Potenza, il presidente Caiata: «Non ci attendiamo miracoli. Ho sofferto nell'esonerare Gallo»

23.10.2021 09:30 di Redazione NotiziarioCalcio.com Twitter:    vedi letture
Potenza, il presidente Caiata: «Non ci attendiamo miracoli. Ho sofferto nell'esonerare Gallo»

La presentazione alla stampa del nuovo mister Bruno Trocini, accento rigorosamente sulla "o", è stata anche l'occasione per il presidente del Potenza Salvatore Caiata di fare un po' il punto a 360° su quanto successo e sulla società. Un lungo intervento di quasi venti minuti che ha toccato vari argomenti.

Il passaggio da Gallo a Trocini. "Sono qui solo per dare il benvenuto a mister Trocini -esordisce il presidente-, auguragli buon lavoro  e un 'in bocca al lupo'; sono sicuro che farà un ottimo lavoro insieme alla società, non ci attendiamo miracoli perché miracoli non li può fare nessuno, avremo tutti pazienza e daremo tutto il tempo che servirà per cominciare a lavorare". Tornando alla decisione su Gallo, Caiata anticipa tutti e parafrasando un noto conduttore salernitano della Tv: "Mi faccio una domanda e mi dò una risposta su come è maturato questo cambio di guida tecnica. Cambiare la guida tecnica di una squadra, per una società, è sempre una sconfitta perché ci si augura che le cose vadano sempre per il meglio e non ci si debba mai trovare nella situazione in cui ci siamo trovati. In questo caso, per me è stato particolarmente difficile e sofferta la decisione perché ho dovuto dar conto a un rapporto di grande stima e affetto che mi legava a mister Gallo. È evidente che, io la chiamo la solitudine del presidente, nel momento in cui bisogna prendere delle decisioni sofferte ma che il presidente reputa vitali e importanti per la sua squadra si mette da parte il cuore. Sono stato molto criticato, fa parte del gioco per cui lo metto in conto. È chiaro che se si valuta e si decide solo con l’aspetto affettivo è difficile prendere questa decisione perché il mister è una persona seria, capace, ma purtroppo bisogna mettere da parte il sentimento e guardare l’aspetto nudo e crudo della realtà quella di 15 partite e una sola vittoria. È evidente che qualcosa non ha funzionato. Del resto, succede anche anche nei rapporti, mi verrebbe da dire di matrimonio".

Le critiche. "Alcune precisazione devo però farle. Non reputo giusta la critica dove si dice che paga il mister per tutti, non reputo giusto quando sento dire che il mister non è stato messo in condizione di lavorare. Non è vero! Il mister ha avuto la squadra il 12 luglio e l’ha gestita per circa cento giorni, un arco di tempo sufficientemente lungo. Non è vero che è stata imposta la squadra al mister perché la rosa è stata, come ha detto il mister stesso, condivisa completamente. Se non si cambia in una situazione così c’è la critica perché non si cambia, se si cambia c’è la critica perché si è cambiato, la colpa è della società, del presidente perché non ha fatto la squadra, oppure perché non c’è il Ds…"
"Allora, -prosegue Salvatore Caiata- io me le prendo tutte le critiche, mi prendo anche la responsabilità, ma sono convinto di aver fatto tutto per il bene del Potenza, la decisione, ripeto, è stata forte ma è stata presa perché avevamo la consapevolezza delle scelte".  Un piccolo retroscena sulle ore di stallo, dell'estate scorsa, per la scelta dell'allenatore per la stagione: "Con mister Trocini avevamo discusso molto questa estate. Quando mister Gallo non era ancora convinto di rimanere a Potenza, io mi ero guardato intorno e l’unica scelta che questa società aveva fatto, l’unico mister che aveva individuato per proseguire il nostro cammino era mister Trocini. Poi, mister Gallo ha deciso di rimanere e noi ne siamo stati stati felici, ma nel momento in cui è maturata l’idea di cambiare guida tecnica io non mi sono posto il problema di chi dovesse essere l’allenatore del Potenza, per me questa decisione era stata presa e maturata già questa estate". "Non ho sentito altri mister, non ho parlato con altri mister, non c’è stata alcuna altra interlocuzione. Giovedì mattina ho chiamato, dopo aver comunicato a mister Gallo che avevamo deciso di fare questo passaggio, mister Trocini e in pochissimi minuti abbiamo raggiunto l’accordo".

