Alma Juventus Fano, Gatti: «La lotta al Covid-19 è anche sfida personale»

19.03.2020 11:30 di Davide Guardabascio   Vedi letture
Alma Juventus Fano, Gatti: «La lotta al Covid-19 è anche sfida personale»

Al primo posto delle regioni più colpite dal Covid-19 c’è la Lombardia. Lo sa bene Riccardo Gatti: il difensore granata, scuola Atalanta, infatti, è di Lierna, piccola cittadina paradisiaca che si affaccia sul lago di Como.

“Cominciano ad esserci casi in aumento nelle ultime settimane, come in tutto il resto d’Italia – dichiara l’elegante stopper lecchese – . Penso che sia più o meno uguale il livello di allarme in tutta la penisola: si sta a casa, si esce il meno possibile, si va a far la spesa uno alla volta. E’ chiaro che forse nel Lecchese siamo più preoccupati perchè siamo vicini al Lodigiano, dove tutto ha avuto inizio. All’inizio c’era più allerta però ormai penso non sia più un caso ristretto alla Lombardia ma a livello mondiale, quindi tutti dobbiamo stare attenti e fare quello che ci viene chiesto. Il minimo che possiamo fare è stare a casa. E’ necessario farlo nel rispetto di chi combatte in prima linea come medici, infermieri e tutti i sanitari che rischiano la vita ogni giorno”.

Il distacco dal nucleo familiare non deve essere facile da affrontare, ma, machiavellicamente parlando, il fine giustifica i mezzi, ovvero la salute. “Non torno a casa dal 6 gennaio, dalla fine delle vacanze di Natale. I miei sono scesi per il Carnevale e li ho riabbracciati per un paio di giorni. Stare lontano da casa è difficile ma so anche che è la cosa più giusta da fare. Quando non si sapeva se rimanere o meno qui, io avevo già fatto la mia scelta di restare a Fano. Non avendo la certezza di non essere un portatore del virus, avevo escluso l’ipotesi di tornare a casa e magari contrarlo o, viceversa, trasmetterlo ai miei cari, soprattutto ai miei nonni. Un sacrificio che si fa se vogliamo far passare la situazione il più in fretta possibile. E’ il minimo che possiamo e dobbiamo fare. So che non tornerò a casa fino ad aprile o maggio però l’unica soluzione è restare dove si è”.

Un pensiero va al calcio giocato, in pausa ed in attesa di nuovi sviluppi non appena si avrà un quadro clinico più limpido. “Se mi manca? Tanto, tantissimo. La nostra vita, il nostro tempo sono scanditi dagli allenamenti e dalle partite e viviamo in base a quello. Adesso ci ritroviamo in una situazione in cui tutto è in stand by e riorganizzare il nostro tempo non è semplice. Io passo le mie giornate più al campo con i miei compagni che a casa con la mia famiglia, quindi è come se mi mancasse la mia casa. Non è facile far passare le giornate però io e Parlati, con cui trascorro la quarantena, stiamo lavorando individualmente a casa. E bisogna star sul pezzo ed esser intelligenti. Quando si ricomincerà, dovremo essere pronti perchè c’è l’obiettivo da raggiungere. La lotta al Covid-19 è anche una sfida personale, credo che sia dai tempi della peste che non si verifichi un tale accadimento”.

La ripresa del campionato sembra allungarsi sempre più: “Difficilmente si riprenderà il 3 aprile. Dicono che il picco del virus sia previsto nella prossima settimana, poi il calo. Penso, però, che con le tempistiche si andrà più lunghi. Il rinvio degli Europei di cui si parla in questi giorni permetterà di finire i campionati. Era difficile portare avanti entrambi i discorsi, invece con questa ipotesi di posticipare di un anno gli Europei avremo più tempo per finire il campionato attuale. E’ chiaro che quando ci verrà data la possibilità di tornare ad allenarci insieme, sarà prevista una mini preparazione a cui seguirà un tour de force incredibile. Se prima giocavamo ogni 3 giorni, non oso pensare quello che ci aspetterà alla ripresa. Proprio per quello dovremo fare il nostro dovere in questi giorni, allenandoci in casa per essere pronti quando sarà il momento”.