Correggese, Lazzaretti: "La Serie D è più dura della C..."

23.05.2019 13:30 di Nicolas Lopez   Vedi letture
Fonte: gazzetta di modena
Correggese, Lazzaretti: "La Serie D è più dura della C..."

Una premessa. Claudio Lazzaretti accetta di buon grado il dialogo su Reggiana, Correggese, l’universo serie D a 360 gradi, ma non vuol parlare del Carpi. Sull’argomento, sulla ventilata sua disponibilità a rilevare la società biancorossa da Bonacini, bocca cucita. Anche se l’assist glielo ha girato proprio mister Gaudi.

«Non so perché l’abbia fatto, sono dieci giorni che non si parla d’altro, la cosa ha stufato me e penso anche voi, sportivamente parlando sono concentrato solo ed esclusivamente sull’allestimento della Correggese, stiamo lavorando». Lazzaretti, due giorni fa, si è accomodato in tribuna per assistere al match con il Fanfulla. «Per me - dice- è sempre un piacere quando posso vedere la Reggiana e poi checché se ne dica un playoff ha sempre il suo fascino”. Giudizio sulla partita? «Quando la posta in palio è importante è difficile pretendere anche il bel gioco, poi ad un certo punto il terreno pesante non ha di certo favorito palleggio e triangolazioni. Alla fine ha vinto meritatamente la squadra migliore. Piuttosto mi lasci dire che ho visto un match a ritmo basso, mi ricordavo una serie D con maggior intensità, più corsa, cadenze più elevate». Sarà anche a Modena? «Direi di sì». Da conoscitore della serie D come si spiega il mancato successo di Modena e Reggiana? «Per la Reggiana la giustificazione sta nell’essere partita tardi, dall’aver dovuto fare tutto in fretta e furia, il Modena l’ho visto giocare una sola volta, difficile dare spiegazioni, hanno trovato una Pergolettese più continua, vera sorpresa, la gente lo dimentica, ma vincere non è mai facile, il blasone non è sinonimo di punti, oggi come oggi la D è più difficile della serie C». Convinto? «Sì, a parte che vince una sola, in D ci sono squadre ben allenate, organizzate, con giocatori veri, nella Pro Sesto, per fare un esempio, gioca Bertani, con anni di C e B alle spalle, sarà avanti con gli anni ma è pur sempre in grado in ogni momento di fare la giocata vincente».

In D la differenza la fanno gli under? «Quando ne devi schierare 4 su 11 diventano fondamentali, la costruzione deve partire da lì, poi è chiaro che servono anche esperti che sappiano calarsi nella categoria, che abbiano la giusta umiltà per scendere in un campionato lontano dai riflettori, ma tosto, impegnativo». Discorso che vale anche per l’allenatore, meglio uno che conosca, abbia vinto la categoria oppure per certe piazze uno di “nome”? «Sono fautore di un tecnico che faccia bel gioco, perché alla fine con quello vinci e paga sempre, poi la Correggese ed altre possono permettersi di provare con allenatori emergenti, in piazze come Reggio. Modena, Mantova serve uno con esperienza, che sappia gestire la pressione ed i momenti negativi ». La prossima stagione si profila all’insegna del derby, Correggese, Lentigione, forse Reggiana, per voi un sogno, per i granata un incubo… «Non avremo nulla da perdere, sarà stimolante, a parte che auguro alla Reggiana di rientrare in C dalla porta di servizio dei ripescaggi, però già ci è capitato di affrontare formazioni blasonate, un anno fa la Lucchese, anche se rievoca tristi ricordi, quello successivo il Parma, poi il Rimini ».