Licata, Campanella: «Nuovo protocollo? Per le società saranno dolori...»

30.11.2020 17:00 di Nicolas Lopez   Vedi letture
Fonte: La Sicilia
Licata, Campanella: «Nuovo protocollo? Per le società saranno dolori...»

Ultima domenica da divano, nel prossimo weekend si torna in panchina. Un po’ meno comodi, ma vuoi mettere l’adrenalina di una battaglia? E che battaglia.

Il Licata, al rientro dalla sosta, farà visita all’Acireale e allora per il tecnico Giovanni Campanella è già scattato il countdown. Si passerà direttamente dallo stop, ad un gara dal sapore speciale, contro un avversario quotato per la promozione.

«Era giusto fermarsi perché la situazione si era fatta seria - ci dice Campanella - mi auguro che con il rispetto delle direttive si potrà procedere senza altri intoppi. L’unica cosa che mi chiedo: non ci si poteva pensare prima a cambiare il protocollo e quindi evitare uno stop così lungo?».

Come è cambiato il protocollo?
«Bisogna fare tamponi due volte a settimana, adesso la linea è più severa, saranno le società a monitorare le condizioni dei propri tesserati. Mi auguro che ci sia uniformità e che non si usi il virus per evitare di giocare quando non se ne avrà voglia. Certo, il protocollo impone maggiori spese ai club e se si considera che la gente non potrà entrare allo stadio… per le società saranno dolori».

Quale aspetto del gioco avete approfondito durante la sosta?
«Soprattutto la condizione fisica. Questo era fondamentale, mentre sulla tattica, sa, il campionato è già iniziato da un po’ e la squadra ha metabolizzato certe mie idee. Senza giocare è stato complicato tenere alta la concentrazione, mentre era fondamentale tenere il motore acceso».

Subito un test probante, quell’Acireale che punta a vincere.
«Stando ai nomi, l’Acireale potrebbe benissimo giocare in C. Ma non è più come una volta, adesso vince chi corre di più, chi non fa giocare l’avversario, chi cura meglio i dettagli. Noi sappiamo di sfidare una grande squadra e l’attenzione si è triplicata».

Qual è il valore del suo Licata?
«Da quando sono ritornato io, ho cambiato letteralmente tutto. Io adotto il 4-3-3 e allora abbiamo cambiato molto, anche intervenendo sul mercato. La squadra fin qui ha risposto con ottimi risultati e abbiamo raggiunto una zona di comfort. L’obietti vo è migliorare la posizione della scorsa stagione, quindi arrivare tra le prime quattro. Dobbiamo essere ambiziosi come il nostro presidente e provare a dare fastidio all’Acireale e alle messinesi».

Tra i suoi, chi la sta stupendo maggiormente?
«Mazzamuto. È un classe 2001 che giocava centrocampista e che adesso da esterno basso mi sta dando tanto. Sta dimostrando continuità di rendimento e io non ho timore a dargli lo spazio che merita. Quando vedo un giovane che negli allenamenti scalpita, se vale, io lo premio».

Lei ormai a Licata ha trovato il suo paradiso calcistico…
«A prescindere dall’amicizia che mi lega alla famiglia Massimino, quando sono stato chiamato da Enrico non ho avuto esitazioni. Se ci aggiungiamo che il progetto è di far crescere il club e condurlo con il tempo in C, mi pare che la ricetta sia perfetta per me».