Il calcio regala spesso verdetti inattesi, e la sfida d'alta quota tra Cesena e Modena ne è stata una lampante dimostrazione. Nonostante i canarini abbiano dominato il controllo del gioco per lunghi tratti, sono stati i bianconeri a conquistare l'intera posta in palio. Un successo cruciale, giunto grazie a una difesa solida e alla capacità di capitalizzare l'unica vera occasione concessa dall'avversario, dopo che quest'ultimo aveva fallito un calcio di rigore decisivo.
A mente fredda, i gialloblù avrebbero probabilmente meritato un pareggio per la mole di gioco prodotta, ma il Cesena ha saputo resistere all'impatto di una delle formazioni più attrezzate del campionato. Nel commento post-partita, il tecnico dei romagnoli, Michele Mignani, ha espresso tutta la sua soddisfazione per una prova che ha messo in luce le migliori qualità della sua squadra.
Mignani non ha usato mezzi termini per descrivere l'importanza e la natura di questo successo, definendolo un modello di efficacia calcistica. «Usciamo dal campo felici perché è stata la ‘vittoria perfetta’», ha dichiarato l'allenatore, ripercorrendo i momenti chiave della gara. «Un rigore parato, un primo tempo in cui abbiamo giocato molto bene, creato grandi occasioni e una seconda frazione in cui abbiamo sofferto un po’ nel finale, ma siamo rimasti ordinati e lucidi».
Il tecnico ha lodato in modo particolare lo spirito dei suoi atleti, capaci di tenere testa a un avversario di altissimo livello. «I ragazzi sono stati speciali: è una vittoria di squadra, meritata contro una squadra fortissima, completa e costruita per stare nelle prime posizioni di classifica».
La modalità con cui il Cesena ha costruito il proprio successo – sapendo colpire e poi difendersi con intelligenza – ha portato alcuni a paragonare questa vittoria allo stile pragmatico e vincente di Massimiliano Allegri. Mignani, interpellato su questo accostamento, ha mostrato rispetto e ammirazione per il collega. «Allegri è un maestro per me, stiamo parlando di un allenatore incredibilmente vincente», ha affermato, prima di spiegare la strategia adottata.
La partita si è divisa in due fasi distinte: il vantaggio ottenuto in un primo tempo giocato con grande qualità e la successiva fase difensiva. «Noi siamo andati in vantaggio in un primo tempo giocato con qualità e poi ci siamo difesi quando c’era da difendere, in particolare quando hanno alzato il livello tecnico con i cambi», ha spiegato Mignani, sottolineando la forza degli avversari. «Loro sono una squadra forte, intensa e di qualità. Noi siamo rimasti compatti e ordinati e, oltre a reggere, abbiamo anche creato i presupposti per segnare ancora».
Dopo quattordici giornate di campionato, il Cavalluccio si ritrova in una posizione di assoluto prestigio, agganciando lo stesso Modena al secondo posto, avendo già affrontato quasi tutte le dirette concorrenti nella parte sinistra della classifica (con l'eccezione di Juve Stabia ed Empoli). La domanda sulla capacità del Cesena di mantenere questo rendimento elevato fino al termine della stagione è, a questo punto, più che legittima.
Tuttavia, Mignani ha ribadito la sua filosofia, incentrata esclusivamente sul presente e sul lavoro settimanale. «Non risponderò mai a questa domanda, in primis perché non sono un veggente e poi perché ragioniamo partita per partita», ha tagliato corto. «Abbiamo affrontato due gare difficili contro Monza e Modena e, secondo me, la squadra le ha fatte giocandosele e avrebbe potuto avere anche risultati diversi. In questo campionato non ha senso guardare oltre la domenica successiva».
Il segreto della squadra, secondo il suo allenatore, risiede proprio nella mentalità di non tirarsi mai indietro, accettando i propri limiti e superandoli con la grinta. «Questa è una squadra che in ogni partita prova a combattere, a lottare e spesso va oltre le proprie possibilità. Quando ci riesce, si porta a casa vittorie importanti».
Se proprio si volesse analizzare la prestazione con occhio critico, un punto sollevato è stato l'eccessivo arretramento del Cesena, specialmente nella seconda metà della gara. Mignani, con autoironia, ha invitato a un'analisi ancora più severa, giustificando però l'atteggiamento tattico con la forza dell'avversario.
«Per me potete trovare anche più di un neo... non siamo una squadra perfetta», ha risposto il tecnico, riconoscendo i margini di miglioramento. «Abbiamo giocato contro il Modena che è una squadra molto forte e che, con ogni giocatore che entrava, alzava il livello della squadra. Abbiamo combattuto in maniera diversa rispetto al primo tempo, ma la partita lo richiedeva. Siamo stati furbi, compatti e uniti». La lettura tattica e la compattezza dimostrata hanno dunque prevalso sul dominio territoriale, regalando al Cesena tre punti pesantissimi per la sua corsa in vetta.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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