Crema, Baretti: «In un anno oltre 20 richieste da club professionistici»

20.11.2019 13:30 di Elena Gestra   Vedi letture
Crema, Baretti: «In un anno oltre 20 richieste da club professionistici»

Reduce dal corso per direttore sportivo a Coverciano, Andrea Baretti fa il punto sul settore giovanile del Crema. Un incarico che ricopre da quando, nel giugno del 2028, ha lasciato il Brusaporto dopo aver svolto un ottimo lavoro. Ecco che cosa ci ha detto nell’intervista.

Iniziamo da Coverciano. Un’esperienza che la qualifica al meglio.

«Sicuramente molto formativa. Ho conosciuto Samaden dell’Inter, Carbone del Milan e Cherubini della Juventus. Tutte figure di alto profilo che hanno condiviso le logiche e le dinamiche apprese in tanti anni di calcio giovanile. Un livello molto alto che mi ha dato moltissimo sia in termini professionali sia in termini umani. La figura del direttore sportivo è cruciale in una società ma, a detta degli esperti, si tratta di un ruolo che può essere esercitato in modo compiuto solo dopo un passaggio preliminare nel settore giovanile. Concordo con questa visione. Qui si impara molto e il contatto diretto con i ragazzi è molto gratificante».

La Juniores è la formazione più vicina alla prima squadra. Come stanno andando le cose?

«Il gruppo si sta consolidando. I ragazzi stanno cercando di amalgamarsi. È un problema che deriva dalla difficoltà di unire percorsi differenti. La squadra è alla ricerca dei propri equilibri. Sono certo che li troverà continuando a lavorare sodo. Ma a rotazione abbiamo giocatori che si allenano con la prima squadra. Un dato molto importante e significativo».

Il gruppo degli Allievi?

«I 2003 disputano il campionato regionale. Stanno facendo una buona stagione. Vedo progressi nel gioco e nei risultati. Sono in zona play off. È la nostra meta. In prospettiva rappresentano la base per la Juniores. Gli Under 16 sono primi nel loro girone. Stanno dimostrando di essere in linea con il nostro programma. Riconosco a questo gruppo doti spiccate e grandi potenzialità».

Passiamo ai Giovanissimi e agli Esordienti.

«Gli Under 15 stanno affrontando un campionato molto impegnativo. All’inizio hanno accusato il colpo. Poi, invece, hanno reagito. Il loro obbiettivo è mantenere la categoria regionale. Non ci sono margini di errore. Dovranno dare il massimo ed essere molto concreti. I Giovanissimi 2006 giocano sotto età e stanno facendo bene. Per quanto riguarda gli Esordienti 2007, il gruppo è caratterizzato da una forte coesione. Le individualità sono interessanti. I 2008 hanno sviluppato un’ottima mentalità. Le prestazioni sono convincenti ma ci sono ampi margini di miglioramento».

Pulcini e attività di base.

«I 2009 migliorano in modo costante. Il gruppo 2010 è stato incrementato numericamente introducendo ragazzi di valore. I 2011 giocano sotto età. Sul piano della crescita vedo un’evoluzione positiva.

Devo dire che la gran parte delle richieste di provini da parte delle società di Serie A, B e C interessa questa fascia di età».

Come crescete i vostri talenti?

«Abbiamo cercato di garantire la migliore formazione sportiva e umana per i ragazzi. È vero che lo scouting è importante. Ma questo è un passaggio che non deve pregiudicare un lavoro di costruzione del talento condotto prima di tutto a partire dalle nostre squadre. È il motivo per cui abbiamo introdotto il terzo allenamento per i più piccoli. Più giocano e più si rafforzano. Intravedo in queste annate la possibilità di individuare ragazzi capaci di esordire un domani in prima squadra. Siamo  cresciuti molto e continuiamo a farlo. Il mondo del calcio professionistico ci rispetta. L’anno scorso abbiamo avuto richieste per più di venti provini da parte delle società professionistiche. È il segnale che stiamo lavorando con serietà, passione e professionalità».