C.R. Lombardia, Pasquali farà ricorso: «Ecco cosa non mi ha convinto»

12.01.2021 11:30 di Francesco Vigliotti   Vedi letture
Fonte: Brescia Oggi
C.R. Lombardia, Pasquali farà ricorso: «Ecco cosa non mi ha convinto»

Le elezioni del nuovo consiglio regionale della Lombardia che hanno decretato la vittoria dell’ex numero federale Carlo Tavecchio contro Alberto Pasquali per una manciata di voti (380 contro 366), presidente della delegazione provinciale Figc di Brescia, non hanno convinto completamente tanto che Pasquali ha presentato una riserva scritta, cui farà seguito un regolare ricorso per invalidare l’esito di una consultazione in cui non sono certo mancate le zone d’ombra e le anomalie.

Pasquali, che cosa non l’ha convinta in queste elezioni e quindi quali sono i motivi che l’hanno indotta a presentare ricorso?
Non mi hanno convinto parecchie cose a cominciare dalle segnalazioni di parecchie società sul malfunzionamento del sistema di voto. Le operazioni di voto dovevano concludersi in 25 minuti, ne sono stati impiegati più di 55 e molte società non sono comunque riuscite a collegarsi al sito e hanno rinunciato a votare e dall’altro lato della questione i 701 voti espressi al termine del periodo stabilito sono diventati 751. Poi il voto disgiunto, prima il presidente e poi i consiglieri, ha fatto registrare l’abbandono di molte società dopo la nomina presidenziale, come testimoniano i numeri dei voti ottenuti dai consiglieri di tutte e due le liste che sono stati nettamente inferiori a quelli dello scrutinio per il presidente. Si fossero rispettati i tempi previsti forse nella lista dei consiglieri eletti ci sarebbe stato anche qualche rappresentante di quella che oggi è diventata opposizione.

Si sente tradito da quelle società bresciane che hanno votato per Tavecchio?
No. Chi ha votato per la lista di Tavecchio avrà avuto le sue buone ragioni per farlo. Piuttosto mi sento tradito dalla politica.

In che senso? Può spiegare? 
Mi hanno riferito di interventi di esponenti politici di alcuni comuni lombardi che hanno invitato qualche dirigente a votare per Tavecchio. Ora è chiaro che se un dirigente politico di un Comune ti invita a votare in un certo modo tu sei portato ad ascoltarlo, o perché sei del suo partito, o perché vuoi tenertelo buono in vista di possibili problemi legati magari alla gestione dell’impianto sportivo.

Crede possibile una sua collaborazione con il presidente Tavecchio e con i nuovi dirigenti del calcio lombardo, se l’esito del voto di sabato sarà confermato?
Ci sono tra me e loro molte differenze. Non ho accettato di entrare nella lista di Carlo Tavecchio come mi era stato proposto e ora mi pare davvero impossibile una qualche forma di collaborazione.

Insistiamo: se il nuovo governo regionale le offrisse un incarico a livello regionale, come si regolerebbe?
Non credo che la cosa avverrà.

Ma se avvenisse?
Non accetterei alcun incarico che rendesse meno costante il rapporto con le società che per me è fondamentale da sempre. Chi mi conosce sa benissimo che io non vado a caccia di poltrone, diversamente non avrei proposto la mia candidatura in alternativa, accettando soluzioni che mi avrebbero consentito di entrare comunque in consiglio regionale.

Tavecchio ha dichiarato che ora la Lombardia conterà di più non solo a livello nazionale, ma anche internazionale.
A me basta che queste elezioni diano alla Lombardia l’importanza che merita all’interno del calcio italiano, e che servano allo sviluppo di tutto il movimento calcistico.

C’è l’impressione che un suo eventuale incarico servirebbe a coprire il fianco scoperto della eventuale nuova giunta, per evitare problemi da quelli che hanno scelto la sua lista, insomma potrebbe servire da foglia di fico?
Sarebbe solo una fogliolina.

Lei, come tutti i componenti della delegazione bresciana della Figc, è decaduto il 31 dicembre scorso. Pensa a una conferma di tutto il gruppo? Francamente non ne ho idea.

La sua sensazione?
A dichiarazioni precedenti e possibiliste di Tavecchio hanno fatto seguito quelle subito dopo le elezioni di sabato in cui chiariva che per il futuro dovrà sentire il nuovo consiglio. Potrebbe essere già tutto stabilito da tempo, magari nel corso della campagna elettorale.