CLAMOROSO! Si ritira a 24 anni: «Incompatibile con ciò che circola nel mondo del calcio»

L'ex Pescara, Fano, Taranto, Avezzano e Montegiorgio
ha appeso gli scarpini al chiodo e dice addio al calcio
06.08.2020 10:08 di Davide Guardabascio   Vedi letture
CLAMOROSO! Si ritira a 24 anni: «Incompatibile con ciò che circola nel mondo del calcio»

Farà sicuramente discutere la scelta di un giovane calciatore, di appena 24 anni, di ritirarsi e dire addio al mondo del calcio. Non è il primo che fa questa scelta e non è nemmeno il più giovane. Basti ricordare il caso del giovanissimo Andrea Ghislazoni che disse basta e spiegò la sua scelta con parole molto forti nel 2015 (clicca qui).

Stavolta a dire basta è il terzino sinistro, ma anche difensore centrale all'occorrenza, Daniel Di Nicola, classe 1996, che con una lettera aperta ha spiegato i motivi che lo hanno spinto a dire basta. Di Nicola ha vissuto sin qui una carriera da professionista, giocando tra Serie B, C e D. Con maglie come quella di Pescara, Fano, Taranto, Rimini, Virtus Lanciano, Avezzano e, nell'ultima stagione, Montegiorgio.

Di seguito la lettera aperta di Di Nicola

Non so da dove cominciare, perché è senza dubbio, per adesso, la decisione più forte della mia vita. Mi sono preso del tempo per metabolizzare questa scelta, dei mesi, perché non mi servivano consiglieri o opinionisti al di fuori delle persone che mi vogliono bene veramente.

Però è giusto fare chiarezza anche per tante persone che, nel bene o nel male, mi hanno sempre seguito e che magari non sanno la situazione per evitare equivoci. Ho deciso di allontanarmi dal mio mondo, dal calcio, già da aprile. Ho deciso di lasciare il mio migliore amico, il pallone.

Lo faccio perché mi sono concentrato sul completare e continuare gli studi universitari e, soprattutto, perché mi è capitata un’occasione lavorativa importante, presso una delle multinazionali leader in Europa nel mercato dell’editoria professionale. Quest’occasione mi capita concretamente adesso e non so se mi ricapiterebbe tra sei mesi o dieci anni, perchè tra serie D e serie C, di certo per diversi anni avrei potuto continuare a divertirmi.

Mi sono arrivate diverse richieste in questi giorni ma con il cuore in mano le ho declinate tutte. Ho detto di no al mio procuratore, che ringrazio perché seppur spiazzato in un primo momento, mi ha capito. Ho detto di no a compagni e allenatori che volevano portarmi con loro.

Ho detto di no perché è arrivato per me il momento di fare lo switch, di cambiare e di intraprendere la mia carriera lavorativa in un altro ambiente che mi affascina e mi stimola tantissimo.

È da un po’ che con il mondo del calcio, con tutto ciò che circola all’interno, sono diventato incompatibile. I motivi sono tanti e di cose storte negli ultimi tempi ne ho viste troppe, inutile dilungarmi.

Sono partito da zero e ho sempre contato solo su di me, sulle mie gambe, sul mio fiato, sul mio cuore. Con il pallone io ci sono nato, e non pensate che a 24 anni sia semplice staccare il cordone ombelicale da quello che ho fatto fino a ieri.

Il calcio mi ha fatto uscire di casa a 13 anni, ho lottato per un sogno, lontano dalla famiglia, ho fatto sacrifici, ho preso porte chiuse in faccia ma anche soddisfazioni. Ho fatto della mia passione il mio lavoro per 6 anni, sognavo di giocare in serie A, come tutti i bambini, purtroppo non ci sono arrivato . Ma ho fatto il massimo di ciò che era nelle mie potenzialità, non ho nessun rimpianto.

Ho vissuto il calcio professionistico per diversi anni, ho giocato in piazze calde e importanti. Spero di aver lasciato qualcosa in campo ma soprattutto fuori, di essermi meritato il rispetto come persona oltre che come giocatore. Su quel campo ho buttato sudore , fatica, e solo chi lo fa purtroppo può capire cosa c’è nel backstage, dietro le quinte. Quante rinunce, momenti difficili, ostacoli che sembrano insormontabili.
 

Caro pallone mio, io devo solo ringraziarti , perché mi hai insegnato a vivere. Mi hai fatto diventare uomo, mi hai fatto conoscere ogni città che con la sua gente di volta in volta mi ha accolto, mi hai fatto capire cosa significa lottare per un obiettivo comune, mi hai trasmesso che la felicità è reale solo se condivisa con i compagni, con i tifosi, con gli affetti, altrimenti nulla avrebbe senso se fosse stato solo per me stesso. Mi hai fatto il regalo più grande che potessi farmi, hai formato il carattere e la mentalità che mi ritrovo oggi, e se non fosse stato per te, non so se sarei lo stesso.

Mi hai forgiato, adesso tocca a me. Ti prometto che avrò sempre un posto nel cuore riservato solo a te, ripenserò a quello che abbiamo vissuto e a volte sorriderò, a volte forse avrò un buco nello stomaco, ma ti porterò con me.

Grazie per le emozioni e i brividi che mi hai dat, grazie per questi anni meravigliosi. Comincia per me un nuovo capitolo della mia vita, e lo farò con la stessa determinazione, la carica e l’entusiasmo che mi portavo nello spogliatoio prima di una partita importante.
 

Faber est suae quisque fortunae, ognuno è artefice della propria fortuna, del proprio destino.

Grazie,


Daniel Di Nicola