Pro Patria, Colombo: "Resto, ho un altro anno di contratto..."

22.05.2019 14:30 di Anna Laura Giannini   Vedi letture
Fonte: la prealpina
Pro Patria, Colombo: "Resto, ho un altro anno di contratto..."

Alla Pro Patria Riccardo Colombo ha iniziato la propria carriera, prima di spiccare il volo verso la B (e poi la A). È tornato a vestire il biancoblù in quarta serie, compiendo una scelta di vita e di cuore, che - oggi si può dire - si è rivelata giusta.

Riccardo: vista da fuori, la vostra crescita nel corso della stagione è stata impressionante. Vista dall'interno? «È stato un bellissimo percorso. Non del tutto sorprendente però. Già dopo i primi giorni di ritiro avevo visto che i nuovi arrivati avevano delle potenzialità notevoli, che si sposavano bene con le qualità del gruppo dei confermati. Insomma, la fiducia c'era».
Gli inizi però sono stati complicati... «Ma proprio in quel momento il direttore e il mister ci hanno dato la possibilità di sbagliare, cosa per nulla scontata nel nostro mondo, dove la pazienza scarseggia. Abbiamo avuto il tempo di imparare dagli errori. E non li abbiamo più ripetuti».
È stata questa la vera forza della Pro Patria? «È stato il gruppo. Mai come quest'anno ho visto una squadra in cui così tanti giocatori hanno avuto la possibilità di esprimersi. Abbiamo anche visto due Pro diverse per sette/otto undicesimi da una partita all'altra. E il livello della prestazione non si è mai abbassato».

La sconfitta di Carrara ha lasciato l'amaro in bocca? «Un po' sì, perché credevo alla possibilità di arrivare almeno alla fase nazionale. Ma la nostra resta una grande stagione».

A livello personale che bilancio si sente di fare? «Positivo. Il ruolo di mezzala, che non ricoprivo da qualche anno, l'ho sentito sempre più mio. E poi certe emozioni resteranno incancellabili: il gol contro l'Albissola, nella partita del Centenario, me lo porterò dentro per tutta la vita».
Partiti per salvarvi, siete arrivati ottavi: un mezzo miracolo sportivo o è questo il reale valore della Pro? «Quell'ottavo posto rappresenta in maniera corretta la nostra costante crescita. Ognuno di noi voleva continuamente migliorarsi. E la fame fa sempre la differenza. Dovrà essere una nostra caratteristica anche nella prossima stagione».

Dopo un campionato così, molti vi aspetteranno al varco. Non sarete più una sorpresa... «Alzare l'asticella non sarà facile. Ma ormai abbiamo acquisito la giusta mentalità. Se l'ossatura rimarrà invariata, faremo ancora bene».

Auspica continuità anche in panchina? «Io spero che Javorcic rimanga. La sua personalità, la sua impronta sono importanti per questa squadra. Ho 37 anni ma da lui ho imparato cose nuove. Penso che anche per il mister questo sia l'ambiente ideale per crescere ulteriormente».
Lei è un po' una chioccia per i più giovani. Chi l'ha colpita di più? «Quello che più è cresciuto e si è migliorato nel corso della stagione è stato Boffelli. È un ragazzo che ascolta e impara in fretta». Il suo futuro è al 100% biancoblù? «Sì, ho un altro anno di contratto e sto benissimo qui».