Igea Virtus, l'ex diggì Scibilia: "Se hai dieci euro... non mangi caviale e champagne al ristorante"

11.10.2018 09:00 di Davide Guardabascio  articolo letto 1240 volte
© Foto di Puccio Rotella
© Foto di Puccio Rotella

Appena poche settimane. Questo il lasso di tempo che è durato l'incarico di direttore generale dell'Igea Virtus di Martino Scibilia. Poi, pare, dissidi col presidente Grillo hanno portato alla rottura.

A Messinasportiva.it, Scibilia dichiara: "Ringrazio l’Igea per la fiducia che aveva riposto in me, ai ragazzi e ai tifosi per l’affetto che mi hanno dimostrato in questo breve periodo. Mi auguro che l’Igea Virtus possa raggiungere l’obiettivo stagionale, che è quello della salvezza. Con il presidente Grillo avevamo delle normali diversità a livello gestionale che abbiamo cercato di superare, poi non appena ho capito che queste diversità di vedute erano insormontabili ho ritenuto che non ci fossero più i presupposti per compiere il mio lavoro e quindi ho ritenuto opportuno farmi da parte. Ci tengo a precisare che alcuni aspetti circa la gestione della partita con il Bari non c’entrano nulla, sono problemi nati prima. Sapevo benissimo che l’obiettivo stagionale era quello di una salvezza da raggiungere il prima possibile. La squadra è buona ma a mio giudizio mancano almeno due o tre elementi potenzialmente titolari. Naturalmente bisogna tener conto che questo nuovo corso societario è iniziato poco prima di agosto. Quello della D è uno scenario in cui il mercato si può ritenere quasi sempre aperto visto il gran numero di svincolati tesserabili, la società aveva stabilito di intervenire a dicembre senza intaccare la rosa mantenendo un occhio vigile sulla possibilità di inserire qualche innesto prima, ma non si sono creati i presupposti economici e tecnici affinchè ciò potesse accadere. La società opera in un contesto calcistico particolare come quello della D, bisogna puntare a fare investimenti mirati facendoli fruttare al massimo e non sempre è facile. Se hai 10 euro non puoi pensare di andare al ristorante e mangiare caviale e champagne, ma al massimo ti puoi accontentare di un tramezzino e di una bottiglia d’acqua. Le mie dimissioni non sono state legate ad un solo fattore ma ad un’insieme di cose che mi hanno portato a reputare incompatibile la mia presenza all’Igea".