Fermana, mister Antonioli a NC: "Pronti a ripartire, anche nell'anomalia"

31.07.2020 17:30 di Matteo Ponciroli   Vedi letture
Fermana, mister Antonioli a NC: "Pronti a ripartire, anche nell'anomalia"

10 mesi fa l'arrivo a Fermo. Poi i 25 punti in 18 partite che hanno permesso alla Fermana di raggiungere una salvezza tranquilla e sfiorare anche la zona play off. Mercoledì scorso la conferenza stampa che ha sancito ufficialmente la conferma di Mauro Antonioli sulla panchina dei canarini anche per la stagione 2020/21. Così oggi il tecnico gialloblu, è pronto e carico per tornare a calcare un manto erboso insieme ai suoi ragazzi, al termine del lunghissimo periodo di stop.

Mister, mercoledì è stato un giorno di presentazioni. In conferenza stampa ha detto che rimanere alla Fermana era ciò che voleva, ora siete pronti per riprendere da dove avevate lasciato?
"Si si siamo pronti per iniziare. É chiaro che ci sarà da tener conto delle nuove regole fatte dalla Lega Pro e delle normative per il Coronavirus. Quindi sicuramente sarà un anno un po' anomalo rispetto agli altri, però siamo pronti, abbiamo voglia di riniziare dopo tanto tempo di stop. Perchè noi siamo fortunatamente rimasti fuori dai play out e per sfortuna non siamo riusciti ad entrare nei play off. Quindi è troppo tempo che siamo fermi, e abbiamo voglia di ricominciare questo percorso che ci stava dando grandi soddisfazioni, e che credo si sia interrotto sul più bello con ancora tanto lavoro da fare".

Come ha detto lei uno stop così lungo è anomalo per chiunque. Quali sono le sue sensazioni prima del ritorno in campo che ormai è sempre più imminente?
"Diciamo che che c'è un po' di preoccupazione. Anche perchè andiamo ad affrontare una situazione mai verificata negli altri anni. Anche per quanto riguarda la condizione fisica dei giocatori. Perchè considerando che noi, attualmente, abbiamo la maggior parte della rosa composta da ragazzi dell'anno scorso, bisogna considerare che sono 4 mesi che non scendono su un campo di calcio. Sono certo che si siano tenuti in allenamento individualmente, ma chiaramente credo che il riscontro del campo e del pallone sia diverso. Quindi andiamo incontro ad una situazione particolare a cui non siamo abituati. C'è preoccupazione, con lo staff stiamo studiando la maniera migliore per riprendere. Cercheremo di riprendere il prima possibile, perchè secondo noi ci vorranno un paio di settimane di adattamento prima di iniziare la vera e propria preparazione canonica. Quindi diciamo che ci prenderemo un paio di settimane in più per riuscire a far adattare i ragazzi a livello fisico a questa situazione, senza rischiare di andare incontro magari a infortuni o altre problematiche di natura fisica".

Proprio facendo riferimento a questo discorso, dal punto di vista del lavoro come si gestisce la ripresa? Solo iniziando un po' in anticipo o magari anche i carichi di lavoro dovranno essere diversi?
"Sicuramente nelle prime due settimane andremo a caricare poco. Come ho detto prima la scelta che abbiamo fatto insieme allo staff è di avere un paio di settimane in più per far riadattare i ragazzi al campo, ma anche semplicemente alla scarpe da calcio. Perchè comunque c'è da considerare anche quello. Quattro mesi senza mettere uno scarpino possono creare problemi di vari natura. Quindi sicuramente useremo queste due settimane per riuscire a riportarli in una condizione accettabile. Poi è chiaro che il lavoro dovrà ricominciare un po' normalmente, perchè la preparazione fisica è fondamentale nel calcio di oggi, quindi torneremo a fare i carichi in modo normale. Poi vedremo man mano le situazioni che si verificheranno. Purtroppo in questa situazione non abbiamo nessun tipo di statistica per poter fare un confronto, perchè credo che sia totalmente anomalo per tutti. Di positivo, tra virgolette, c'è che sicuramente le difficoltà che potremo avere noi, le avranno anche tutte le altre squadre. Quindi vedremo, andando avanti, come i ragazzi si adatteranno, sapendo comunque che i carichi bisognerà effettuarli. Perchè come dicevo prima la preparazione fisica e atletica nel calcio moderno diventa fondamentale".

