Barellini cerca il record di reti: «A Sona per crescere»

14.10.2021 10:00 di Maria Lopez   vedi letture
Fonte: L'Arena
Barellini cerca il record di reti: «A Sona per crescere»

Jacopo Barellini, toscano fino al midollo divide l’appartamento con Dario Flores, uruguagio, e Idriz Tosckic, calciatore montenegrino. Una esplosione di lingue diverse che arricchisce la quotidianità del trio rossoblù.

«A dir il vero Tosckic ha l’accento barese.Ènato a Molfetta e ha la cittadinanza italiana », precisa Barellini, nativo di Siena e legato a doppio filo con la città del Palio.

«Lì vivono il mio babbo, la mamma e sorella Veronica. Sono della contrada dell’Istrice. Purtroppo non vinciamo il drappo dal 2008...», racconta tra l’altro il difensore centrale ancora una volta protagonista con la casacca del Sona. Domenica è stato sua la rete che ha aperto la strada del successo dell’equipe di Filippo Damini. Una deviazione vincente di piede che va a sommarsi al gol di testa che ha rifilato alla Castellanzese alla terza giornata. «Il mio record è di tre reti, nell’ultima stagione, alla Sangiovannese (serie D toscana, ndr). Sono sulla buona strada per batterlo», ride il neo ventiduenne che più che alla gloria di goleador è alla caccia di prestazioni personali e di gruppo per spiccare il volo.

«A fine agosto sono stato contatto dal direttore sportivo Gabriel Maule e dopo aver fatto una rapida valutazione ho accettato subito di legarmi al Sona, in un girone dove c’è più visibilità per noi giocatori. Non nego che speravo in un salto tra i professionisti. Ma c’è ancora tempo per cullare i sogni», continua Barellini che dopo le giovanili nel Siena («sarebbe il massimo indossare la casacca della mia città sul campo dove per anni ho fatto il raccattapalle») è passato dall’Arezzo e per un anno anche alla Primavera del Chievo con Vignato, ora asso del Bologna. Spiega: «Non giocavo moltissimo ma ho imparato molto da mister Lorenzo D’Anna. È stata una esperienza fantastica, molto utile per la mia crescita di giocatore. Il campionato successivo sono passato all’Aglianese e successivamente alla Sangiovannese condotto da Jacobelli. Un tecnico che mi ha sempre spinto a giocare palla a terra, a prendermi i giusti rischi. Ritengo che un difensore debba dare tranquillità ai compagni di squadra ma soprattutto essere in grado di far ripartire la manovra dal basso senza lanci lunghi», sottolinea Jacopo, colpito dalla compattezza del gruppo.

«Siamo un organico molto giovane, aperto, unito. Non ho avuto alcuna difficoltà ad integrarmi anche perché la società è molto attenta alle nostre esigenze. I dirigenti ci hanno chiesto di centrare la salvezza e questo buon avvio ci fa ben sperare. Se poi possiamo ambire a qualche traguardo maggiore lo capiremo solo strada facendo».