Dopo la pesante sconfitta interna subita contro il Potenza nel primo turno dei playoff, Luciano Zauri si presenta ai microfoni con l'amarezza di chi ha visto svanire un risultato positivo tra le mura amiche, ma con la fermezza di chi non intende ancora alzare bandiera bianca. Il tecnico del Campobasso analizza la gara partendo dalle scelte iniziali e dalla gestione della rosa in un momento della stagione particolarmente denso di impegni.
«Per quanto riguarda gli interpreti, è chiaro che nelle ultime partite abbiamo fatto girare un po' di ragazzi. Il sistema di gioco presuppone che i quinti siano quelli più messi in azione, quindi spesso si sono alternati giocando settanta o venti minuti a seconda delle situazioni. Anche oggi, nel compito delle tre partite ravvicinate, abbiamo cercato una turnazione mantenendo comunque un assetto importante. Ma oggi credo non sia un discorso di interpreti».
Il mister sottolinea come la differenza tra le due squadre non sia stata abissale sul piano della manovra, quanto piuttosto sull'efficacia negli episodi decisivi della gara. «Al di là degli errori che ci sono stati, perché quando perdi tre a zero è evidente, credo che alla fine loro abbiano commesso i nostri stessi errori, con la differenza che loro hanno fatto gol e noi no. Dispiace perché usciamo sconfitti pesantemente, merito a loro per aver centrato tutto quello che si poteva».
Nonostante il passivo, Zauri riconosce ai suoi giocatori un atteggiamento propositivo e la voglia di restare aggrappati alla partita fino all'ultimo istante, supportati da un pubblico che non ha mai smesso di incitare la squadra. «I nostri tifosi sono gli unici che oggi non escono sconfitti. Ci prendiamo gli applausi nonostante il risultato pesante perché hanno apprezzato la stagione, ma anche la partita di oggi come atteggiamento e voglia di non mollare».
Secondo l'allenatore granata, il verdetto del campo è figlio di disattenzioni evitabili e di una mancanza di cattiveria sotto porta che è risultata fatale. «Siamo stati sempre in partita, l’occasione l’abbiamo avuta anche noi, ma quando commetti ingenuità loro ti puniscono. L'ultima cosa che voglio fare è dare la colpa ai ragazzi: le responsabilità delle sconfitte sono tutte mie, ma i complimenti che faccio è perché anche oggi credo non abbiano mai mollato nonostante le difficoltà».
Il tecnico entra poi nel dettaglio degli aspetti tecnici e mentali che hanno condizionato la prestazione difensiva e offensiva del Campobasso. «È mancata la qualità in alcune situazioni. Dietro siamo stati un po' superficiali e disordinati, mentre davanti siamo stati poco cattivi. È sempre un discorso di squadra, non del singolo. Avevamo approcciato molto bene la partita con qualità e personalità, creando situazioni interessanti, ma non siamo stati bravi a contenerli».
Il 3-0 finale è un macigno che pesa, ma Zauri preferisce guardare avanti, citando precedenti stagionali che autorizzano a sperare in un'impresa sportiva nel match di ritorno. «Sicuramente mercoledì ci servirà un grande atteggiamento e un forte senso di appartenenza alla maglia, perché tutta Campobasso e tutti i tifosi se lo meritano. Dobbiamo cercare di fare questa rimonta perché nulla è impossibile nel calcio».
Il precedente di Forlì resta il faro a cui aggrapparsi per credere nel miracolo. «Abbiamo visto a Forlì che perdevamo due a zero alla fine del primo tempo e nel giro di quindici o venti minuti la partita era sul tre a due per noi. Nel calcio tutto è possibile, come nella vita, quindi non bisogna mai mollare. Andremo lì per ottenere il massimo risultato, consapevoli che questa squadra sa come rialzarsi dopo i bocconi amari».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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