Real Aversa, il presidente Pellegrino a NC: «Senza aiuti e sono aumentate le spese. Girone H? C'è grande equilibrio»

16.10.2020 12:30 di Redazione NotiziarioCalcio.com Twitter:    Vedi letture
Real Aversa, il presidente Pellegrino a NC: «Senza aiuti e sono aumentate le spese. Girone H? C'è grande equilibrio»

Domenica contro il Gravina è arrivata la prima vittoria per la Real Aversa, dopo le prime due sconfitte nel girone H in campionato, al primo campionato di serie D della nuova proprietà dei campani. Di questo ed altro ne abbiamo parlato con Guglielmo Pellegrino, presidente del club: «Le nostre ambizioni sono chiare: quest'anno abbiamo voluto costruire una squadra per puntare a confermarci in questa categoria, naturalmente ben vengano cose migliori. Stiamo cercando di buttare le basi per un futuro roseo per Aversa, dopo diversi anni in cui non abbiamo brillato dal punto di vista calcistico. La vittoria di Domenica è stata importante, l'aspettavamo per sbloccarci e stare più sereni; si sentiva il peso delle due sconfitte nelle prime due partite, pur non avendo giocato male».

Sul Girone H: «Si vede che si tratta di un gruppo duro, ogni partita è una battaglia, anche quando si affrontano le più forti con le più deboli, almeno sulla carta. Non è semplice vincere nessuna partita in questo girone, basti vedere al pari tra Portici e Casarano ed al Taranto che ha sudato con la Puteolana. C'è grande equilibrio, e credo sarà così fino alla fine».

Il protocollo: «Si tratta di un'emergenza sanitaria, non ce lo dimentichiamo. In serie D si affrontano trasferte di oltre 400 km, siamo mandati un po' allo sbaraglio: non ci sono entrate, i tifosi non possono sostenere; non è una situazione semplice. Le società di serie D non hanno avuto neanche aiuti dalla Lega Nazionale Dilettanti e, anzi, le spese sono aumentate per rispettare il protocollo, bisogna rendersi conto che non si può andare avanti così. Le cose proseguono grazie alla passione dei presidenti che, però, rischiamo di trovarci in un mare di guai e siamo condannati ad una grave pena, ovvero dover sostenere tutte con le proprie forze. Noi dovevamo giocare con i tifosi allo stadio, per me non ha senso essere partiti senza l'ausilio del pubblico, siamo rimasti soli. I signori del calcio ci governano e fanno tutto sulle nostre spalle, senza metterci una soldi: sono loro i veri padroni».