Vicenza, Cappelletti e Barlocco: «Un onore vestire questa maglia»

26.03.2020 10:30 di Ermanno Marino   Vedi letture
Vicenza, Cappelletti e Barlocco: «Un onore vestire questa maglia»

Ottavo appuntamento sui canali social ufficiali del Vicenza. Ieri protagonisti del fuoco di domande Daniel Cappelletti e Luca Barlocco che hanno risposto alle curiosità dei tifosi.

Tutte le curiosità rivolte a Daniel Cappelletti:

Quando è previsto il lieto evento? “Mia moglie è entrata nell’ultima settimana di gravidanza ieri, ogni momento è quello buono, adesso gli ospedali sono in subbuglio quindi siamo un po’ preoccupati per questo. Soprattutto mia moglie, poverina, dovrà stare lì da sola ad aspettare perché mi faranno entrare solo 20 minuti quando nasce. Speriamo bene”.

Cosa si mangia sta sera? “Ho già in forno il pollo”.

Chi è il tuo idolo? “Sono sempre stato un fan sfegatato di Gennaro Gattuso, da milanista, avevo i suoi poster, i suoi libri, quando li leggevo mi veniva la pelle d’oca, mi sono sempre ispirato a lui. Da quando ho iniziato a giocare da professionista però mi sono un po’ concentrato di più su me stesso”.

Come ti trovi a Vicenza? “Io vivo ancora a Padova, ma in una piazza come Vicenza si respira la tradizione e l’entusiasmo di tutti tifosi per questa squadra, ciò rappresenta qualcosa di speciale per tutta la provincia, è un piacere e un onore vestire questa maglia e rappresentare questa R che portiamo sul petto. Quest’attaccamento si sente di più rispetto ad altre piazze”.

Come sta Saraniti? “Ci terrei a tranquillizzare tutti, Saraniti sta bene, la sua famiglia sta bene, non c’è da preoccuparsi. Cerchiamo di fare quello che dicono le istituzioni, se tutti lo facciamo ne usciremo prima insieme”.

Come hai conciliato gli studi con il lavoro? “Di tempo libero ne abbiamo parecchio, se non ci si sveglia troppo tardi la mattina, il tempo per studiare si trova, oltre al tempo però serve la voglia. Ci sono stati dei momenti un po’ faticosi anche per me, a volte è stato un po’ difficile organizzarsi, ma è stata una grandissima soddisfazione”.

Il gol più bello con la maglia del Vicenza? “Direi probabilmente quello con il Modena, perché sono un amante dei colpi di testa su calcio da fermo. Il tiro da fuori con il Ravenna è stato un po’ casuale, anche se molto bello”.

L’attaccante più ostico che hai incontrato quest’anno? “Il più fastidioso Kargbo della Reggiana, velocissimo, bisognava stare attentissimi per non lasciargli lo spazio, faccio un po’ più fatica con quelli più piccoli e sguscianti”.

Hai comprato il Bimbi? “Non ce l’ho, mi piace cucinare da me, il Bimbi invece sostituisce il cuoco”.

Cosa provate quando venite ad esultare sotto la Curva? “Quando preparo la partita, penso sempre al momento in cui si arriverà a festeggiare sotto la curva, è il momento in cui raccogli tutto ciò che hai seminato durante la settimana, tutte le fatiche e i sacrifici. Quest’anno ci siamo tolti questa soddisfazione parecchie volte e si è creato davvero un bel clima. Questi momenti ci mancano tanto adesso”.

Hai mai cucinato per la squadra? “Negli anni passati mi è capitato di portare le pizze fatte da me alla squadra, quest’anno non ne ho ancora avuto il tempo. Diciamo che mia figlia Gioia occupa gran parte del mio tempo, poi con Chiara in dolce attesa, diciamo che sono sempre abbastanza impegnato per riuscire a cucinare per così tante persone. Spero di riuscire a farlo al più presto, anche perché i miei compagni vogliono assaggiare qualcosa (ride, ndr)”.

Impressioni del pubblico a Cesena. “La cornice era splendida e lo stadio lo permetteva. Avere tutti i tifosi così vicini ti permette di sentire ancora di più il calore, è stata una giornata perfetta, compreso il risultato. E’ stata l’ultima volta che siamo scesi in campo, speriamo di poter rivivere presto queste emozioni”.

Come ti trovi in coppia con Padella? “Beh anche i numeri parlano da soli, siamo una coppia affiatata e ci completiamo bene. Io sono più aggressivo in avanti, più portato all’anticipo e allo stare alto, mentre lui è meno istintivo, ragiona più di me”.

Cappe, ti fai i capelli rossi in caso di B? “Io per la promozione in B sarei disposto a fare di tutto (ride, ndr). I capelli rossi me li faccio volentieri, vedremo cosa accadrà?”.

In caso di B fai un buffet per tutta la curva? “Siete in troppi. Mi servirebbe un catering per fare da mangiare a tutti, oppure mi dovrei mettere 2-3 giorni lì di fila a cucinare”.

