Cosimo Sibilia: "Società in disaccordo? Facciano ricorso. Mi opporrò ad un'altra categoria tra A e D..."

26.05.2020 09:11 di Redazione NotiziarioCalcio.com   Vedi letture
Fonte: Vincenzo Piergallino - tuttoturris.com
Cosimo Sibilia: "Società in disaccordo? Facciano ricorso. Mi opporrò ad un'altra categoria tra A e D..."

Sostenitore e fautore di un’immediata riforma dei campionati, ma assolutamente contrario al ripristino della vecchia C2. Parole e musica del presidente della LND Cosimo Sibilia, che intervenuto alla trasmissione Sportinoro si è espresso così al proposito: “Sono fortemente convinto che in Italia 100 squadre professionistiche siano troppe, il sistema calcio non le regge più. Quando sono stato contrario al commissariamento del CONI ho appoggiato l’attuale presidente della FIGC e nel nostro programma c’è appunto la riforma dei campionati. Col decreto governativo recentemente rilasciato abbiamo un’occasione unica per metterla in atto, abbreviando i termini. Il tema era già oggetto di discussione prima dell’emergenza sanitaria ma sarà ripreso nel prossimo Consiglio Federale, anche perché riteniamo che questo passaggio non sia più procrastinabile. Ovviamente non accetterò mai qualsiasi proposta che vada a penalizzare la serie D. Ad esempio, se oggi per arrivare in A dalla D bisogna scalare tre categorie, non sarei disponibile a discutere dell’aggiunta di un’altra serie per raggiungere questo obiettivo. Siamo consapevoli che per il bene comune ogni lega deve sacrificarsi, ma non possono chiederci l’inserimento di un altro gradino a quella che è la normale scala tra le categorie”.

Parole non banali quelle rilasciate dal numero uno della Lega Dilettanti, soprattutto in virtù del grande peso elettivo che la stessa Lega gode in Consiglio Federale, vale a dire il 34% dei voti.

Sulla proposta di cristallizzare la classifica, con promozione delle attuali prime e retrocessione delle ultime quattro: “Pensiamo di aver adottato la scelta più giusta, poi se qualche società non è della stessa opinione può sempre presentare ricorso agli organi preposti. Se ci sarà un’autorità superiore che ci imporrà di agire diversamente, siamo fronti a fare non uno ma dieci passi indietro. La nostra è pur sempre una proposta al Consiglio Federale, che diventerà esecutiva solo con il voto dello stesso”.