Cynthialbalonga, il presidente Camerini a NC: «Se si continua così, si valuti lo stop definitivo del campionato»

21.11.2020 09:30 di Redazione NotiziarioCalcio.com Twitter:    Vedi letture
Cynthialbalonga, il presidente Camerini a NC: «Se si continua così, si valuti lo stop definitivo del campionato»

La serie D si è fermata per permettere di recuperare buona parte delle oltre 100 partite non disputate finora, ma sono state poche le partite disputate. Ora, in attesa del nuovo protocollo, il campionato di serie D si ferma. La redazione di notiziariocalcio.com ha deciso di sentire il parere di quanti più addetti ai lavori possibile.

Oggi è il turno di Bruno Camerini, presidente del Cynthialbalonga: «Non è facile esprimere giudizi perché io chiederei se ci sono responsabilità sul rinvio dei campionato. Cioè: se c'è un problema legato al covid, una malattia infettiva a carattere mondiale, non è mica tutto frutto della volontà di qualcuno? Che poi si possano fare delle modifiche, sicuramente, però è chiaro che non dipende tutto da noi, è il governo che deve intervenire. Noi abbiamo da recuperare due partite, fissate anche precedentemente, ma poi un paio di giorni prima del recupero ci è stato comunicato che Giulianova prima e Campobasso poi avevano dei casi di positività. Domenica arriviamo a 45 giorni senza giocare, ma non è colpa di nessuno, basti vedere i numeri di tutto il mondo: se le partite di calcio vengono rinviate di qualche settimana non è la fine del mondo. Certo, non si può andare avanti così per tutto il tempo: se ci dovessero essere altri stop dopo il 6 dicembre, andrà tutto valutato con attenzione. Come dovrebbe essere il nuovo protocollo? Bisogna avere più di 3 positivi per chiedere il rinvio, fermo restando che questa storia, se non dovesse terminare, si può pensare a mio avviso anche ad una sospensione totale dei campionati. Non dimentichiamo che economicamente la situazione è dura, la federazione deve capirlo; già lo scorso anno non abbiamo giocato le otto partite finali, forse bisognerebbe restituire qualcosa alle società. Tutti i problemi di quest'anno, inoltre, non possono essere a carico solo dei presidenti, ed anche i professionisti debbano contribuire in qualche modo. Noi tutti giochiamo e scherziamo, ma la serie D è un campionato duro, noi quest'anno giochiamo in 5 regioni diverse, i costi sono molto notevoli; gli stessi sponsor chiedono una visibilità a carattere nazionale: se non avviene riducono i contributi che riconoscevano e tutto ciò manda in grande difficoltà le società. Anche l'AIC parla solo dei diritti dei calciatori, ma i diritti devono essere paritetici per tutti: se poi, qualunque cosa accade, non cambia nulla a livello economico solo per i calciatori, non mi sembra una cosa equa...».