Lentigione, mister Notari: «Danneggiati dagli infortuni? La controprova non c’è»

21.06.2021 19:30 di Redazione NotiziarioCalcio.com Twitter:    vedi letture
Fonte: solodilettanti
Lentigione, mister Notari: «Danneggiati dagli infortuni? La controprova non c’è»

Il mister del Lentigione, Roberto Notari, ha rilasciato una lunga intervista sul canale facebook della società, Lenz Channel, all’anti vigilia della semifinale playoff del girone D di Serie Dcon il Prato in programma mercoledì sul sintetico di Sorbolo Mezzani, e nella quale ha spaziato su vari argomenti. A partire dai suoi trascorsi da calciatore, era un bomber di quelli scomodi e nella quale ha giocato anche in Serie B con le maglie del Modena, società nella quale è cresciuto calcisticamente, e Cesena. “Quello di adesso è un calcio diverso – ha esordito Notari – da tutti i punti di vista. E’ più commerciale, ma ancora bello e questo fatto è dovuto anche al cambiamento in generale della società in generale”.

Le differenze tra il campo e la panchina nelle vesti allenatore?

“Quando giochi pensi solo a te stesso anche se fai parte di un gruppo, ma raggiungere dei successi da allenatore è molto più bello. In entrambi i casi la costante è la passione e la voglia di fare bene, ma è quando ti viene a meno la voglia del piacere di andare al campo che capisci che è ora di smettere. Sia che tu faccia l’allenatore a certi livelli eo nei dilettanti l’approccio rimane lo stesso”.

Nelle sue due stagioni al Lentigione i dati parlano di 27 vittorie e 7 sconfitte.

“Sono numeri che mi fanno piacere, ma l’allenatore bravo è quello che sa che in campo ci vanno i giocatori e che alle spalle c’è una società. Poi c’è il rispetto dei ruoli e tutte queste componenti fanno la differenza. Le vittorie e i successi vanno estesi a tutte le componenti, poi è chiaro che è bello vedere che ci sono stati dei risultati”.

In questo campionato solo tre sconfitte. Una alla seconda giornata nel derby con la Correggese e due nel finale di misura con Aglianese e Fiorenzuola.

“Penso che abbiamo dimostrato qualcosa non solo con la classifica. A me piace vedere la mentalità giusta nei giocatori e seppure il nostro obiettivo erano i playoff è chiaro che ad un certo punto ci avevano fatto la bocca ad ottenere qualcosa di più. Tutto frutto di un lavoro e di un qualcosa che si può ancora migliorare. Ci siamo lasciati dietro squadre blasonate e costruite per vincere e alla fine abbiamo perso due partite nelle quali se gli episodi ci giravano un pochino meglio adesso saremo qui a parlare di qualcosa d’altro. Nessuno ci ha mai messo sotto e siamo stati  all’altezza”.

Senza contare gli infortunii di giocatori importanti nel momento topico della stagione. Con loro in campo sarebbe andata diversamente?

“La controprova non c’è, però certi giocatori non si sostituiscono così dall’oggi al domani e parliamo di giocatori importanti. Io ho sempre cercato di non lamentarmi, però questo ha influito perchè la squadra aveva già un certa identità. Il Fiorenzuola ha meritato di vincere, ma verso la fine del campionato non ci sentivamo inferiori a nessuno. Detto questo chi ha avuto spazio nelle ultime partite ha fatto bene e sono contento di tutti. Poi è chiaro che che dopo 28 risultati utili consecutivi cerchi di mantenere invariato l’assetto della squadra”.

Adesso nei playoff c’è il Prato che durante la stagione regolare avete sconfitto sia all’andata che al ritorno.

“Vincere i playoff è importante perchè ci sono delle squadre titolate dietro di noi. Li affrontiamo con il massimo entusiasmo e con le forze che ci sono rimaste. Con il Prato sarà una partita bella ma durissima e non dobbiamo ritenere un vantaggio che il pareggio ci va comunque bene per accedere alla finale”.

Cosa teme di più del Prato?

“Ha tanti giocatori bravi e con uno che ha fatto anche la Serie A oltre ad un allenatore con una carriera alle spalle di tutto rispetto. Ma noi dobbiamo pensare alle nostre possibilità e quindi a noi stessi. L’aspetto umano è stato fondamentale in questa stagione con un gruppo propositivo che mi ha sempre seguito e capace di ridere quando c’era da ridere e di stare seri quando era il momento giusto”.

Soddisfatto del terzo posto o si aspettava qualcosa di più?

“Sapevamo di avere una squadra importante e ci lasciamo dietro delle squadre più blasonate e partite con obiettivi di vittoria. Poi è chiaro che strada facendo avrei voluta giocarmela con tutta la rosa a disposizione, ma il terzo posto non è una delusione”.

Pensa che rimarrà ancora a Lentigione?

“Qui sto bene, ma adesso però pensiamo solo ai playoff”.

Nei playoff preferiva incontrare un’altra squadra invece che il Prato?

“Arrivati a questo punto non cambiava niente”.