La strada verso la serie D si complica sensibilmente per il Pordenone. Nella prima gara del primo turno dei play-off nazionali di Eccellenza, i neroverdi cedono in casa alla Fezzanese per 2-0, rendendo la qualificazione al turno successivo un'impresa ai limiti del proibitivo. Domenica, allo stadio Picco di La Spezia, la squadra allenata da Fabio Campaner dovrà imporsi con tre reti di scarto per accedere alla finale, dove troverebbe la vincente del confronto tra Lascaris e Cavarzano.
Ma guardare già a quel palcoscenico sarebbe un errore di prospettiva. Prima di tutto, i ramarri sono chiamati a un'analisi lucida di quanto andato storto, per presentarsi in Liguria con un atteggiamento radicalmente diverso: più cinici in avanti, più solidi e attenti dietro.
La prestazione complessiva non è stata indegna, ma le lacune emerse — soprattutto in fase difensiva e nella rifinitura offensiva — sono parse evidenti e difficilmente giustificabili con le sole assenze di organico. L'infortunio di Marco Meneghetti, portiere titolare costretto ai box dopo lo spareggio perso con il Lavarian Mortean, pesa, ma non può essere addotto come spiegazione sufficiente per i due gol incassati, entrambi figli di disattenzioni individuali.
Il dato più preoccupante riguarda la fase di non possesso: nelle ultime tre gare, il Pordenone ha subìto sei reti. Un numero che racconta di una retroguardia in evidente difficoltà. A peggiorare il quadro, i neroverdi sono rimasti a secco per la prima volta da quasi tre mesi: l'ultima volta senza reti all'attivo risaliva al ko per 1-0 contro l'Lme del primo marzo. Da allora, dieci partite consecutive con almeno un gol segnato, una striscia positiva interrotta nel momento peggiore.
Il segnale che si sarebbe trattato di un pomeriggio complicato è arrivato quasi subito, con la Fezzanese pericolosa in apertura con un colpo di testa sfiorato. I padroni di casa hanno risposto: Simone Toffoli ha mancato di poco la porta con un'incornata, mentre Cotti Cometti si è visto negare il gol a un passo dalla linea da un intervento difensivo, dopo aver ricevuto un ottimo lancio da Zorzetto.
Il vantaggio ospite è maturato al 33' grazie a un contropiede di pregevole fattura. Cesarini — ex Pavia e Reggiana tra i professionisti — ha recuperato il pallone a centrocampo anticipando Cotti, quindi ha servito Beccarelli con un filtrante preciso. Il numero 2 ligure, trovandosi a tu per tu con il portiere Mason, lo ha superato in uscita.
A rendere la situazione ancor più difficile, il Pordenone ha perso Colombera per un problema muscolare: la difesa è stata riorganizzata con Del Savio al centro, affiancato da Toso e Cotti. Nonostante il doppio svantaggio delle circostanze, i ramarri hanno continuato a creare qualcosa, chiamando Mazzola a due interventi prima dell'intervallo.
La seconda frazione ha però spento ogni residua speranza di rimonta immediata. Al quarto d'ora, Bruccini — ex Cosenza, classe 1986 — ha trasformato in gol un bel cross dalla destra con un colpo di testa preciso e potente, portando il risultato sul 2-0. Per Mason non c'è stato nulla da fare.
Campaner ha provato a rimescolare le carte, ma i correttivi non hanno sortito l'effetto sperato. I due attaccanti Toffoli e Zorzetto sono stati ampiamente al di sotto delle loro possibilità, in una giornata da dimenticare in fretta.
Il triplice fischio ha sancito la prima sconfitta casalinga del Pordenone dopo sette mesi. Domenica, a La Spezia, servirà un'altra squadra.
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