi: «Per noi la Serie D non sarebbe un regalo»

Eccellenza Marche
20.05.2020 13:00 di Nicolas Lopez   Vedi letture
Fonte: corriere adriatico
Anconitana, Marconi: «Per noi la Serie D non sarebbe un regalo»

«Se dovessimo disputare la serie D avremmo centrato con pieni voti gli obiettivi che ci eravamo posti nel 2017. Aggiungo che una nostra promozione non sarebbe affatto un regalo per una città che, da anni, sta soffrendo umiliazioni indescrivibili».

Questo il pensiero del presidente dell’Anconitana, Stefano Marconi, nel suo intervento di ieri sera a Radio Tua: «Noi stiamo facendo il massimo, aspettiamo con fiducia le prossime mosse.

Ora ci sarà il consiglio federale e già si potrebbe capire l’orientamento. La Lega Pro? Io sogno il massimo sin da ragazzino. Nel calcio le variabili sono tante e mi aspetto una rivoluzione, se ci dovessero chiedere di fare la Lega Pro ci faremo trovare pronti ma non voglio dare false illusioni ai tifosi».

Con l’arrivo dell’avvocato napoletano Eduardo Chiacchio, la società biancorossa ha dimostrato di non voler lasciare nulla d’intentato: «All’avvocato è stato affidato un compito difficile che sta svolgendo con grande professionalità e serietà».

Il nuovo dg Il numero uno biancorosso ha confermato la volontà di rinforzare la compagine societaria. Chi arriverà, più che un semplice direttore sportivo, sarà una figura a trecentosessanta gradi: «Se mi sono trovato, in passato, nelle condizioni di dirimere i rapporti tra giocatori e allenatore o mi sono inserito nel calciomercato è stato solo per spirito di servizio. Dalla prossima stagione Stefano Marconi farà il presidente, se andavo negli spogliatoi è perché nessuno lo faceva e la situazione era molto tesa. Nell’anno della Promozione è successo spesso. Se disputeremo una categoria dove il calcio è una cosa seria necessito di una persona, e voglio il migliore».

Con il desiderio dichiarato di coinvolgere Ermanno Pieroni nel progetto dorico di risalita nel professionismo: «Ritengo Pieroni il migliore che si possa trovare sulla piazza – ha ammesso il patron –.Non ho in agenda appuntamenti con lui perché ha un contratto con l’Arezzo ma, quando sarà il momento, ci metteremo seduti. Se raggiungeremo l’accordo ci sarà una solida compatibilità tra di noi, tra persone che hanno voglia di fare grandi cose insieme».

I lavori al Dorico sono ricominciati giovedì 7 maggio. La conclusione, al momento, è più vicina e si inizia ad aspettare la pubblicazione del bando di gestione da parte del comune di Ancona: «Le novità sono quelle che si sanno, il Coronavirus ha rallentato i lavori ma non la determinazione dell’amministrazione comunale. Il progetto di crescita ha sempre puntato sul centro sportivo per gettare le basi di un futuro stabile e non rocambolesco. Faremo di tutto per portare a casa questo risultato, relazionandoci in maniera costruttiva con l’amministrazione. Quest’ultima non può essere additata sempre come artefice di mali e disgrazie, è a disposizione di chi è disponibile e noi lo siamo».

L’aspetto tecnico Viste le ambizioni da parte dei dirigenti dorici, qualora dovesse arrivare anche un responsabile dell’area tecnica di alto livello, non è esclusa una potenziale rivoluzione tecnica. «Qualcosa non ha funzionato e l’avevo già ribadito. Rispetto al campionato di Promozione abbiamo investito il cinquanta per cento in più ma non siamo stati ripagati sul capo. Tutto servirà come spunto di riflessione per le prossime stagioni ma non entrerò più nel merito delle scelte. Ci sarà una persona con ampi poteri decisionali sull’aspetto tecnico».

La chiusura per a Marco Lelli, attuale allenatore dell’Anconitana «Su Lelli il mio giudizio non cambia di una virgola. Lo ritengo una persona disponibile, competente e rispettabile. Poi, nel momento in cui si decide di affidare la responsabilità dell’area tecnica ad un professionista, faccio fatica a dover pensaredi intercedere nelle scelte».