D’Agostino, un mese poi lo stop: «Pronto a rilanciare l’Avellino»

04.04.2020 17:30 di Nicolas Lopez   Vedi letture
Fonte: gazzetta dello sport
D’Agostino, un mese poi lo stop: «Pronto a rilanciare l’Avellino»

Da appena un mese al vertice dell’Avellino, il nuovo presidente Angelo Antonio D’Agostino ha dovuto dribblare una dietro l’altra scadenze, debiti e stipendi, cominciando a dare un tocco di managerialità al club.

Nativo di Montefalcione, comune irpino a circa 20 km dal capoluogo, 58 anni, sposato e con cinque figli (il 27enne Giovanni è l’amministratore delegato), D’Agostino è divenuto negli anni un imprenditore di grande successo. Attualmente il suo gruppo è composto da 24 aziende, oltre 450 dipendenti diretti e circa 1.000 coinvolti nell’indotto, con il ramo costruzioni ed energie rinnovabili leader in Italia. Nel 2013 è stato anche eletto alla Camera.

Tanti interessi, ma una sola grande passione: l’Avellino calcio. Lo scorso 2 marzo ha acquisito a furor di popolo l’87,5% del pacchetto azionario. Nel momento più bello, con il successo sulla Ternana, è arrivato il coronavirus. «Prima la grandissima soddisfazione della vittoria euna dimostrazione d’amore per la nostra squadra.Poi è accaduto l’imponderabile. Siamo in attesa di capire gli sviluppi non sapendo però come organizzarci. Abbiamo tutti i calciatori qui a nostre spese, impossibilitati anche a farli ricongiungere con le famiglie. Stiamo lavorando per mettere a posto i guai trovati».

A tal proposito entro il 31 marzo era stata fissata la scadenza della terza rata (circa 150milaeuro) da corrispondere all’ex società Sidigas, tramite l’amministratore giudiziario Baldassare e l’a.d. Scalella. Le parti, vista l’impossibilità di potersi incontrare, hanno ritenuto di dover rinviare di unmese perunapprofondimento delle questioni.

D’Agostino vorrebbe chiudere definitivamente la pratica, quindi a fine maggio ci sarà un ulteriore rata di 70 mila euro, facendo un calcolo complessivo tra crediti e debiti. Sulle ipotesidaintraprendere per il presente e futuro, il neo presidente non ha dubbi: «L’unica soluzione è sospendere l’attuale campionato. Credo sia difficile concentrare tutto in un mese e poi organizzare anche la successiva stagione. Ben vengano le misure in cantiere per alleviare gli oneri fiscali ma quanto prima bisognerà far ripartire il mondo produttivo. La maggior parte dei club si appoggiano ad imprese che se nonlavorano certamente non possono portare proventi al calcio. Soprattutto nelle categorie inferiori siamo un fenomeno sociale e credo che bisognerà ripartire le risorse dallaAe riformare il sistema. C’è chi vive in una bolla dorata e chi rischia di chiudere. Sono in contatto con il presidente Ghirelli, una persona di grande spessore che conosce la nostra storia. È per questo che l’obiettivo non cambia: creare una società modello e dare vita ad un progetto valido che ad Avellino purtroppo manca da anni».