Sicula Leonzio, il presidente Leonardi: "Le retrocessioni si fanno da sè, tanti club non si iscriveranno"

22.05.2020 21:30 di Redazione NotiziarioCalcio.com   Vedi letture
Sicula Leonzio, il presidente Leonardi: "Le retrocessioni si fanno da sè, tanti club non si iscriveranno"

A due giorni dal Consiglio Federale che ha fatto discutere adottando le stesse misure per Serie A e Serie C con tanto di possibilità di ripresa del campionato, è intervenuto ai microfoni di TuttoC.com il presidente della Sicula Leonzio Giuseppe Leonardi.

Dopo il Consiglio Federale si parla tanto di questa ripresa anche se in Assemblea si era votato per lo stop, cosa ne pensa?
"Se hanno i dubbi in Serie A, immaginiamo in Serie C. Mi dispiace invece per le parole del presidente Gravina, quando lui dice che siamo professionisti è vero ma le differenze con la A sono abissali sia dal punto di vista economico che organizzativo. E' una categoria importante per la formazione di giovani calciatori ma sono dichiarazioni che non mi aspetto anche da alcuni colleghi. E' impensabile che la Serie C di tasca propria possa gestire un'emergenza con questi parametri".

La Sicula Leonzio è comunque un club virtuoso ma tante società faranno fatica soprattutto per la prossima stagione.
"Qui non c'è un problema di essere virtuosi o meno, adesso si esula da questo fatto. E' una pandemia mondiale che non è una cosa che affronti ogni anno. Io ho tante attività alberghiere e ancora stiamo studiando come far ripartire il tutto. Dal punto di vista calcistico poi sto vedendo delle immagini in Germania con i calciatori in panchina con le mascherine e poi in campo a contatto nei contrasti. E' pura follia. Purtroppo in C siamo tante piccole realtà che vanno in difficoltà in questo momento. Per me le forzature poi non funzionano più di tanto".

Tiene banco la questione della quarta promossa, come si può risolvere?
"Io ho votato la disputa dei playoff anche se non mi competeva, qui deve nascere il buon senso. Qua purtroppo le retrocessioni si fanno da sè, tante squadre non riusciranno ad iscriversi".

Eppure il vostro campionato si è praticamente fermato sul più bello, si intravedevano anche i playoff.
"Ad oggi con lo stop dei campionati con nove punti di distacco siamo matematicamente salvi senza disputare i playout. Vedevamo uno spiraglio per i playoff. Noi però è quattro mesi che siamo fermi, non c'è stato un tifoso che mi ha chiesto il rimborso dell'abbonamento. Si capisce il momento critico a livello mondiale e non solo nazionale. Qui ci si bisticcia per nulla".

E' una situazione critica per la C soprattutto dal punto di vista economico.
"Noi abbiamo oneri di squadre di Serie A, paghiamo le tasse nella stessa proporzione delle società di massima serie. E' una situazione particolare da questo punto di vista, io sono d'accordo con una riforma del calcio. Bisogna investire nelle infrastrutture, stiamo cercando di strutturarci in questo senso con uno stadio in gestione e bisogna investire su questo binario. Si rischia di far stufare la gente con questi giochi di potere".

Quindi a cosa è servita l'Assemblea dei club di Serie C dello scorso 7 maggio?
"A perdere tempo tutti, a farci prendere in giro dai più grandi. Se non ci ascoltano e ci bocciano tutto quello che abbiamo detto quindi questa cosa mi preoccupa". 

Come non si è risolto nulla quando la C si è fermata nell'ultimo turno di dicembre.
"Giusto, non si è risolto praticamente nulla".