FC Messina, Barcos si presenta: «Abbiamo una squadra che può giocare meglio e con...»

31.10.2020 01:00 di Redazione NotiziarioCalcio.com Twitter:    Vedi letture
FC Messina, Barcos si presenta: «Abbiamo una squadra che può giocare meglio e con...»

E’ arrivato il giorno della presentazione di Hernan Barcos, 36 anni, nato a Bell Ville, nella provincia di Cordoba in Argentina come nuovo centravanti del Football Club Messina. Nella pancia del “Giovanni Celeste” è il ds Cesar Grabinski, anche lui argentino di Cordoba, a fare da interprete, visto che Barcos non parla italiano, ma arriva nella nostra serie D, dopo una trattativa lunga e laboriosa, con le migliori intenzioni, dopo essere stato molto vicino, nel corso dei suoi anni da giramondo del calcio, ad approdare in Italia. “La trattativa, in realtà – dice Barcos – tra me, Rocco e Cesar è stata muy rapida, così come la mia decisione di venire qui. C’è voluto tempo per risolvere la situazione burocratica con il Bashundara Kings, la squadra del Bangladesh in cui ero tesserato, ma il resto è stato velocissimo. Ho giocato per 17 anni da professionista nelle prime divisioni in ogni Paese in cui sono stato, ma ho accettato subito il progetto del club e la sfida, a questo punto della mia carriera, di venire qui, perché sono attratto dalla vita che potrò fare in questa città ed ho intenzione di lasciare il segno. Ho le motivazioni per fare bene anche in questa categoria, perché nel calcio conta il contesto in cui trovi, conta la testa, lo spirito competitivo e qui ci sono ragazzi forti che lottano ogni giorno per conquistarsi il posto in campo. Domenica scorsa non abbiamo giocato una grossa partita, abbiamo una squadra che può giocare meglio e con il lavoro del nuovo allenatore sono sicuro che miglioreremo molto sul piano tattico e tecnico. Ma ho apprezzato molto lo spirito di gruppo dei miei compagni, che hanno sofferto insieme per portare a casa la vittoria”

Barcos ha già giocato in Europa con Sporting Lisbona e Stella Rossa Belgrado: “Ho molti bei ricordi delle mie esperienze europee, così come di quelle in Sud America o Asia, ho imparato molto in tutti i posti in cui ho giocato. Oggi sono venuto a giocare a Messina, qui ho l’opportunità di fare la mia parte, perché da solo non posso fare niente, ma sono pronto a dare il mio contributo al gruppo per le fortune della mia nuova squadra. Io metto a disposizione la mia esperienza acquisita in carriera da professionista e proverò ad essere un valore aggiunto, soprattutto per i giovani, cui mi piace tantissimo poter dare una mano“

Hernan Barcos era un idolo nel Gremio, in Brasile, è conosciuto come “El Pirata”, anche se si tratta di un soprannome che non gli piaceva molto: “In Ecuador mi hanno dato questo nomignolo, inventandosi una storia col mio cognome secondo la quale ero sbarcato come un pirata, che mi sono portato anche in Brasile, ma, dalle nostre parti, il pirata è uno che vive molto la notte, senza regole, cosa che non mi appartiene assolutamente. Poi, alla prima partita in Brasile ho segnato e, istintivamente, esultando, ho portato la mano sull’occhio, come se fosse stata una benda, per cui, da allora, sono rimasto El Pirata.”

Barcos si trova a giocare con compagni di tante nazionalità, tra cui anche argentini, ma non si fa alcun problema: “La cosa più importante è giocare con un solo obiettivo ed aiutarsi in campo, e, per fare questo, non conta da quale Paese provieni, ma lo spirito con cui affronti le cose. Quindi, non mi preoccupo affatto per questo”.