Carbonia, il ds Colombino a NC: «Obiettivi? Non facciamo la D da 30 anni. Fermi da cinque giorni causa covid»

11.09.2020 17:00 di Redazione NotiziarioCalcio.com Twitter:    Vedi letture
Carbonia, il ds Colombino a NC: «Obiettivi? Non facciamo la D da 30 anni. Fermi da cinque giorni causa covid»

Il Carbonia è tra le compagini neopromosse che giocheranno la serie D 2020-2021. Per i sardi, che due anni fa giocavano in Promozione, il ritorno in D era attesa addirittura da 30 anni.

Per fare il punto della situazione abbiamo intervistato Andrea Colombino, direttore sportivo del club: «Il nostro obiettivo è mantenere la categoria, non facciamo la D da trent’anni. Poi naturalmente si cercherà di costruire qualcosa che possa durare nel tempo. Non sappiamo a quali difficoltà andremo incontro; dobbiamo strutturarci a livello organizzativo, in maniera adeguata alla categoria. Due anni fa questa società faceva la Promozione e, un doppio salto in due anni, non è facile da gestire. I dirigenti, però, si stanno dimostrando persone ricettive, si danno da fare ed ascoltano in maniera attiva, cercando di mettere in pratica gli accorgimenti necessari».

Sul mercato: «La squadra è composta principalmente da calciatori che non hanno una storia facile, ma la qualità non manca. C’è fame calcistica, voglia di rivalsa, questa è la motivazione unica. Forse faremo un ultimo intervento over; abbiamo un ragazzo arrivato lunedì, poi ci siamo dovuti fermare causa Covid, oggi torniamo ad allenarci dopo cinque giorni di inattività, quindi ancora non abbiamo potuto vederlo in gruppo».

Capitolo girone: «Si parla dell’eventualità di spostarci al Nord, ma credo non cambi molto. Sicuramente saremo con le altre squadre sarde. Le più temibili? In tante si sono attrezzate, penso ad Ostiamare e Torres, oltre a Latte Dolce, Cynthialbalonga, Trastevere, Muravera, oltre alle eventuali campane, su tutte il Savoia».

Annullamento della Coppa Italia di serie D: «Il presidente della regione vorrebbe ora limitare gli ingressi, forse bisognava farlo prima dell’estate. Inizialmente le partite vengono giocate tra squadre della stessa regione ma, nelle fasi successive, bisogna fare diversi viaggi. Per ciò che stiamo vivendo, credo sia la scelta giusta, anche se qualche giovane avrà meno occasioni per farsi notare».