La Cava: «Ci sono 11.591 morti e parliamo di ripresa dei campionati?»

31.03.2020 07:30 di Redazione NotiziarioCalcio.com   Vedi letture
La Cava: «Ci sono 11.591 morti e parliamo di ripresa dei campionati?»

L'emergenza coronavirus ha stravolto anche il mondo dello sport, calcio in testa. Nei dilettanti, così come tra i professionisti, divampano le polemiche sull'eventuale ripresa del campionato.

Come è normale che sia, ognuno difende i propri interessi nonostante in ballo ci sia molto di più che il proprio tornaconto. Ed in tanti se ne rendono perfettamente conto. Mai come adesso ascoltare chi ha più esperienza è fondamentale per cercare di trovare la luce in fondo al tunnel.

Non a caso la redazione di NotiziarioCalcio.com ha chiamato in causa l'allenatore Sergio La Cava che, come suo costume, non usa mezzi termini argomentando così: «Fracamente in questo momento parlare di calcio in questo momento mi da quasi fastidio nonostante il calcio è da sempre la mia vita e nonostante tante persone vivano di calcio perchè non esistono solo allenatori, dirigenti e calciatori tante altre persone intorno. Sento parlare di ripresa, di campionato a maggio, giugno... forse chi lo fa non ha ancora capito il pericolo che tutti noi stiamo correndo, che l'Italia  ed il mondo intero sta correndo, senza dimenticare che ci sono 11.591 morti ad oggi e tante famiglie che neppure hanno potuto piangerli così come avrebbero voluto. Serve rispetto e sensibilità che il mondo del calcio non sta dimostrando comportandosi così come sta facendo. Tutti uniti si deve cercare di superare, invece, questo momento. Poi, penseremo anche al calcio. Ovvio che bisognerà cercare la soluzione che rappresenti il male minore per la maggioranza dei club. Qual è questo male minore? Secondo me è annullare la stagione 2019-2020. Questo non significa che sia giusto. Dispiace naturalmente per chi  ha investito tanto nella stagione e si trova nelle posizione di vertice ma vanno ripetuti i campionati di quest'anno ricominciando da zero come se questa stagione non fosse mai cominciata. Non dimentichiamoci, del resto, che tante squadre rischiano di non partire proprio nella prossima stagione, per i danni economici collaterali che ha portato l'emergenza sanitaria in atto. Quindi, mi aspetto anche tanti ripescaggi e qui sicuramente andrebbe data priorità a chi ora occupa i primi posti in classifica. Congelare le posizioni attuali per decretare promozioni e retrocessioni? Con tutte le partite ancora da giocare, non scherziamo. Sarebbe assurdo, molto meglio annullare la stagione. Mi auguro che il calcio sappia esprimere, mai come ora, sobrietà e rispetto per i caduti italiani e nel mondo. Diamoci una regolata, siamo uomini prima ancora che allenatori, calciatori e tifosi. Giocare? Io mi auguro che torniamo a passeggiare tutti per strada, anche se all'inizio dovremo ancora mantenere le distanze... il calcio ora è l'ultima cosa».