Il clima attorno alla Reggina si scalda non solo per i risultati sul campo, ma soprattutto per le prospettive societarie che sembrano essere arrivate a un punto di svolta decisivo. Il Presidente del Consiglio Comunale, Mimmo Battaglia, ha analizzato con chiarezza la situazione attuale del club amaranto, partendo dal presupposto che l'interesse delle istituzioni rimane altissimo affinché il calcio a Reggio Calabria possa avere basi solide e durature nel tempo.

«Siamo stati allo stadio e la Reggina ha vinto, questa è una buona notizia perché noi siamo tifosi quanto gli altri, non c'è differenza in questo» ha esordito Battaglia, sottolineando il legame viscerale tra la città e la squadra. «L'idea che la Reggina sia di proprietà di una società è una certezza, ma il Comune è interessato che la società resti in buone mani se quella attuale decide di passare la mano».

Le parole di Battaglia aprono scenari importanti per quanto riguarda il futuro della proprietà, ipotizzando un possibile avvicendamento al vertice: «Io credo che le condizioni oggi siano favorevoli, può darsi che ci sia una nuova credibilità e affidabilità che vede Reggio ormai guardata sul panorama nazionale come una piazza importante in tutti i sensi. Non solo per il calcio, ma anche per la ritrovata credibilità».

Il riferimento è alla capacità attrattiva che la città ha recuperato negli ultimi tempi, un fattore che potrebbe spingere nuovi investitori a farsi avanti: «Ci possono essere imprenditori che mi auguro locali ma, se non lo fossero, anche di calatura nazionale interessati a rilevare la Reggina. Chiaramente io non posso entrare in una vicenda che vede prima di tutto uno scambio tra società, ma il Comune ha interesse a favorire la continuità».

Battaglia ha poi voluto rimarcare la differenza tra la gestione sportiva e quella amministrativa del club, difendendo in parte l'operato dell'attuale governance sotto il profilo della stabilità: «Oggi forse non ci sono i risultati sportivi, ma non c'è neanche l'affossamento della società. Queste cose bisogna dirle perché il rischio è stato altissimo, anche guardando le vicende personali di altri imprenditori che si erano fatti avanti».

Il focus si è poi spostato sulla categoria, ritenuta non idonea alla storia e al blasone di Reggio Calabria: «Oggi c'è un mancato risultato raggiunto e questo è pesante perché la Reggina non può stare in Serie D. Noi siamo tutti tifosi e vogliamo la Reggina in Serie A, possibilmente, ma si deve costruire un rapporto tra chi vuole rilevare il club e chi attualmente ne è proprietario».

Secondo il rappresentante delle istituzioni, l'iter per un eventuale passaggio di quote è chiaro e non deve necessariamente passare per Palazzo San Giorgio, se non in termini di supervisione: «Chi vuole la Reggina sa dove rivolgersi e deve pagare chi attualmente è proprietario. Gli enti come l'amministrazione comunale hanno il dovere di vigilare qualora le cose andassero verso una deriva incontrollabile».

La conferma più pesante riguarda però lo stato d'animo della dirigenza attuale: «Mi pare di capire, leggo un'intenzione dell'attuale proprietà di passare la mano, probabilmente anche un segnale di stanchezza rispetto ai risultati che non sono venuti nei tempi e nei modi che la società si era prefissata. L'augurio è che si faccia avanti qualche gruppo con un programma serio di rilancio per garantire orizzonti sportivi importanti».

Sezione: Serie D / Data: Lun 11 maggio 2026 alle 11:07
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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