Forza e Coraggio, il diesse Magliulo: "Sono sconcertato e arrabbiato"

Eccellenza Campania
24.01.2020 21:30 di Elena Gestra   Vedi letture
Forza e Coraggio, il diesse Magliulo: "Sono sconcertato e arrabbiato"

E’ letteralmente sconcertato ed infuriato il d.s. Luigi Magliulo dopo la lettura delle decisioni del giudice sportivo contenute nel C.U. numero 65 del 23 gennaio. Nel comunicato, infatti, si evince la squalifica di Mattia De Ieso, calciatore giallorosso, per addirittura tre turni di campionato con questa motivazione: “Con comportamento sleale, scorretto ed antisportivo dopo essere stato espulso per doppia ammonizione, al termine della gara rivolgeva frasi ingiuriose al DDG con espressioni volgari ed offensive”. Ricordiamo che De Ieso, a seguito di una gomitata al volto inflittagli dal calciatore del G. Carotenuto Diallo, aveva dovuto ricorrere alle cure dei sanitari presenti sul posto prima e, successivamente, a quelle ospedaliere, dove è stato trasportato in ambulanza, per la rottura del setto nasale. Ricordiamo anche che il gesto violento e meschino subito da De Ieso non ha avuto alcuna conseguenza disciplinare per Diallo in quanto tutti hanno visto ma non il direttore di gara.

“Sono sconcertato oltre che arrabbiato: è un fatto a dir poco inconcepibile!” tuona il d.s. Luigi Magliulo. “Il nostro Mattia De Ieso è uscito dal campo di Mugnano con il naso rotto, il sangue che colava a fiotti e avrebbe avuto la forza ed il tempo di ingiuriare l’arbitro. Chiedo al direttore di gara: lo ha ingiuriato dall’ambulanza? Visto che De Ieso è uscito dal terreno di gioco accompagnato dai sanitari e subito trasferito in ospedale per le medicazioni del caso solo dal mezzo di soccorso avrebbe potuto proferire le parole che il direttore di gara ha sentito. Siamo stanchi di questi atteggiamenti da sceriffi che molti arbitri stanno prendendo: questa volta ci tuteleremo in tutte le sedi, sportive e non. In Italia, purtroppo, se non fai valere le tue ragioni davanti ad un giudice che magari condanna i diffamatori anche al risarcimento danni non ottieni giustizia. Allora vedremo se questa volta ci sarà un giudice realmente terzo ed imparziale che dia un giudizio equo e condanni chi effettivamente ha commesso qualcosa di non lecito e chi avrebbe dovuto vigilare perché ciò non accadesse ed invece non lo ha fatto. Siamo dilettanti, il calcio dovrebbe essere anzitutto un divertimento e non una guerra. Evidentemente per alcuni calciatori l’orgoglio personale è più importante dei valori dello sport e a questi soggetti va insegnato il rispetto delle buone maniere: se non ci si riesce con le buone, allora saranno i giudici a farlo con, si spera, sentenze eque e giuste. Posso assicurare che la faccenda non si chiude qui perché non ci stiamo a subire oltre al danno anche la beffa: chi è realmente colpevole di violenza e chi non ha punito quando avrebbe dovuto pagheranno i loro misfatti”, conclude il diesse della compagine beneventana.