Piatto tipico veneto preferito? “Bigoli con il ragù di anitra. Ma anche il baccalà alla vicentina, sono stato anche alla sagra del baccalà di Sandrigo, pochi giorni fa ho cucinato un risotto proprio con quello”.

Chi scegli tra Vano, Odogwu, Magrassi? “L’accoppiata Odogwu-Magrassi ci ha messo parecchio in difficoltà in entrambe le gare, molto fastidiosi. Vano all’andata ci aveva impressionato di più”.

Perché i tifosi padovani ce l’hanno con te? “Perché non ho mai cucinato per la curva, scherzo. Ci sono state delle incomprensioni quando le cose andavano male, si vede tutto negativo e purtroppo si cercano dei capri espiatori. C’è stata una situazione che ha creato delle incongruenze e non si è riusciti più a ricucire, anche a causa della retrocessione. Ma è una pagina giù voltata e non voglio ritornaci”.

Qual è il giocatore più forte con cui hai giocato? “Uscito dalla Primavera del Padova ho giocato con El Shaarawy. Lui era veramente sopra la media, faceva delle cose con una facilità allucinante, una qualità tecnica incredibile. Si vedeva che era un talento naturale ed è arrivato al top”.

Preferiresti campionato congelato o ripartire in estate? “Vincerlo sul campo avrebbe un sapore decisamente diverso. Stiamo parlando di una cosa che è più grande di noi e che ci creerà problemi ben più grossi al di fuori del calcio, noi dobbiamo solo essere positivi. Teniamo duro e torneremo tutti insieme a cantare sotto la Curva del Menti”.

Tutte le curiosità rivolte a Luca Barlocco:

Chi è il tuo idolo? “Non ho mai avuto un vero e proprio idolo, mi sono piaciuti molti giocatori del mio ruolo, come Fabio Grosso, ad oggi mi piace molto Robertson del Liverpool. Prendo ispirazione dai più bravi”.

Come ti trovi a Vicenza?  “Io abito a Vicenza, si sente forse di più l’attaccamento alla maglia e si sente molto di più rispetto tante altre piazze in cui ho giocato, è una cosa molto positiva e per questo mi trovo molto bene”.

Come hai conciliato gli studi con il lavoro?  “Il nostro lavoro ci porta via quasi sempre solo i pomeriggi, per questo per me la mattina è impiegata per lo studio. A volte può essere complicato fare esami o incastrarli tra gli impegni, però con calma e tranquillità si riescono a fare entrambe le cose”.

Come mai ti chiamano Rombo? “Rombo è partito da Davide Bianchi, mi disse che era uscito un articolo sul Giornale di Vicenza che mi descriveva come rombo e da lì ha iniziato a chiamarmi Rombo, poi gli altri un po’ alla volta hanno cominciato a seguirlo”.

Quanti gol fai a stagione? “Per ora ho fatto sempre e solo un gol a stagione, quest’anno spero di raddoppiare me ne manca uno”.

Cosa provi quando vieni ad esultare sotto la Curva? “E’ uno dei momenti più belli della partita, arrivi stanco, con i tre punti e c’è la Curva che festeggia con te. E’ un momento davvero emozionante che vorrei viver ogni partita”.

Ti fai i capelli biondi in caso di B? “No, non credo. Non vorrei rovinare le fotocamere (ride, ndr)”.

Come stanno andando gli studi? “Sto finendo il terzo anno su cinque di giurisprudenza, non mi metto fretta ma ho voglia di laurearmi”.

Impressioni del pubblico a Cesena. “E’ stata l’ennesima dimostrazione di una grandissima tifoseria, il colpo d’occhio era davvero bello e sentire cantare così forte fuori casa è ancora più emozionante del solito”.

Come ti trovi con Giacomelli davanti? “Con Jack mi trovo bene, ma con anche tutti gli altri esterni. Non mi sento limitato perché posso dare la sovrapposizione per giocare l’uno contro uno o il due contro uno. Preferisco giocare con l’esterno davanti, perché possiamo attaccare meglio, creando soluzioni per entrambi e poi anche in fase difensiva può darti una mano”.

Tu cucini o mangi? “Io mangio assolutamente. In cucina mi limito al necessario, resto umile e non esco dagli schemi (ride, ndr)”.

Piatto tipico veneto preferito? “Bigoli. Il baccalà non l’ho ancora mangiato, appena finirà la quarantena prometto di assaggiarlo, perché cucinarlo a casa non mi sembra il caso”.

Meglio i 3 punti o un 30 ad un esame? “Meglio i 3 punti con il Lane, posso sempre prendere 29”.

Qual è il giocatore più forte con cui hai giocato? “Pablo Gonzalez. Ho giocato con lui a Novara e ad Alessandria, ha sempre fatto la differenza. Ha fatto sia la Serie A che la B, aveva delle qualità incredibili”.

Come vi allenate in questo periodo? “Cerchiamo di fare tutto a casa, grazie anche alla società che ci ha messo a disposizione diversi attrezzi e quindi stiamo seguendo il programma che ci ha dato il preparatore”.