La reputazione e gli attacchi. Il presidente si toglie qualche "sassolino" e spiega: "Sono dispiaciuto perché 5cinque anni di lavoro valgono zero, non lo reputo giusto perché poi è vero che andiamo avanti, ma un segno lo lascia Le critiche vanno bene ma non trovo corretto mettere in dubbio la professionalità, la capacità, perché la formula magica non ce l’ha nessuno per cui, non è corretto dire che la società era la responsabile di quello che stava succedendo e gli altri erano tutti vittime sacrificali delle scelte che, per quattro anni, sono state corrette e giuste. Mi aspettavo un minimo di fiducia in più. Ho le spalle larghe -precisa Caiata- me le prendo ma non dimentico perché poi, nel tempo, tutto matura e quando matureranno certe situazioni non ci si potrà meravigliare…"

Il fair play e il gesto a Costa Ferreira. "Ci sono cose di cui non vorrei parlare ma siamo arrivati al punto di offese di cattivo gusto e non credo che questa comunità possa macchiarsi di queste cose. Mi riferisco al bruttissimo gesto fatto nei confronti fi Costa Ferreira. Accettiamo tutte le critiche se civili. Abbiamo apprezzato che oggi i tifosi siano venuti proprio a manifestare la volontà di far quadrato attorno alla società, alla squadra. Si sono dissociati da quel gesto, questo gli fa grande onore e testimonia come abbiamo fatto anche da questo punto di vista un percorso importante, perché in cinque stagioni nessun gesto violento, nessuna contestazione anche questi sono risultati". "Cinque anni -continua il presidente- che hanno prodotto risultati sportivi importanti che da cinquanta anni la società non raggiungeva e sono arrivati con questo presidente, questa società, questi dirigenti. Non è corretto mettere in discussione le capacità. Abbiamo lavorato cinque anni dal punto di vista sportivo, cinque anni dal punto di vista sociale facendo centinaia di iniziative, coinvolgendo associazioni, territorio di tutto di più, cinque anni di lavoro per il fair play, la correttezza Siamo stati elogiati in tutta Italia perché ovunque siamo andati, come diceva mia nonna, abbiamo lasciato l’odore e non la puzza, perché ci siamo comportati da signori, persone per bene, ci siamo guadagnati il rispetto della Federazione, della Lega, abbiamo occupato ruoli importi. Se tutto questo ogni volta, che c’è una difficoltà viene dimenticato, e siamo oltraggiati in questo modo dico che non è bello. Lo accetto e me lo prendo però, bisogna sapere che poi questa cose creano ferite che nel tempo lasciano il segno".

L'organizzazione societaria. Alla specifica domanda di un giornalista sulla mancanza di alcune figure in società Salvatore Caita precisa: "Non ci sono carenze di ruoli in società, Direttore Generale, Direttore Sportivo, Direttore Organizzativo. Daniele Flammia è da sempre presente non abbiamo cambiato, c’è uno staff di persone professionale. Chi viene rimane sempre stupito dalla nostra organizzazione, il mister stesso, i calciatori. Abbiamo una organizzazione ben strutturata, qualche squadra venuta al Viviani ha dimenticato qualche indumento, da noi non è mai successo che mancasse qualcosa, mai ci siamo tirati indietro. Questa squadra l’ha costruita il presidente insieme a Daniele Flammia, insieme a Fabio Gallo, ci tengo a ribadirlo, così come abbiamo fatto tutti gli altri anni, con i vari allenatori che si sono succeduti. L’unico calciatore che non è stato condiviso è Emanuele Matino, che il sottoscritto a pochi minuti dal termine del mercato ha voluto riportare a Potenza. Abbiamo sempre fatto scelte condivise con i vari mister, poi qualcuno piaceva di più a Caiata, qualche altro a Flammia, qualche altro ancora al mister. Avevamo portato Vuletich segnò poi fu messo in disparte, al mister dell’epoca non piaceva l’attaccante e lo facemmo partire a gennaio, è stato premiato miglior attaccante della Colombia, venduto a 3,5 mli di dollari".

Il rating della credibilità. "Pentito di essere rimasto? In cinque anni -conclude Caiata- sono invecchiato cinquanta anni perché vivo il Potenza 24 ore al giorno, 7 giorni su7, 12 mesi all’anno. Quando metti da parta la tua vita per mettere al centro questa cosa, uno si auspica nel tempo che un po’ di credibilità acquisita la debba avere… il rating della credibilità, bisognerebbe istituirlo".

Poi la parola è passata al nuovo mister ma Caiata è tornato "tosto, tosto, tosto".