Riprendendo altre sue parole dalla conferenza stampa di mercoledì, ha detto che la conferma dei ragazzi con cui ha lavorato lo scorso anno sarebbe già una grande cosa. Oltre a questo però cosa si aspetta dal mercato?
"Io ho detto così perchè veramente devo ringraziare tutti i ragazzi che ho allenato, e sinceramente avevamo raggiunto un ottimo livello sia di qualità di gioco che di conoscenza. Quindi, viste anche le problematiche di cui abbiamo parlato prima, ripartire con una rosa in cui c'è già la conoscenza sia dei ragazzi, che dello staff, che dell'allenatore, credo sia sicuramente un vantaggio. Inoltre noi avevamo dei giocatori che purtroppo erano in scadenza o in prestito da altre squadre, ma che sono giocatori importanti. Faccio l'esempio di Neglia ed Esposito, che sicuramente sono giocatori che ci hanno dato tanto, e chiaramente mi piacerebbe poter riavere. Questo la società lo sa, si sta muovendo come può, e quindi speriamo di riuscire a confermare questi calciatori importanti. Poi è chiaro che con le nuove regole dovremo anche sfoltire un po' la rosa. Perchè l'anno scorso avevamo 32-33 tesserati, quest'anno ne potremo avere 22, quindi gioco forza qualcuno purtroppo dovrà andare via. Questa situazione verrà affrontata, c'è massima fiducia nel lavoro fatto e speriamo di riuscire a fare quello che la società ha in testa. Anche se chiaramente è difficile partire già con una squadra pronta. Quindi ci vorrà del tempo, e credo che la rosa al completo verrà fatta più avanti, non ad inizio preparazione".

Per chiudere le chiedo un suo pensiero sul tanto discusso regolamento delle liste a 22 giocatori. Quanto influenzerà il vostro lavoro, sia nella costruzione ma anche nella gestione della rosa durante l'anno? Considerando anche che per motivi di tempistiche la prossima stagione ci saranno più turni infrasettimanali rispetto al solito...
"Sicuramente ci sono tante valutazioni da fare. É una situazione che non mi trova d'accordo, perchè sicuramente è limitante per le società avere una rosa ristretta a 22 giocatori. Credo che le società che ci rimettano di più siano fondamentalmente le squadre che puntano ad obbiettivi importanti, perchè limitate nella costruzione della squadra a livello numerico. E potrebbero avere delle difficoltà con il fatto delle tante partite infrasettimanali. Quindi partendo già con una rosa ridotta, e aggiungendo magari qualche infortunio o squalifica, le squadre con meno qualità ne potrebbero trarre vantaggio. Se andiamo nello specifico, non sono neanche d'accordo perchè verranno a meno tanti posti di lavoro. E anche sul discorso giovani, se i 3 under possono anche andare bene, perchè è giusto che la Serie C sia un bacino per la scoperta di nuovi talenti, il minuto in più (i 271 minuti per ottenere i contributi dalla lega) non mi trova assolutamente d'accordo. Non credo che con un cambio di un minuto puoi far crescere un ragazzo o chiunque entri. Credo che questa sia una regola un po' utopistica. Posso condividere i tre under, ma sia il numero dei giocatori, che il "minuto del giovane", mi sembrano davvero limitanti . Anche perchè penso sia veramente umiliante per un ragazzo entrare un minuto, solo perchè deve fare minutaggio e non per qualità sue o perchè si sia guadagnato il posto durante gli allenamenti. Da questo punto di vista non sono proprio d'accordo".