A. Fiuggi, Gaetani a NC: "Proponiamo bel gioco e siamo audaci. Io sto bene e non voglio fermarmi"

05.03.2021 13:25 di Stefano Sica   Vedi letture
A. Fiuggi, Gaetani a NC: "Proponiamo bel gioco e siamo audaci. Io sto bene e non voglio fermarmi"

Un gol da autentico avvoltoio ai margini dell'area piccola, e un'altra stoccata a pochi passi da Di Rienzo che già in due circostanze precedenti gli aveva negato il raddoppio. E' l'ultimo bottino di guerra di Davide Gaetani, attaccante classe '95 in forza all'Atletico Fiuggi. Con i laziali, a cui era approdato a metà gennaio, sono quattro i centri totalizzati finora, due invece quelli griffati col Fasano nella prima parte di stagione (una doppietta al Brindisi). Tanta gavetta in D negli ultimi anni per la punta leccese, e la consapevolezza che i prossimi saranno mesi decisivi per riprendersi quella C persa nel 2016 dopo il crac societario del Martina. Del resto il momento è favorevole e va alimentato al massimo.  

"Avevo diverse richieste, già quando ero a Fasano - racconta ai nostri microfoni -. Con la società mi sono lasciato bene ma per diversi motivi era arrivato il momento di chiudere questa esperienza. Mister Incocciati e il direttore Manfra mi volevano fortemente ed è questo il motivo per cui ho accettato subito la proposta dell'Atletico Fiuggi. E' grazie a loro che sono qui. Il primo contatto col gruppo è stato eccezionale: i miei nuovi compagni mi hanno accolto bene facendomi sentire subito a mio agio. Insomma, l'ambientamento è stato veloce. Peccato che ci sia stato subito un problema fisico...".

La caviglia.

"E' accaduto all'esordio contro l'Albalonga. Mi fu annullato anche un gol per fuorigioco molto dubbio, ma stavo già giocando sul dolore e stringevo i denti. Poi fui sostituito. Neanche il tempo di riprendermi, che mi sono infortunato anche all'altra caviglia in allenamento. E qui mi sono dovuto fermare una settimana, infatti non giocai col Pineto e con l'Aprilia andai in panchina. Ora sto bene, il mister mi impiega sempre dall'inizio e contemporaneamente sto facendo anche gol, sebbene avessi già segnato col Campobasso da subentrato. E' un momento molto positivo, che voglio continuare a cavalcare".

Come vieni utilizzato a Fiuggi?

"Io nasco come seconda punta e il mister infatti mi sta impiegando sempre in questa posizione, in tandem con un altro attaccante e il trequartista alle spalle. A Fasano giocavamo col tridente e io partivo da destra a piede invertito. Era un ruolo che pure mi piaceva perché mi consentiva sia di rientrare per concludere a rete, sia di tagliare in mezzo alle difese avversarie. Ovviamente come seconda punta mi sento più libero di agire per quelle che sono le mie caratteristiche. Io poi sono uno a cui piace fare anche assist e giocare per la squadra. Un'assistenza buona l'ho fatta quando abbiamo vinto 3-0 con l'Agnonese, altri due assist li avevo già fatti col Fasano".

Sei a quota sei e devi battere il record di gol fatti a Giulianova, ben 11. 

"Magari! Di sicuro questo è il mio obiettivo. Poi è ovvio che gli obiettivi del gruppo vengano prima. E posso garantire che siamo un'ottima squadra. Presi singolarmente, molti nostri calciatori hanno lottato spesso per vincere. Hanno una mentalità costruita per questo. Anche il mister ci trasmette dei concetti propositivi, ci fa giocare palla a terra, e questo a prescindere dalle condizioni del campo. Il suo è un principio di gioco basilare".

Infatti anche quando non portate a casa i tre punti, certe prestazioni lasciano sensazioni incoraggianti.

"Con la Vastese abbiamo pareggiato ma ci siamo divorati tante occasioni davanti alla porta. Abbiamo giocato di più e meglio, e il punto ci va assai stretto. Diciamo che ci manca anche quel pizzico di fortuna che fa sempre la differenza. Ma si sa che la buona sorte va anche cercata per fare in modo che ti aiuti nei piccoli episodi. Abbiamo preso anche gol sostanzialmente uguali, come con Matese e Vastese. Quindi è chiaro che siamo vittime anche di alcune piccole distrazioni: se le evitassimo, potremmo fare il salto di qualità definitivo. Ma io sono molto fiducioso perché credo nella forza di questa squadra. Mancano tante partite e possiamo dire ancora la nostra. Insieme al mister stiamo lavorando proprio per questo, per migliorarci sempre e imparare dagli errori. Di sicuro noi diamo sempre il massimo, in partita e negli allenamenti. Nessuno mai si è risparmiato. E anche quando non vinciamo, usciamo dal campo consapevoli di aver fatto prestazioni di qualità. E' accaduto ad esempio col Campobasso e col Castelnuovo: risultati a mio avviso bugiardi. E parliamo della prima e terza forza del campionato. Solo col Matese forse siamo stati poco brillanti. Loro comunque non ci avevano tirato molto in porta, pur essendo una buona squadra con elementi molto bravi come Luca Cassese o Mario Barone, con cui ho giocato all'Albalonga".

Quali sono secondo te le insidie principali di questo girone?

"Mi verrebbe da dire la difficoltà di scardinare le difese avversarie, che normalmente lavorano bene di reparto, sanno chiudersi e poi ripartire. E a volte non basta fare la partita e giocare 80 minuti nella loro trequarti per vincere".   

Ora un altro esame di maturità col tuo ex Notaresco.

"Ricordi bellissimi, legati a tanti aspetti. Intanto al record di 12 vittorie consecutive e al mio gol in rovesciata con l'Agnonese all'ultimo respiro. Eravamo alla decima giornata. E poi lì mi sono trovato alla grande, i tifosi mi volevano bene. Magari giocavo poco da titolare, ma quando subentravo facevo la mia parte e siglavo gol pesanti che valevano i tre punti. Eravamo primi con largo distacco sulla seconda, avevamo forza, grinta ed entusiasmo. Tutto il contesto ti faceva venire la voglia di dare il massimo, non volevamo fermarci. Mi arrivarono tante offerte a dicembre, ma in quel caso le rifiutai. Anche la classifica di questo campionato dice che il Notaresco è un'ottima squadra. Ma noi, come dicevo prima, non abbiamo paura di nessuno pur rispettando tutti. Ci siamo preparati per fare una grande partita, in linea con le precedenti. Giochiamo in casa e vogliamo vincere".

Sei leccese e hai fatto la trafila nel vivaio giallorosso. Rimpianti?

"Sinceramente no. Semmai è a Martina che è stato un anno particolare per le note vicende societarie. Venivo da una buona annata a Giulianova ed ero andato lì con tanto entusiasmo di fronte alla possibilità di cimentarmi finalmente in serie C. Fatto sta che è a Martina che ho conosciuto mister Incocciati, con cui è rimasta questa stima reciproca. Tempo per rimpianti comunque non ce n'è. Ora sono proiettato verso il futuro e la C voglio riprendermela con i gol e le prestazioni. Io sono uno che, quando sente la fiducia di un allenatore e dei compagni, dà tutto senza risparmiarsi mai. E si mette totalmente a disposizione di chiunque. Sul campo e fuori".