Arzachena, Peana avverte il Tor Sapienza: «Dobbiamo fare punti a tutti i costi»

21.02.2020 08:00 di Massimo Poerio   Vedi letture
Arzachena, Peana avverte il Tor Sapienza: «Dobbiamo fare punti a tutti i costi»

Andrea Peana ha parlato ai canali ufficiali del club dell'Arzachena nel consueto Spazio Biancoverde. Classe 1986, trentaquattrenne, di Alghero, difensore, è uno dei senatori. Andrea è un ragazzo che non fa rumore, ma non per questo la sua personalità non spicca all’interno dello spogliatoio. Educato, a modo, equilibrato. Fidanzato da tempo, quando non si allena, con la sua compagna e con il loro cane, un cocker color miele meraviglioso, ama fare lunghe passeggiate in riva al mare. Spesso esce anche con alcuni compagni di squadra come Ponsat, Sirigu, Mannoni, Steri ed Olivera.  Nasce difensore centrale ma all’occorrenza si adatta tranquillamente a fare il terzino.

Di poche parole si è detto,  ma in campo e durante gli allenamenti il suo temperamento da buon sardo si fa sentire. I quattro mori non li ha tatuati sul petto ma è come se li avesse, sostiene che giocare nella propria terra, tanto amata, lo fa sentire più responsabile: “Ho giocato diversi anni lontano da casa, ma da quando sono tornato, mi sono reso conto che noi sardi se giochiamo qui diamo qualcosa in più. Sento un senso di responsabilità verso la mia terra”.

Peana definisce questo spogliatoio 2019/2020: “Unito e voglioso di crescere” senza troppi giri di parole. “Mannoni è il più acculturato”- risponde – “Ponsat e Sirigu sono i più divertenti, Steri il più stiloso”. Finita l’intervista ci confessa che Alessandro Steri in passato ha dato dimostrazione di essere un vero esperto di stile. Katriel Islamaj è il più forte della squadra ma il più permaloso ammetto di essere io, mi metto sul gradino più alto, ma probabilmente è perché sono sardo".

Andrea sa che la partita contro il Tor Sapienza sarà una partita importante: ”Dobbiamo rifarci dopo le ultime due sconfitte consecutive subite. Dobbiamo far punti a tutti i costi e non possiamo sbagliare, fare bene per forza è d’obbligo”.