Ravenna, il dg Zignani: "Siamo tra i maggiori penalizzati da tale orientamento"

04.06.2020 10:45 di Redazione NotiziarioCalcio.com Twitter:    Vedi letture
Ravenna, il dg Zignani: "Siamo tra i maggiori penalizzati da tale orientamento"

Il Ravenna è senza dubbio una delle società che più sono rimaste colpite e potenzialmente penalizzate da quella che dovrebbe essere la proposta del Direttivo di Lega Pro al Consiglio Federale. La squadra romagnola infatti dovrebbe affrontare il playout col Fano con undici gare di regular season ancora da giocare e appena un punto dalla salvezza diretta. TuttoC.com ha intervistato in esclusiva Claudia Zignani, direttore generale giallorosso: 

Il Consiglio Direttivo è approdato a proposte che sono risultate decisamente impopolari. Ve le aspettavate?
"Erano nell'aria. Che fossero impopolari lo sapevamo benissimo. Siamo tra i maggiori penalizzati da tale orientamento. Abbiamo tentato e tenteremo in tutti i modi di trasferire la discussione in ambito assembleare. Per rendere partecipi tutte le società della dichiarata e oggettiva impossibilità di concludere la regular season. Con un minimo di apertura mentale. Ci sarebbe spazio per giocare tutti e completare la stagione. Si dovrebbe però rivedere il format dei playoff per riconoscere il merito sportivo". 

A proposito dell'Assemblea di Lega Pro, c'è dibattito anche sulla data. 
"La proposta era quelli di organizzarla prima del Consiglio Federale dell'8 giugno. Al momento non sappiamo quale potrà essere la data". 

I calciatori del Ravenna hanno fatto sentire la loro voce con una lettera aperta poi sottoscritta anche dai colleghi di altre squadre.
"Abbiamo appoggiato pienamente questa scelta fatta dai calciatori. Sacrosanto che anche loro facciano sentire la loro voce. Rendiamoci conto che queste decisioni rischiano di far perdere il lavoro a questi calciatori. Mi sarebbe piaciuto vedere una presa di posizione molto più ampia da parte di tutta la categoria. Rendiamoci comunque conto che quest'anno tocca ad alcuni di loro, il prossimo speriamo di no, ma è una categoria che viene toccata nella sua interezza. E mi sarebbe piaciuto che ci fosse una presa di posizione compatta in Serie C". 

A questo punto, si dovesse obbligatoriamente tornare in campo, non sarebbe meglio disputare tutte le partite piuttosto che i soli playout?
"Certamente, sarebbe meglio concluderlo per intero. Ma c'è un problema di tempistiche. Probabilmente se si riducessero in parte le gare dei playoff, il condizionale è d'obbligo, perché c'è un'emergenza Covid in regressione ma che non sappiamo come evolverà da qui a un mese, sarebbe fattibile come tempi. Questa situazione ci ha colpiti tutti però alcuni sono stati vittime più di altri, dovendo concentrare tutto su una o due partite. Bisogna trovare un senso a tutto questo". 

Si dovesse tornare a giocare, il Ravenna sarà pronto?
"Il club, con lo spirito che abbiamo, cercherà di farsi trovare pronto. Ci sono delle difficoltà oggettive. I medici continuano a sostenere che inaccettabile poter applicare in una categoria come la Serie C il protocollo sanitario. Ma faremo di tutto per poter assolvere a questo gravoso impegno siamo costretti ad affrontare". 

In queste settimane hanno tenuto banco le riforme che però a quanto sembra slitteranno al 2021. Sul tavolo le ipotesi C élite e B a 40 squadre. Come può questa categoria trovare maggior sostenibilità?
"Non vedo una B allargata. Vero è che sul tavolo ci sono delle proposte e che le riforme vanno fatte. Io sono più orientata sull'idea di una C d'élite". 

Sembra ci sia un po' di malumore attorno alla figura del presidente Ghirelli. La Lega Pro poteva fare altre scelte o sta percorrendo l'unica strada battibile?
"In occasione dell''Assemblea del 7 maggio, dove erano state proposte determinate cose e dove c'era unità d'intenti, considerando che a parte l'ultimo punto all'ordine del giorno, quello riguardante la quarta promozione, su tutti gli altri tutte le società erano state concordi. Poi dopo il seguente Consiglio Federale ogni club per motivazioni proprie era rimasto scontento. Ritengo che il presidente Ghirelli agisca, e non ho motivo di pensare diversamente, nell'interesse di tutti e sessanta i club. Non è facile gestire una platea così ampia. Mi auguro che si possano trovare delle soluzioni. Chiaro che mettere d'accordo sessanta presidente, sessanta società, con sessanta problemi diversi, non è facile". 

Questa stagione è ancora una grande incognita ma in casa Ravenna si guarda già al futuro? C'è la volontà di alzare l'asticella?
"Da un paio di settimane stiamo valutando le varie prospettive. Non è facile poter essere lucidi e programmare una nuova stagione quando ancora non sappiamo come si concluderà questa. Siamo una società che ha sempre valutato molto attentamente la situazione finanziaria. Sicuramente ci piacerebbe alzare leggermente il livello. Sono convinta e purtroppo non c'è stato il tempo di dimostrarlo, che gli inserimenti fatti a gennaio erano idonei per portare a termine questo campionato nel migliore dei modi. Purtroppo non c'è stata l'opportunità di vederlo appieno ma credo che l'asticella sia stata alzata già a gennaio".