Dilettanti: ora basta. Prostituirsi non ha senso, così nulla cambierà

12.06.2019 13:00 di Redazione NotiziarioCalcio.com   Vedi letture
Dilettanti: ora basta. Prostituirsi non ha senso, così nulla cambierà

Il campionato di Serie D è spesso considerato una linea di confine tra il professionismo ed il mondo dei dilettanti. Da diversi anni, la redazione di Notiziario Calcio si imbatte negli addetti ai lavori di questa categoria: presidenti, direttori, allenatori, calciatori, segretari, team manager, addetti stampa. E vi assicuriamo che in tutte queste componenti, a parte quella dei presidenti (per ovvie ragioni), c’è quasi sempre un malcontento comune, derivante dalle condizioni di lavoro e, soprattutto, in situazioni economiche davvero precarie.

In questo articolo vogliamo fare un appello a tutti gli addetti ai lavori: non vi prostituite per far parte di questo mondo. Sono parole forti, ma talvolta ci troviamo a raccontare di situazioni davvero incredibili. Ci sono professionisti del settore che lavorano gratis, almeno fino a quando la situazione è sopportabile. E spesso, arrivati a quel punto, chi ha dato tanto è costretto a lasciare e viene sostituito senza nessun problema. Come se tutti i sacrifici fatti non avessero alcun peso.

Molto più articolato il discorso calciatori. La maggior parte scelgono la formula del famoso “contrattino”, e finiscono col diventare ostaggio dei propri presidenti: quanti di voi calciatori hanno perso soldi, non hanno ricevuto quanto pattuito, nel corso della carriera calcistica? Azzardiamo una risposta: almeno il novanta percento. Ce lo dite voi, lo scrivete sui social. Ma cosa fate realmente per cambiare le cose? Conosciamo casi di calciatori che si accontentano di 500/600 euro al mese, e percorrono anche più di cinquanta chilometri al giorno a proprie spese per andare agli allenamenti. Vi sembra normale tutto ciò? Fermatevi a pensare un attimo, prima di accettare condizioni del genere. Nella vita non esiste solo il calcio, siete sempre in tempo a fare scelte diverse.

Spesso le società non si rendono conto dell’impegno di tutti gli addetti ai lavori. Allenamenti tutti i giorni, obbligo di una vita regolare, trasferte fuori regione, ritiri pre-gara. Tutto questo, cari ragazzi, va pagato. E va pagato il giusto. Non vi lamentate se a fine anno ci sono degli stipendi arretrati, esistono dei contratti; se ci sono “presidenti” che non possono portare avanti società nel pieno rispetto della leicità e del buon senso, significa che devono mettersi in discussione. Nessuno vi obbliga a gestire squadre di calcio. E nessun addetto ai lavori è obbligato ad accettare situazioni indecorose.