In occasione della presentazione ufficiale di Davide Ballardini sulla panchina biancoverde, il Direttore Sportivo dell’Avellino, Mario Aiello, ha voluto fare chiarezza sulla convulsa settimana vissuta dal club irpino. Il dirigente non ha nascosto un forte coinvolgimento emotivo nel commentare la fine del rapporto con Raffaele Biancolino, sottolineando come il legame professionale e umano, durato oltre due anni e mezzo, resti scolpito nei traguardi raggiunti insieme, dalle soddisfazioni con la Primavera fino alla promozione dalla Serie C.
«Sono emotivamente coinvolto, perché con Raffaele Biancolino abbiamo fatto insieme due anni e mezzo, è chiaro che i ricordi belli resteranno» ha ammesso Aiello, precisando come la decisione di cambiare guida tecnica sia maturata improvvisamente domenica scorsa. Il club, infatti, non aveva predisposto alcun piano alternativo, convinto di poter proseguire nel percorso tracciato, ma la serata post-gara ha imposto una riflessione che ha portato alla necessaria, seppur sofferta, virata societaria.
Proprio l'assenza di una strategia pregressa ha inizialmente rallentato le operazioni per la successione. Il Ds ha spiegato che la dirigenza è partita effettuando diversi sondaggi tra i tecnici attualmente liberi sul mercato, valutando vari profili prima di arrivare alla serata di lunedì, quando lo scenario è cambiato radicalmente. La possibilità di arrivare a un profilo dello spessore di Ballardini ha impresso un'accelerazione decisiva a tutta la trattativa.
«Quando è nata l'opportunità del mister Ballardini ci siamo precipitati parlando con la proprietà e abbiamo impiegato poche ore per chiudere l'accordo» ha dichiarato Aiello, rivendicando con orgoglio la rapidità con cui la società è riuscita a assicurarsi un allenatore di tale esperienza. La scelta è stata figlia di una convergenza immediata di intenti tra le ambizioni della piazza e la volontà del tecnico ravennate di rimettersi in gioco in un contesto caloroso.
Il Direttore Sportivo ha anche voluto smentire categoricamente le voci riguardanti presunte frizioni interne che avrebbero accelerato l'addio di Biancolino. Le indiscrezioni su possibili divergenze legate alle strategie di mercato sono state rispedite al mittente, chiarendo che alcune dichiarazioni rilasciate dopo la sfida di Monza erano state semplicemente interpretate male dall'ambiente e dai media.
«Non c'è stato nessuno screzio con Biancolino. Assicuro che non c'è nulla di vero riguardo a diverbi o rotture tra di noi» ha puntualizzato Aiello, spiegando che l'ex tecnico voleva esclusivamente proteggere il gruppo da voci destabilizzanti. Il rapporto resta dunque di stima reciproca, nonostante i risultati sportivi dell'ultimo periodo abbiano reso inevitabile la separazione per il bene superiore della squadra.
L'obiettivo prioritario del nuovo corso targato Ballardini sarà quello di ritrovare la serenità perduta e una condizione che permetta di affrontare il lavoro quotidiano con meno pressione. Aiello ha ricordato come, prima della gara con il Sudtirol, la squadra fosse riuscita a distanziarsi dalle zone pericolose, ma le ultime prestazioni hanno riportato l'Avellino in una posizione di classifica che richiede un immediato cambio di marcia.
Il contratto firmato da Ballardini riflette una visione pragmatica e condivisa. È stato lo stesso allenatore a suggerire un accordo fino al termine della stagione, una proposta che il club ha apprezzato molto. «Il mister è uno specialista a impattare a stagione in corsa, lavora molto sulla testa dei ragazzi» ha evidenziato il Ds, non escludendo però che, se i presupposti saranno positivi, il matrimonio possa proseguire anche nella prossima stagione partendo dal ritiro estivo.
A convincere Ballardini a sposare la causa irpina è stato l'approccio umile della società e la solidità del progetto sportivo. Pare che il tecnico seguisse già da tempo le vicende dell'Avellino, quasi presagendo che le strade si sarebbero incrociate. La squadra, dal canto suo, ha risposto con una disponibilità totale sin dai primi allenamenti, mettendo da parte i personalismi per concentrarsi sulla risalita in graduatoria.
Tornando sull'analisi tecnica delle ultime uscite, Aiello ha fatto un distinguo tra la buona prova di Monza, dove la squadra era rimasta in partita per gran parte del match, e il blackout totale avvenuto contro il Pescara. Quella sconfitta è stata definita come l'unico vero momento in cui la squadra è venuta meno non solo nel risultato, ma anche nella dignità della prestazione, obbligando tutti a assumersi le proprie responsabilità.
«Dobbiamo riprendere la corsa dove l'abbiamo lasciata nel girone di andata» è l'auspicio del dirigente, che si è preso la sua quota di colpe per la crisi di risultati. Aiello è convinto che, nonostante le polemiche attuali dei tifosi, il tempo saprà restituire a Biancolino il giusto riconoscimento per quanto fatto, preservando la sua immagine di leggenda del club sia nelle vesti di calciatore che in quelle di tecnico.
L'ambiente, apparso cupo e preoccupato negli ultimi giorni, ha ora bisogno di ritrovare fiducia. Aiello ha garantito che ogni scelta compiuta dalla precedente gestione era mossa da un amore sincero per i colori biancoverdi, ma ora spetta a lui e al nuovo staff tecnico lavorare con rinnovata ambizione per riportare l'Avellino nelle posizioni che competono alla sua storia e alla passione della sua gente.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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