Luzzara, la bandiera Daolio fa 300

Promozione Emilia Romagna
04.01.2019 22:30 di Ermanno Marino   Vedi letture
Fonte: gazzetta di reggio
Luzzara, la bandiera Daolio fa 300

Nel calcio le bandiere non esistono più? Da Luzzara arriva una secca smentita a questa tesi. Nel derby contro la CastelnoveseMeletolese che ha chiuso l’andata del girone A di Promozione, il difensore Roberto Daolio ha infatti toccato quota trecento presenze in maglia rossoblù.

Al punto da ricevere anche una targa, dato che la società della bassa reggiana ha ritenuto giusto premiarlo per l’attaccamento dimostrato in tutti questi anni. «Ho fatto tutta la trafila nel settore giovanile del Luzzara - racconta il classe 1989 Daolio - per poi arrivare in prima squadra. Cominciai solo con spezzoni di partita oppure subentri. Andai poi una stagione a Gonzaga, mentre quella successiva rimasi fermo. In seguito il ritorno a Luzzara dove ora sto disputando la nona stagione consecutiva, che è la decima in totale a livello di prima squadra». La maglia del Luzzara è diventata per lei una seconda pelle? «Qui ho instaurato un profondo rapporto di amicizia, che va oltre quello calcistico. C’è stima reciproca, passano gli anni ma i dirigenti ed il consiglio direttivo sono sempre gli stessi. Per me è una seconda famiglia, ho veramente trovato una seconda casa ». Una stagione che ricorda in modo particolare? «Quella che ci ha portato al salto in Eccellenza, traguardo storico per un Luzzara che non ci era mai stato. Giocammo un grandissimo girone di ritorno, inanellando risultati importanti. Fu una promozione insperata, nessuno immaginava una cavalcata simile. Lo spareggio playoff vinto a Brescello resta indimenticabile, davanti ad un pubblico molto numeroso». Ed al contrario una stagione negativa? «Quella del secondo anno di Eccellenza, che è anche la mia unica retrocessione sul campo. Al primo colpo ci salvammo, ma poi l’annata successiva abbiamo raccolto pochi punti. Siamo retrocessi direttamente, sono ancora dispiaciuto per come è andata a finire. Bastava forse poco per saltarci fuori, fossimo almeno arrivati ai playout ce la saremmo potuta giocare diversamente ». E nel corso delle stagioni, a Luzzara è diventato anche capitano. «Per me è motivo di soddisfazione e di responsabilità, ma non è tutto. Come ripeto sempre anche ai miei compagni, si è importanti per la squadra anche senza la fascia al braccio. Per me è comunque prestigioso, dato che sono di Luzzara e rappresento la squadra del mio paese ». A chi vuole dedicare il suo traguardo delle trecento presenze? «A tutte le persone che mi hanno sempre permesso di giocare al calcio, in particolare alla mia famiglia. Qualcuno di loro è sempre presente alle partite, i miei genitori erano pure a Bobbio che come trasferta non è certo delle più agevoli. C'è chi ha potuto giocare in realtà diverse e campionati più di spessore, ma io sono orgoglioso di aver legato la mia onesta carriera a questi colori». C’è un compagno al quale si sente maggiormente legato? «Gianluca Michelini, che ha quattro anni meno di me. Ha già giocato duecentocinquanta gare con il Luzzara, in proporzione più di me considerata l’età. Ha carisma e si sacrifica. È un altro che si è attaccato a questa maglia, per questo tipo di valori mi rivedo in lui. Lo stimo molto e condividiamo anche posti vicini all’interno dello spogliatoio».