Il Città di Anagni torna finalmente nel "calcio che conta". Al termine di una stagione esaltante nel campionato di Eccellenza, la squadra guidata da mister Giorgio Galluzzo ha conquistato una strameritata promozione in Serie D, riaccendendo l'entusiasmo di un'intera piazza. Un traguardo che non è solo sportivo, ma che porta con sé il sapore dolce di una vera e propria rivalsa: alle spalle c'è infatti il fantasma del 2020, quando una dolorosa retrocessione a tavolino causata dallo stop per la pandemia sembrava aver spezzato i sogni della società.
Al timone, però, c'era e c'è Simone Pace. Invece di mollare la presa, il presidente ha scelto la via più impervia: ha ricostruito, pianificato e atteso il suo momento con lucida ostinazione, fino a riportare i colori anagnini sul palcoscenico interregionale. A bocce ferme, lo abbiamo incontrato per ripercorrere le tappe di questa cavalcata vincente e per capire quali saranno le prossime mosse del club, tra mercato, adeguamenti strutturali e nuove sinergie con l'imprenditoria locale.
Presidente, questa stagione si è chiusa nel migliore dei modi con la tanto attesa promozione in Serie D. Avete riportato Anagni nel 'calcio che conta'. A mente fredda, qual è stato il momento esatto di questa stagione in cui ha capito, se c'è stato naturalmente, che stavolta la vittoria del campionato non vi sarebbe sfuggita?
"A mente fredda, credo ci siano stati due crocevia fondamentali che mi hanno fatto pensare che potesse essere davvero l’anno giusto. Il primo è stato sicuramente la vittoria fuori casa all’andata contro il Certosa, insieme a quella serie di partite vinte oltre il novantesimo: segnali chiari di una squadra che non molla mai, che ha fame e crede fino all’ultimo secondo. Il secondo momento è arrivato nel girone di ritorno, con il roboante 5-2 sul campo della Lodigiani, dove non perdevano da quasi due anni. Tra l’altro venivamo dalla sconfitta nello scontro diretto proprio contro il Certosa la settimana precedente. Lì ho capito davvero che questa squadra aveva qualcosa di speciale: ogni volta che è caduta, si è sempre rialzata più forte di prima".
Lei ha già dichiarato che il gruppo che ha vinto l'Eccellenza, guidato magistralmente da mister Giorgio Galluzzo, sarà la spina dorsale da cui ripartire. La Serie D resta, però, un campionato estremamente severo e dispendioso. Quale sarà allora la filosofia sul mercato estivo?
"La filosofia sul mercato resterà quella che ci ha sempre contraddistinto negli anni: oculata, equilibrata e coerente con il nostro progetto. Per noi viene prima l’uomo e poi il calciatore. Cerchiamo profili che abbiano valori, mentalità e voglia di crescere insieme a noi. La Serie D è un campionato impegnativo, ma non tradiremo la nostra identità".
Il salto di categoria verso un palcoscenico interregionale richiederà inevitabilmente anche standard strutturali superiori. Già all'inizio di questa cavalcata vincente lei aveva evidenziato gli sforzi economici della società per adeguare lo stadio. Ora che siete in D, magari in sinergia con l'amministrazione comunale, quali sono i prossimi passi cantierabili?
"Riteniamo già oggi di avere una struttura all’avanguardia per la Serie D. Detto questo, è chiaro che con il salto di categoria aumentano anche le esigenze, soprattutto in termini di afflusso e organizzazione. In sinergia con l’amministrazione comunale lavoreremo per migliorare ulteriormente alcuni aspetti, in particolare sicurezza e viabilità, anche alla luce della grande partecipazione che abbiamo già visto nel campionato appena concluso".
Lei vede la squadra come un moltiplicatore di visibilità, tanto da averla definita 'un motore per tutto il territorio'. Dopo questa grande vetrina sportiva, pensa che altri imprenditori della provincia di Frosinone possano supportare ed investire nel progetto calcistico del Città di Anagni in Serie D?
"Io ho sempre visto la società, in tutte le sue categorie, come un moltiplicatore di visibilità, dove la prima squadra rappresenta il motore trainante già di una grande famiglia tra staff tecnici, ragazzi, genitori e dirigenti. Oggi sempre più imprenditori e attività del territorio stanno sposando il nostro progetto, e questo ci rende molto ottimisti per il futuro. È proprio per questo che ho definito questa promozione come la vittoria di un intero territorio: perché dietro questo risultato c’è una comunità che si è riconosciuta in ciò che stiamo costruendo".
Chiudiamo con il lato più personale. Nel 2020 la società ha subito la doccia fredda di una retrocessione a tavolino a causa della pandemia. Molti avrebbero mollato, lei invece ha ricostruito con ostinazione. Nel 2024 è stato premiato come dirigente benemerito dalla Lega Nazionale Dilettanti e oggi festeggia il trionfo assoluto. Quanto sapore di rivalsa c'è in questa Serie D e come sente di essere cambiato, a livello manageriale e umano, in questi anni di presidenza?
"C’è sicuramente un forte senso di rivalsa, ma ancora più forte è la consapevolezza del percorso fatto. Nel 2020 abbiamo vissuto un momento durissimo, una retrocessione che non è arrivata dal campo ma che abbiamo dovuto accettare e trasformare in energia. In quel momento sarebbe stato facile mollare, ma ho sempre creduto che nella vita contino la pazienza, la visione e la capacità di rialzarsi. Io sono uno che sa aspettare, ma che nel frattempo lavora, costruisce e non perde mai la direzione. Questa promozione rappresenta proprio questo: la dimostrazione che con determinazione, coerenza e sacrificio si può tornare più forti di prima. A livello manageriale mi sento cresciuto molto, più consapevole e strutturato; a livello umano, ancora più determinato e grato. Oggi non è solo un punto di arrivo, ma una nuova partenza, con ancora più ambizione e con la convinzione che il meglio debba ancora venire".
Autore: Marco Pompeo / Twitter: @Marco_Pompeo
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